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Recensioni
Pubblicato il 31/05/2008 alle 15:40:49
Angelica Lubian, una siffatta creatura così metereopatica
di Antonio Ranalli
Voce particolare, testi superbi, musicalità poliedrica. Angelica Lubian è una delle cantautrici emergenti più affascinanti ed interessanti del panorama italiano.

Voce particolare, testi superbi, musicalità poliedrica. Angelica Lubian è una delle cantautrici emergenti più affascinanti ed interessanti del panorama italiano.

Nonostante i suoi 24 anni, la ragazza di Udine si è già imposta all'attenzione del grande pubblico per aver aperto alcuni concerti di nomi del calibro di Biagio Antonacci, Tom Verlaine dei Television e Jimmy Rip, oltre ad aver partecipato ai principali concorsi nazionali. In questo demo di esordio dal titolo omonimo presenta un estratto della produzione che ultimamente sta eseguendo dal vivo in giro per l'Italia. In apertura, con "Metereopatica", la Lubian esprime il suo modo di essere, con i suoi cambi di umore in base al tempo atmosferito che ogni tanto la rendono anche un po' "isterica", "ispanica" e "euforica" ma ricordando di essere "sempre Angelica". In ogni traccia porta una straordinaria duttilità vocale ed una grande sensibilità e rigore nell’esecuzione in ogni pezzo, cimentandosi anche con testi in inglese ("Siffatta creatura"). E lo fa in sette piccole perle, scritte benissimo (è ammirevole nei giochi di parole e nell’uso della loro musicalità) e intessute di un interessante intellettualismo, ma, soprattutto, arrangiate splendidamente con una musicalità mediterranea, calda e avvolgente, ma allo stesso tempo ci si ritrova dinnanzi ad una malinconia soffusa. Nel mirino c'è una società che predica l'individualismo esasperato, che insiste sul fatto che devi essere sano, che continua a dirti che se stai bene con te stesso stai bene anche con gli altri, con un pizzico di esasperazione. Basta ascoltare brani come "Io non mancherò di niente", "Sconosciuto" e "Roba deperibile". Ai sette brani originali si aggiungono due cover di lusso. La prima è la straordinaria "Eye In The Sky" di Alan Parsons Project. Angelica Lubian riesce a commuovere non sia altro per l'umiltà con cui hai ripreso in mano questo pezzo, facendolo suo, attraverso attacchi molto fluidi, con interessanti variazioni sul ritornello. L'altra cover, invece, è "Redemption Song", uno dei brani non reggae di Bob Marley, che la giovane cantautrice omaggia accentuando la meravigliosa semplicità della musica e del testo. Quelle di Angelica Lubian sono canzoni all'apparenza malinconiche, ma che puntano maggiormente ad essere profonde e a mettere radici nella coscienza di chi ascolta. Dedicato a chi non vuole omologarsi, a chi sceglie sempre l'altra strada.

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