TheRivati – Non c’è un cazzo da ridere (autoproduzione 2019) un sax enfatizza i mali del mondo, vissuti con lo spirito dissacrante napoletano

Il precedente Black from Italy aveva incuriosito e questo Non c’è un cazzo da ridere richiama ulteriormente la nostra attenzione, partendo dalla grafica dal messaggio chiarissimo. Ma a semplificarci la ricerca sulla loro mission, ci pensano le loro testuali parole .. This is a concept album, inspired both by the artists’ personal life events and what was happening in the world around them.. The music is a fusion of african american sounds and those traditional to the city of Naples (Italy). The texts are all in neapolitan..Attuali nel loro porsi sul mercato (e con un gran tiro nelle esibizioni live), in questo disco la band parte con un intro che capiamo subito perché ha quell’aggettivo: infatti riprende un momento del film del 1982 con Lello Arena, intitolato appunto No grazie, il caffè mi rende nervoso: da questo momento i brani si rincorrono (alterandosi tra un interludio ed una riflessione), sempre costruiti su un canovaccio che si ripete in modo un po’ troppo ripetitivo. Infatti il sax traccia, il cantato è languido e sconsolato, la musica non si sposta da un tappetto blues su cui innestano vibrazioni che arrivano dalla migliore stagioni del Naples’ Power (con strizzate d’occhio a James Senese, piuttosto che a Pino Daniele): discorso a parte sui testi, dove abbiamo il momento migliore dell’intero progetto, perché il j’accuse è sempre diretto, spesso al vetriolo e sicuramente da elogiare. Facendo aiutare dalla visione di questo videoclip, il loro impegno vi sarà chiaro. Prodotto da TheRivati e Alfonso La Verghetta (che in prima persona l’ha registrato presso l‘ISL Sound Lab Studio di San Paolo Bel Sito), il disco risulta masterizzato da Alex Psaroudakis a Brooklyn con la supervisione di Benedetto “Nino” Caccavale che lo showbiz lo conosce bene,, dato che ha collaborato con Maxwell, Ashanti, Burning Spear ..
Line-up:
Paolo Maccaro (voce e testi)
Marco Cassese (chitarre)
Antonio Di Costanzo (basso)
Saverio Giugliano (sax, tenore e dub master)
Salvatore Zannella (batteria)
Track list di TheRivati – Non c’è un cazzo da ridere:
1) Intro nervoso
2) Music business
3) Nun sto bono
4) Così parlo – interludio
5) Cocaina
6) Trent’anni
7) Bataclan
8) Eyewitness -interludio
9) ‘O sce’
10) Rapsofollia
11) Bonus track
12) Stai tutta sudata