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Interviste
Pubblicato il 18/11/2007 alle 11:18:39
Premio Videoclip Italiano: dal mainstream agli indipendenti, lo stato dell'arte dei videoclip
di Ambrosia J.S. Imbornone
Dal 20 al 23 novembre lo IULM a Milano ospiterà il PVI con l'Eros Day dedicato a Ramazzotti,Giovanni Allevi,Silvia Salemi,i premiati per i clip indipendenti e mainstream. Con la musicologa Gaia Varon parliamo del presente e del futuro dei videoclip.

Dal 20 al 23 novembre lo IULM a Milano ospiterà il PVI con l'Eros Day dedicato a Ramazzotti,Giovanni Allevi,Silvia Salemi,i premiati per i clip indipendenti e mainstream. Con la musicologa Gaia Varon parliamo del presente e del futuro dei videoclip.

La nona edizione del Premio Videoclip Italiano è ormai ai nastri di partenza: avrà inizio infatti all’Università IULM di Milano il prossimo 20 novembre con l’Eros Day, una giornata interamente dedicata alla produzione videomusicale di Eros Ramazzotti, a cui sarà assegnato il “Premio Speciale per la Comunicazione Videomusicale”. Quattro le sezioni della ricca giornata, sicuramente imperdibile per fan e appassionati; la prima sarà dedicata ai videoclip dei tanti duetti della carriera dell’artista, da quello con Patsy Kensit del 1987 con “La luce buona delle stelle” all’ultima collaborazione con Ricky Martin sulle note di “Non siamo soli”, passando per il backstage con Tina Turner per la magnetica “Cose della vita” (1997) o per il making of “I belong to you” con la bionda Anastacia (2005). La seconda sezione avrà come oggetto invece le versioni in lingua spagnola dei video, come il clip di Nadia De Paoli per la delicata e immaginifica “Fabula” (“Favola”, 1994). La terza parte della giornata si soffermerà poi sui clip firmati da registi cinematografici, da quello “Cose della vita” diretto da Spike Lee (1993) a quello del romantica e struggente “Stella gemella” (1996) di Giuseppe Tornatore, fino al video di Un’emozione per sempre (2003) di Martin Weisz. Infine, la quarta sezione sarà composta da una serie di chicche e rarità, come i making of “Se bastasse una canzone”(1990), di “Solo ieri” (2004), della registrazione delle ritmiche del disco “Calma apparente” a Los Angeles (2005) e de “La nostra vita” (2005), o inediti come il videoboard di Sta passando novembre (2006) e il backstage del servizio fotografico dell’album “Dove c’è musica” (1996).

Le introduzioni dei vari blocchi saranno a cura di (in ordine di intervento):
- Cristina Sivieri Tagliabue, giornalista esperta in creatività e innovazione culturale, recente vincitrice del Premio Giornalistico Ischia Giovani: scrive per il quotidiano Il Sole 24 Ore ed è tra i promotori del portale Nova 100 (www.nova100.ilsole24ore.com), dedicato ai giovani autori nel campo dei media. Ha pubblicato con il critico cinematografico Enrico Ghezzi il saggio Blobblog. Linguaggi mediatici da Blob ai Blog;
- Simone Arcagni, storico e critico cinematografico, direttore responsabile della rivista Close Up, autore di numerosi saggi sul cinema e per Kaplan del recente volume Music Video (con Alessandro Amaducci); docente universitario, collabora all’organizzazione di diverse rassegne e festival del cinema, tra cui la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro.

Il 21 è prevista invece la proiezione in anteprima del rockumentary “Audition. Give music a chance” sul Cornetto FreeMusic Audition, mentre il 22 ospiti del premio saranno Silvia Salemi e Giorgio Pasotti, che ha esordito alla regia videomusicale per il video dell’artista “Ormai”. E’ in programma inoltre l’anteprima del dvd di Giovanni Allevi “Joy Tour 2007”, registrato dal vivo lo scorso 26 agosto allo Sferisterio di Macerata e realizzato da Eventi Digitali, in uscita il 30 novembre; il 23 infine ci sarà la cerimonia di premiazione del PVI, con l’assegnazione dei riconoscimenti ai vincitori della sezione mainstream (video noti al grande pubblico), del concorso indie (per i clip a basso budget, alternativi e sperimentali) e la targa Cornetto FreeMusic Audition (band emergente on stage). I videoclip indipendenti che hanno avuto una nomination e sono in gara per la vittoria sono ben 30 su 141 partecipanti e comprendono nomi come Perturbazione,con il video di animazione di "Animalia" del cantante Tommaso Cerasuolo e Marco Fantozzi,gli Amorfou,con il delicato ed evocativo video de "Il periodo ipotetico", i Tre Allegri Ragazzi Morti, i Subsonica con "Angeles",i Cayorosso con il loro censuratissimo clip ferocemente ironico sull'Isola dei Famosi, o ancora gli ultrassentenni Vito & gli Eneas e i davvero notevoli ma ancora poco noti La Stasi; sono in lizza invece per i premi mainstreami Tiziano Ferro e Simone Cristicchi (Uomini), Elisa e L’Aura (Donne), Le Vibrazioni e i Velvet (Gruppi), Le Mani e Ex-Otago tra gli Emergenti. Lunedì 19 novembre è prevista intanto la conferenza stampa dell’evento, nell’ambito della quale è stato annunciato un premio speciale a Giuliano Sangiorgi dei Negramaro.

Ecco il programma dettagliato del PVI 2007:
lunedì 19 novembre
Comune di Milano _ Palazzo Marino (piazza della Scala, 2)
Anteprima del PVI
h. 12.00 – 13.00:
- conferenza stampa dell’assessore allo Sport e Tempo Libero del Comune di Milano, Giovanni Terzi, con Domenico Liggeri (direttore PVI) e Giampiero Di Carlo (editore Rockol);
- assegnazione del Premio Speciale a Giuliano Sangiorgi(Negramaro);
- presentazione dei conduttori della Cerimonia di Premiazione finale del PVI, gli speaker Laura Antonini e Federico Russo, entrambi di Radio DeeJay.
martedì 20 novembre
Università IULM _ Aula Magna (via Carlo Bo, 1 - Milano)
Eros Day: un’immersione lunga un giorno nella (video)-musica di Eros Ramazzotti
Programma di proiezione:
h. 14.00 – 18.00:
- proiezione dell’intera videografia di Eros Ramazzotti con l’introduzione e il commento del critico cinematografico Simone Arcagni e della giornalista esperta in creatività Cristina Sivieri Tagliabue;
h. 18.00 – 19.00:
- incontro con Eros Ramazzotti, insieme al critico cinematografico e docente dell’Università IULM Gianni Canova, allo scrittore Luca Bianchini e allo storico della videomusica Domenico Liggeri.
L’ingresso in Aula Magna è esclusivamente a inviti: sarà comunque possibile seguire in tempo reale le proiezioni e l’incontro sempre all’Università IULM sul grande schermo dell’Aula 401.
mercoledì 21 novembre
IED Arti Visive _ Aula Magna (via A. Sciesa 4 - Milano)
Audition. Give music a chance: un sogno divenuto realtà, la storia di un’emozionante avventura musicale
h. 18.00 – 20.00:
- proiezione del trailer del rockumentary (2’);
- presentazione del rockumentary a cura di Domenico Liggeri (autore) e Claudio Ferrante (produttore, Carosello Records);
- proiezione in anteprima assoluta di “Audition. Give music a chance”, avvincente film sulla grande chance di decine di giovani musicisti emergenti di suonare sui palchi di Elisa, Negramaro, Zucchero ed MTV;
- incontro sul rockumentary con Rossella Bertolazzi (direttore IED Arti Visive), Renato Roca (Unilever), Andrea Marchi (regista), Giampiero Di Carlo (Rockol).
Ingresso libero.
giovedì 22 novembre
Università IULM _ Aula 117 (IULM 1) (via Carlo Bo, 1 - Milano)
Case history Salemi-Pasotti: nuovi percorsi
di creatività e comunicazione per la videomusica
h. 14.00 – 15.00
- incontro-lezione con Silvia Salemi e Giorgio Pasotti, condotto da Gianni Sibilla (Rockol);
- nel corso dell’incontro Silvia Salemi riceverà il “Premio Speciale per il Marketing Creativo Videomusicale”; l’artista descriverà il progetto e la realizzazione del videoclip del suo singolo “Ormai”, per il quale ha chiamato all’esordio nella regia l’attore Giorgio Pasotti: si tratta di una innovativa strategia artistica e di marketing attraverso la quale Silvia Salemi promuove esordi eccellenti nella regia videomusicale, stimolando il passaggio dietro la macchina da presa di talenti provenienti dalla recitazione cinematografica, come già accaduto anche in occasione della realizzazione del videoclip del primo singolo del suo nuovo album “Il mutevole abitante del mio solito involucro”, la cui regia è stata affidata all’altro esordiente Beppe Fiorello.
Università IULM _ Aula 113 (IULM 1)
Giovanni Allevi in Joy Tour 2007:
anteprima assoluta del primo dvd del grande pianista
h. 15.15 – 16.30
- proiezione dell’atteso dvd “Joy Tour 2007” di Giovanni Allevi;
h. 16.30 – 18.00
- incontro con Giovanni Allevi, condotto dalla musicologa, giornalista e autrice radio-tv Gaia Varon, docente dell’Università IULM.
Ingresso libero.
venerdi 23 novembre
Università IULM _ Aula Magna (via Carlo Bo, 1 - Milano)
Cerimonia di Premiazione:
consegna dei riconoscimenti ai più bei videoclip del 2007
h. 17.30 – 19.30
- cerimonia di premiazione, condotta da Laura Antonini e Federico Russo (Radio DeeJay). Ingresso libero.

In occasione del premio, abbiamo intervistato per voi condotto la musicologa, giornalista e autrice radio-tv Gaia Varon, docente dell’Università IULM, che condurrà – come già annunciato – l’incontro con Giovanni Allevi del 22 novembre, per capire qual è lo stato dell’arte dei videoclip italiani, come e se possano differenziarsi nel linguaggio adoperato a seconda del genere musicale, qual è il futuro dell’opera videomusicale e se potrà soppiantare quella del classico album, con un conseguente adattamento e utilizzo ancora più vasto di un nuovo formato e di una forma d’arte multimediale e multisensoriale. Ma ovviamente abbiamo parlato anche del Premio nello specifico, dei video in concorso per la sezione indipendente, della partecipazione degli studenti dello IULM e…naturalmente dello stesso Giovanni Allevi.

Quest’edizione del Premio Videoclip Italiano ospita Ramazzotti per l’Eros Day, Silvia Salemi e Giorgio Casotti, Giovanni Allevi, oltre ai video indipendenti a basso budget ovviamente. Cambia e come cambia secondo lei il linguaggio adoperato nei videoclip a seconda dei generi musicali o comunque passando dal mainstream alla musica d’autore e all’indie?
E’ una domanda complessa… Il Premio nasce come Premio Videoclip Indipendente nel 1999 e solo a seguito del successo riscosso diventò Premio Videoclip Italiano. La storia stessa del premio costituisce una risposta, che però è sicuramente una risposta aperta. La mia opinione personale è che ci sia una pluralità e una proliferazione di linguaggi molto diversi tra loro, però con una forte interazione reciproca: credo che sia facile dire che spesso gli uni pescano dagli altri. Il mainstream in questi anni ha sfruttato – sembra una parola negativa, ma la uso in senso positivo – tante intenzioni di produzioni minori, a basso budget, come quelle che il Premio Videoclip Indipendente si è sempre proposto di rendere più visibili, di produzioni underground un po’ più oscure. Però, credo sia emerso anche un elemento molto importante, che conti molto l’evoluzione delle tecnologie: laddove 15 o 20 anni fa, le tecnologie che permettevano una produzione professionale erano appannaggio solo dei professionisti ed erano difficili da trovare, oggi come oggi le tecnologie amatoriali o comunque di basso costo permettono di sviluppare la creatività giungendo a dei prodotti di una qualità, se non altissima, per lo meno accettabile. La produzione indipendente si muove un po’ in una sorta di forbice tra una produzione più ricca di mezzi e una più amatoriale molto fiorente (basti pensare a You Tube) in un panorama molto mobile e interessanti di linguaggi. Nelle ultime due edizioni ho notato molto il piacere di ripescare nella storia, nel linguaggio cinematografico, nella pittura, nella grafica, con cose che possono diventare anche molto nuove nel video, ma comunque in continuità con la tradizione delle arti visive.

A proposito dell’affermarsi di siti come You Tube o MySpace, sta cambiando in qualche modo anche la concezione che sta alla base dei videoclip, visto che la fruizione non è più affidata allo zapping televisivo, ma all’on demand?
Io credo proprio di sì. Non saprei dire se chi oggi si prefigge professionalmente di creare videoclip si sente già vincolato da quest’evoluzione, ma sicuramente sta cambiando la posizione di chi fruisce dei videoclip. Inevitabilmente sul medio periodo, se non sul breve periodo, questo influirà sul modo di inventare i videoclip. I video commerciali, nel senso più lato del termine, hanno sempre avuto il vincolo dell’interezza del brano. E’ una mia opinione molto personale che il fatto che i video si spostino dalle strutture di chi produce i dischi e rappresenta gli artisti a gestioni diverse, finalizzate alla diffusione su siti internet, ecc., possa spezzare questo vincolo e produrre un cambiamento di linguaggio.

Cosa ci può dire dei videoclip indipendenti di quest’anno?
Ovviamente non possiamo svelare molto prima della premiazione…Però molti video naturalmente stanno circolando e in tanti hanno avuto già modo di vederli. Io penso che siano molto diversi tra loro, ma ho trovato molto confortante per i miei gusti che ci sia una presenza forte dell’ironia; poi ho riscontrato una grande cura nel lavoro sull’immagine e ho notato come ci sia ancora una parte di clip del filone narrativo, quello più vicino ai cortometraggi, che non si limitano ad essere leziosi, ma affrontano dei nodi problematici, anche relativamente lievi. Nel panorama dei videoclip indipendenti italiani il rischio della maniera c’è e può declinarsi in vari modi, dallo scivolare nell’imitazione della pubblicità all’emulazione del linguaggio cinematografico, senza trovare ragioni nuove per usare un linguaggio precedente.

Nelle produzioni a basso budget l’avere un tetto massimo di spesa relativamente ridotto può diventare un’occasione, uno stimolo alla creatività, anziché essere un limite?oppure l’originalità, oltre all’idea, al soggetto, ha bisogno anche di alti budget per essere realizzata?
Direi che la risposta è positiva ad entrambi i termini dell’alternativa. Personalmente non ho mai fatto video a basso budget, ma ho fatto programmi televisivi a basso budget e ritengo che sia vero che lavorare a basso budget sia una grande occasione di stimolo e richiede di mettere in gioco la creatività. Bisogna avere però ambizione, del tempo, la possibilità di lavorare un po’ da soli come un artista del buon tempo antico…Viceversa è poi vero che ci sono idee, obiettivi, ecc. che il basso budget non consente di realizzare. Un alto budget può permettere di realizzare prodotti non necessariamente più originali, ma più complessi.

Che rapporto c’è tra la personalità più o meno spiccata di un artista, la fruibilità o orecchiabilità della sua musica e la fortuna di un video?
Non seguo molto il mercato, anche perché mi occupo molto più di musica classica o di nicchia che di mainstream… La mia impressione però è che sul successo e la fascinazione influisce molto la congiuntura. Uno stesso videoclip presentato oggi o fra sei mesi può avere risultati diversi, perché stanno succedendo certe cose nel mondo o il panorama offre delle cose meravigliose offuscando anche prodotti di qualità… Però per quello che posso vedere io, per i fruitori sistematici di videoclip, la musica resta il fatto cruciale: nessun videoclip, per quanto creativo e intelligente, può salvare, se non in maniera del tutto episodica, o garantire un successo duraturo a una canzone, un gruppo, un musicista mediocre o non portino contenuti importanti musicali e/o nel testo.

Il 22 sarà proiettato in anteprima il dvd di Giovanni Allevi, “Joy Tour 2007”. Che ci può dire di quest’opera videomusicale?
In realtà ancora vi posso dire molto poco, perché il dvd è in fase di ultimazione, per cui lo vedremo appunto il giorno 22. Posso dire per quello che ho visto finora che certamente c’è Allevi in tutto e per tutto, con la complessità e il fascino del suo modo molto personale di percorrere una via musicale, non inquadrabile. La cosa più detta su di lui è proprio questa, è un musicista che è entrato nel mondo del pop, è popolare, ma non rinuncia al linguaggio classico ed è anzi al di là della contrapposizione classico-pop, con una ricerca notevole di linguaggio. Ha inoltre un rapporto molto particolare e importante con il suo pubblico e l’ascolto…Il dvd mostra quindi anche questi aspetti di Allevi, al contrario del cd che evidenzia solo la sua musica, la sua personalità e il suo pensiero musicale.

Che accoglienza e che partecipazione c’è stata tra gli studenti dello IULM ai vari eventi del premio?
C’è un rapporto che si è costruito nel tempo; Domenico Liggeri, che ha ideato il premio e lo porta avanti da anni con immenso entusiasmo, è strettamente legato allo IULM, è stato docente di varie attività integrative, anche con me, nell’ambito miei corsi…Ci sono ormai 4-5 annate di studenti, se non di più, che hanno avuto modo di lavorare con lui, di seguire i suoi progetti o di lavorare a progetti videoclip in collaborazione con Liggeri. Da tre edizioni a questa parte, il premio si è anche cominciato a svolgere nelle aule dello IULM, e questo ha consentito alla manifestazione di crescere per spazio e tempo disponibili fino a diventare un ciclo di appuntamenti intorno al tema. Così il premio è stato ancor di più seguito dagli studenti, ma è diventato anche uno spazio di rodaggio per loro. Molti studenti anche in sezioni collaterali hanno potuto portare dei loro prodotti e mettersi alla prova. Infatti lo IULM ha un corso di laurea in televisione, cinema e produzione multimediale. Il Premio videoclip è così anche un’occasione di studio per gli studenti stessi.

Un’ultima domanda sul futuro dei video. Il formato cd e il concetto di album in questi anni sembrano sempre più superabili, tanto più che sempre più di frequente si sta affermando l’abitudine di pubblicare cofanetti con cd+dvd. In tempi di multimedialità e multisensorialità avanzata, può essere che a breve o a medio termine l’opera videomusicale diventi più importante del cd o dell’album classico?
Io penso proprio di sì. Come dicevamo, c’è una disponibilità di tecnologie a basso costo, di canali diversi e quindi di prodotti, gesti, musica, video infinitamente maggiore di quanto non fosse possibile in passato. Questa può essere quindi un’occasione per superare non solo il limite dei tre minuti, ma anche quello dei 70 del cd o i minutaggi dei vecchi lp di un tempo. D’altra parte, avere dei recinti può spesso aiutare e incanalare la creatività. Quando queste forme sono dettate però da ragioni materiali o commerciali, possono diventare limitanti ed agire come forme capestro. Credo quindi che i musicisti abbiano voglia, curiosità, interesse, capacità e talento per esplorare formati molto diversi da quelli che ci sono stati proposti finora e legati alla distribuzione e ai formati materiali.

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