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Recensioni
Pubblicato il 12/02/2001 alle 00:00:00
Piero Pelù: sulle orme di Augusto Daolio
di Antonio Ranalli

Domenica 18 febbraio a Novellara (Reggio Emilia), patria di Augusto Daolio e dei Nomadi, si terrà la nona edizione del “Nomadincontro”. Un’iniziativa di grande musica (al via sabato 17, con il primo concerto dei Nomadi) a cui è abbinato anche il “Tributo ad Augusto, organizzato dal Gruppo Giornalisti Musicali (presieduto da Fausto Pirito) e che ogni anno assegna ad un artista della musica italiana, che si è particolarmente distinto in tematiche di carattere sociale. Quest’anno il premio è stato conferito a Piero Pelù. Il «Tributo» non vuol essere un «premio» fine a se stesso, ma il «riconoscimento del valore artistico» di musicisti italiani che si siano particolarmente messi in luce attraverso il loro lavoro discografico e concertistico a favore di cause sociali. La scelta di Pelù è motivata dalla sua intensa attività a favore di Emergency e del WWF e dal suo appoggio per la liberazione del Panchen Lama del Tibet (definito da Amnesty International «il più piccolo prigioniero politico del mondo») che nel 1995 è stato rapito dai militari del governo della Cina popolare e segregato insieme a tutta la sua famiglia. A Pelù saranno consegnati da Rosanna Fantuzzi, Beppe Carletti e Fausto Pirito un assegno di 1 milione e 500 mila lire per l’affidamento a distanza di due bambini tibetani (tramite l’Istituto «Lama Tzong Khapa» di Pomaia - Pisa) e una targa in memoria di Augusto Daolio. Nelle precedenti edizioni, il «Tributo» è stato assegnato a Jovanotti (‘93), Gang (‘94), Bisca-99Posse (‘96), Agricantus (‘97), Massimo Bubola (‘98), Alberto Fortis (‘99) e Daniele Silvestri (2000). Nel ‘95, il Tributo si è concretizzato nella emissione di un compact disc (oltre 100 mila copie vendute), che ha permesso di raccogliere intorno ai 120 milioni di lire divisi in parti uguali fra i bambini palestinesi di un villaggio nei pressi di Hebron (tramite «Salaam Ragazzi dell’Olivo»), i bambini dell’orfanotrofio di San Paolo del Brasile (tramite la «Comunità Nuova» di don Gino Rigoldi, cappellano del carcere minorile «Beccaria» di Milano) e i bambini tibetani del monastero di Sera Je, in India.
Ma sentiamo cosa ci dice in proposito Piero Pelù, intervistato da Claudio Lattanzio (corrispondente Ansa), che ci ha gentilmente concesso alcuni stralci del proprio servizio.

Qual è il tuo ricordo di Augusto Daolio?
“Io ho avuto la grande fortuna di incontrare Augusto Daolio, seppur per una sola volta”, ha detto Piero Pelù, “Era l’ottobre del 1991, a Sarajevo, in Bosnia. Erano iniziati i primi conflitti, che poi avrebbero portato alla grande guerra. Eravamo li per un concerto, che era di contorno ad un’importante marcia per la pace. Oltre ad Augusto e alla sua compagna Rosanna, c’erano anche Beppe Carletti e tutti i Nomadi. Ricordo che era un personaggio veramente incredibile. Mi ha conquistato molto per la sua semplicità e per la grande libertà di pensiero. Aveva il dono della saggezza e della purezza. Lui sentiva veramente la musica. Non gli interessava nulla dei diritti d’autore e delle vendite dei dischi”.

Domenica 18 febbraio, a Novellara, riceverai il “Tributo ad Augusto”. Che cosa significa per te?
“Io non sono molto abituato a ricevere dei premi. Sono molto imbarazzato. La cosa però mi riempie molto di gioia”.

Dove nasce la tua esigenza di impegnarti nel sociale?
“Impegnarsi nel sociale è un po’ come quando inizi a viaggiare, e scopri sempre cose nuove. Ho sempre sostenuto il problema della Sierra Leone, ancora con il WWF quello degli incendi delle foreste fino ad arrivare al problema del Tibet. Tutto quello che fai è una cosa minima. L’importante è che questa cosa venga impegnata quotidianamente. Con il singolo “Il mio nome è mai più”, che ho fatto insieme a Lorenzo Jovanotti e Ligabue, siamo riusciti a donare un congruo contributo ad Emercency. Non importa però la quantità di quello che si da. L’importante è che ognuno, nel suo personale e con i propri mezzi, riesca a divulgare questo benefico virus anche agli altri, in maniera tale da avere sempre più persone impegnate nel sociale. Dunque non solo le grandi manifestazioni come Live Aid, ma anche e soprattutto l’impegno di quanti fanno tanto nel silenzio”.

Un’ultima domanda. Che progetti ci sono in futuro? Farai un tuor estivo? A quanto un nuovo album?
“In questo momento sto scrivendo tanto. Ma non so ancora di preciso cosa farò di tutto questo materiale. Adesso sto riorganizzando il mio studio di registrazione. Io credo comunque che per un mio nuovo album bisognerà attendere il prossimo anno. Quando al tour vorrei fare la prossima estate alcuni concerti, ma solo nei festival. Ma è una cosa tutta da decidere”.

Per tutti coloro che vogliono partecipare all’evento di domenica 18 febbraio al teatro tenda di Novellara, consigliamo di consultare per maggiori informazioni il sito www.nomadi.it Per quanto riguarda Piero Pelù è sempre attivo il sito www.pieropelu.it

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