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Recensioni
Pubblicato il 06/03/2019 alle 00:01:43
De Profundis The Blinding Light of Faith (Transcending Obscurity Records) – Nessuna misericordia…
di Emanuele Gentile
Con “The Blinding Light of Faith” il sangue scorre a fiumi e senza alcuna possibilità di arrestare la furia.

Con “The Blinding Light of Faith” il sangue scorre a fiumi e senza alcuna possibilità di arrestare la furia.

Li conoscevo da tempo i britannici De Profundis. Una delle migliori Death Metal band britanniche in circolazione. Capaci di menarle a dovere. Invece, con il loro nuovo album “The Blinding Light of Faith” sono riusciti ad andare oltre. Ben oltre. Più che oltre. E’ un album di straordinaria violenza musicale. Un album destinato a diventare uno dei must del genere per l’anno scorso.

I nostri De Profundis sono in attività dal lontano 2005 e dopo la solita trafila tipica per ogni band underground esordiscono due anni dopo. Siamo, dunque, nel 2007 con l’album intitolato “Beyond Redemption” autoprodotto. Bissato nel 2010 dall’album “A Bleak Reflection” per i tipi della label italiana Colony Records. Da quel momento cominciano ad essere una band da tenere d’occhio. Ad ogni album essi compiono un passo in avanti. Fino al nuovo album “The Blinding Light of Faith”. Un album pervaso da un sentimento anti-religioso brutale e violento. Un album dove la parola positività non esiste.

La base del sound dei De Profundis è un roccioso Death/Black Metal che molto deve alla lezione del British Metal. Nel senso che assistiamo a un rifferama molto intenso e compatto. Mid-tempos micidiali. Che diventano furente Black Metal quando la velocità si alza. Oppure riecheggiante il Doom Metal allorquando si decide di togliere il piede dall’acceleratore. Chi lo ascolterà avrà la netta sensazione di trovarsi al centro di uno tsunami. Una valanga di note e pesantezza sparati con una volontà omicida. Correndo il rischio di asfissiarsi. Insomma, di rimanerci secco. Ogni elemento della band ha un ruolo ben preciso. Il cantante uccide. I due chitarristi tranciano a carne viva. La base ritmica produce movimenti sussultori devastanti. Il risultato? Non se ne esce vivi.

“The Blinding Light of Faith” è, in fin dei conti, un album che non lascia vivi alcuno. Non c’è posto per un piano di fuga. E’ un carnaio dove precipiti ed esci maciullato. Con i De Profundis è venuto il momento per un “de profundis” di massa…

Tracks-list:

“Obsidian Spires”;
“War Be upon Him”;
“Opiate for the Masses”;
“Bastard Sons of Abraham”;
“Martyrs”;
“Godforsaken”;
“Beyond Judgement”;
“Bringer of Light”.





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