Cosa mi è piaciuto della prima serata di Sanremo 2020 e cosa mi ha deluso…

Ma non doveva esserci un videomessaggio di Roger Waters? Ne avevamo dato la notizia, basandoci su quanto comunicato dall’ufficio stampa RAI… Ciò premesso, quello che non mi affatto garbato è stata la lunghezza della kermesse: oggi è Mercoledì, giorno lavorativo e stamani molti ragazzi (il target di quelli che mandano avanti la musica, comprando dischi, musica e biglietti dei concerti) sono andati a scuola: molto difficile farlo serenamente, se solo poche ore prima sei stato davanti alla televisione! Capisco fare notte tarda nel week-end, ma anche nei giorni normali della settimana, mi sembra un sacrificio.
Musicalmente anche a me non è piaciuta l’eliminazione di Eugenio in Via di Gioia, band che stiamo monitorando da tempi non sospetti. Il nostro Giuseppe Panella (di cui ammiriamo lo spirito critico) ha assunto il compito di esprimere il suo parere ad ogni serata ed il suo primo articolo vi consiglio di leggerlo, criticarlo, condividerlo: io non potrò fare la critica ad ogni serata, perchè.. l’età avanza, l’acido urico non scende, le ore di sonno sono importanti, la gatta non mi fa riposare in modo continuo.. Rispetto a lui però ho un parere meno negativo sulla qualità delle canzoni ed ho trovato bello l’esordio con Irene Grandi, ma anche l’altro mio concittadino Marco Masini mi è sembrato convinto della bontà del suo pezzo. Diodato è uno su cui punterei per un buon piazzamento, mentre ho trovato Achille Lauro coraggioso, anche se a tratti un po’ troppo David Bowie.
Riguardo alla commozione di Tiziano Ferro, l’ho trovata con molto pathos e vera: interpretare quel brano di Mia Martini non è cosa semplice, mentre per Nel blu dipinto di blu poteva dare qualcosa in più, ma forse è stata l’emozione a tradirlo…
Infine una preghiera al regista: quando inquadra il loggione, potrebbe per favore non farci vedere ogni volta colui che cura il pubblico e che lo invita ad applaudire, sbracciadosi in modo convulso?
Ed ora attendiamo lo share, arma sempre a doppio taglio… ma intanto vi invito a riflettere (come ha fatto Michele Bovi in questo articolo) sui titoli delle canzoni, troppo simili ad altri depositati e questo in giurisprudenza è un danno nell’ambito del diritto d’autore.

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