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Pubblicato il 16/09/2007 alle 17:20:58
Manel Camp Quartet - Tornassol (Picap), jazz catalano
di Alessandro Michelucci
Esiste un jazz catalano? Sì, ma soprattutto esiste un universo musicale che merita di essere esplorato. Sulla musica la globalizzazione ha avuto un effetto stranissimo e in parte negativo.

Esiste un jazz catalano? Sì, ma soprattutto esiste un universo musicale che merita di essere esplorato. Sulla musica la globalizzazione ha avuto un effetto stranissimo e in parte negativo.

Da una parte ci ha reso familiari artisti provenienti dalle terre più lontane: Australia, Estremo Oriente, Siberia, etc. Dall'altra, invece, non è riuscita a familiarizzarci con tante espressioni musicali europee. Per esempio, quanti musicisti catalani conosciamo? Se ci pensiamo attentamente scopriamo che sono diversi: Jordi Savall, figura centrale della musica antica, oppure Tete Montoliu, uno dei più grandi pianisti jazz del secolo scorso. Nel campo della lirica spicca il tenore Josep (José) Carreras. Se andiamo indietro nel tempo troviamo Albeniz, Granados, Mompou... Ma in ogni caso rimangono nomi isolati, in altre parole ci manca un quadro d'insieme. Inoltre ignoriamo artisti contemporanei come Lluís Llach, Maria Del Mar Bonet, Manel Camp e tanti altri. Bene, è proprio partendo da quest'ultimo che vogliamo iniziare un percorso esplorativo attraverso le espressioni moderne della musica catalana.

Manel Camp (Manresa, 1947), pianista e compositore, vanta una carriera lunga e prestigiosa che spazia dal jazz al classico senza dimenticare la musica per film. Ha collaborato con i nomi più prestigiosi della sua terra: solisti come Montserrat Caballé, Lluís Llach e Marina Rossell, gruppi come Elèctrica Dharma e Pegasus. Inoltre ha collaborato con varie formazioni sinfoniche e cameristiche.
In "Tornassol" l'artista si presenta in quartetto, affiancato da Matthew Simon (tromba e flicorno), Horacio Fumero (contrabbasso) e Lluís Ribalta (batteria). Tutti nomi ignoti in Italia, ma scintillanti punte di un iceberg che può essere conosciuto meglio ascoltando la raccolta "Catalonian Jazz" (Picap, 2002). Il disco contiene fra l'altro numerose composizioni di Camp, inclusa "Poesia secreta", tratta dall'omonimo primo LP del pianista catalano ("Poesia secreta -La meva terra", Picap, 1985).
Ma torniamo a oggi. "Tornessol" può essere definito un disco di jazz, ma senza dimenticare che in questa nuova opera l'artista coagula un'esperienza trentennale.
Il CD contiene due lunghi molto articolati e un pezzo melodico più breve, "Comiat", dal quale traspare una certa malinconia. L'iniziale "Fantasia in blau" è dedicata a George Gershwin, e in particolare alla celebre "Rhapsody in Blue". In ogni caso non si tratta di una rilettura: dalla composizione gershwiniana Camp trae soltanto qualche spunto, dimostrandosi al tempo stesso interprete e autore di grande sensibilità. Il secondo movimnento, in particolare, è ricco di spunti lirici e intensi.
L'altro brano lungo, "Suite de Primavera", ha avuto numerose versioni. Quella originaria, presentata nel 2002 al Festival di Perelada, era stata composta per cobla (orchestra tradizionale catalana) e percussioni. Una versione successiva per trio jazz, cobla e percissioni latine è stata inclusa da Camp nel CD "Enyors" (Picap, 2004).
Quella presente in "Tornassol", come si può intuire, è una nuova versione per quartetto jazz. I temi originali vengono conservati ma al tempo stesso arricchiti da una serie di creazioni melodiche e di assoli che trasformano profondamente la composizione.
Questo non conferma soltanto la coesione e la validità tecnica dei musicisti, ma anche la ricca gamma armonica del protagonista, che merita senza dubbio di essere conosciuto anche in Italia.
Prima di terminare, un consiglio. Coloro che vogliono seguire la musica catalana (e spagnola in genere) possono leggere tre reviste pubblicate da una casa editrice di Barcellona: "Enderrock" (dedicata ovviamente al rock), "Folc" (sulla musica tradizionale) e "Jaç" (dedicata al jazz). Gli appassionati di musica classica, invece, possono leggere la "Revista Musical Catalana". Leggere? Ma come? Bé, non lasciatevi spaventare dal catalano: è una lingua semplicissima, la più simile all'italiano. Provare per credere.

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