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Pubblicato il 29/07/2008 alle 19:05:22
Considerazioni sulla terza edizione del Lamezia Demo Fest, promised land del rock nostrano
di Manuela Ippolito Giardi
Abbiamo vissuto il dietro le quinte di una manifestazione che ha convinto. Un umano Francesco Baccini, un banale Fabri Fibra, un gagliardo Paolo Belli e poi grandi Neglizi&Mr.Tuka, La Fame di Camilla, Funghi Ladri, Jolaurlo, Angela Kinczly ....

Articolo questo che vuole essere piu' di una recensione: abbiamo vissuto il dietro le quinte di una manifestazione che ha spiazzato positivamente tutti. Un umano Francesco Baccini, un banale Fabri Fibra, un gagliardo Paolo Belli e poi grandi Neglizi&Mr.Tuka, La Fame di Camilla, Funghi Ladri, Jolaurlo, Angela Kinczly ....

Centomila si puo' anche scrivere 100.000 e forse cosi' fa piu' impressione: questa la cifra del pubblico che ha frequentato il Lamezia Demo Fest, svoltosi quest'anno tra Giovedi' 24 e Sabato 26 Luglio. Nel link finali trovi le notizie salienti di questa manifestazione, ma qui voglio darti un po' di sensazioni in piu', perche' noi eravamo fissi in backstage, al seguito del nostro diretur Giancarlo Passarella, tra l'altro Presidente della Giuria: la sua presenza era garante del buon lavoro che sta facendo sia come web content editor di MusicalNews.Com, ma anche come Vice Presidente Nazionale di AssoArtisti Confesercenti, deus ex machina di U.d.U. Records ed autore del format radiofonico Il Re del Gancio, striscia di rock underground in onda su quasi un centinaio di piccole radio locali.

I primi vincitori in assoluto dell'evento sono stati Michael Pergolani e Renato Marengo, perche' la kermesse e' il loro festival, dove il lavoro di un anno con la trasmissione Demo (in programma ogni sera attorno alle 23:23 su Radio Uno) si concretizza in qualcosa di visibile e tangibile da parte di una marea di persone. L'underground ed il rock giovanile ormai sono pane loro e di questo tipo di musica ne stanno cogliendo anche il modus operandi: basta vedere come gestiscono il palco, senza alcun fronzolo o puzza sotto il naso, tipico di chi e' famoso da anni e lo si vede in tv e lo si sente in radio. Loro invece sono i nostri fratelli maggiori e le difficolta' le affrontano e non fanno le prime donne: a Lamezia le difficolta' tecniche e di service non li hanno bloccati o scoraggiati piu' di tanto...!

Altro vincitore sicuramente il promoter locale, la Show Net di Ruggero Pegna. Ci vuole competenza ed un buon staff per portare in porto una manifestazione grossa come e' diventata il Lamezia Demo Fest: in backstage a volta sembrava di vivere le febbrile eccitazione e confusione che c'era al Festivalbar o eventi simili.
Buon riscontro ha avuto anche il lavoro di Giulio Tedeschi, sia nelle vesti di discografico della storica Toast Records di Torino, ma anche in rappresentanza di Audiocoop: in un bellissimo chiostro ristrutturato, ha curato la rassegna degli esordiente, le selezioni delle band rap/hip hop ed anche il convegno su come si puo' fare musica nel Sud d'Italia. La sua grinta e la sua professionalita' sono state di determinante aiuto nella riuscita di questo settore della kermesse.
All'altezza della situazione la giuria che ha votato quasi in tempo reale e che dato risultati che sia la critica che la piazza hanno approvato calorosamente. In ordine sparso, in giuria hanno dato il loro contributo Raffaella Natale (critico del quotidiano La Gazzetta del sud), il promoter Ruggero Pegna, il gia' citato discografico Giulio Tedeschi, il regista Davide Marengo (veniva da un festival vicino a Lamezia, dove il suo ultimo film Notturno Bus ha raccolto un sacco di premi) e Cinzia Guadagnuolo (critico del periodico Calabria Ora). A costoro si sono affiancati i collaboratori Rai di Demo nelle persone di Matteo Ghidoni, Marta Neri, Cristiana Affaitati e Valentina Galli,quest'ultima anche coordinatrice del palco: come detto e' stato il nostro Giancarlo Passarella ha dettare i ritmi di lavoro della giuria, esprimendo ovviamente anche il suo voto.

Musicalmente parlare di oltre 40 artisti giovani e' alquanto ostico, ma diciamo subito che il quartetto che e' arrivato alla fine (Zed, La Fame di Camilla, Neglizi & Mr:Tuka e Fabularasa) e' sembrato il piu' maturo dell'intera rassegna lamentina: tra gli ospiti rock underground ci hanno veramente convinto Jolaurlo (abbracciati a fine esibizione dal nostro Giancarlo Passarella) ed Angela Kinczly, quest'ultima coraggiosa nell'affrontare con la sua dolcezza un pubblico che diventava di minuto in minuto piu' numeroso. Qualcosa in piu' avrebbero potuto dare sicuramente Marcosbanda e Rio Mezzanino, band di cui apprezziamo il valore e che in altre occasioni sono sembrate piu' concrete.

E tra i big? La prima sera Francesco Baccini ha egregiamente svolto il uo ruolo, sia di artista con l'A maiuscola, ma anche di recente condottiero di una battaglia a favore della buona musica giovane, grazie all'iniziativa Independent Music Day in compagnia di Povia. A noi il suo show e' piaciuto molto, sia nella fase musicale che in quella intrattenitiva.
Era invece la prima volta che vedevo dal vivo l'Orchestra di Piazza Vittorio e l'impressione e' stata davvero positivo: grande abilita' dei singoli musicisti e grande coralita', creativa e comunicativa. Nel momento in cui e' partita la loro versione di Caravan Petrol di Renato Carosone, tutta Lamezia e' saltata a ritmo.
L'ultima sera e' stata la piu' densa anche nel settore big: quando l'affabile Paolo Belli ha snocciolato il suo show, il nostro Giancarlo Passarella ha esclamato in backstage (richiamando cosi' l'attenzione anche dei giovani musicisti che si erano da poco esibiti)..Venite qui a prendere appunti: ecco il furetto dello swing tutto per noi..! Una grande maestria, una voce da brivido ed una band con i controfiocchi: nelle pause poi il Belli ti fa rotolare dalle risate, proponendosi anche come improbabile cavallo di razza per la rinascita del sirtaki. Ovviamente lui ha sottolineato che quella danza ... viene dalla Magna Grecia e nel caso mio... molto Magna e poco Grecia!

Quando Fabri Fibra sale sul palco (non concedendosi ad alcuna intervista con la stampa, cosa che invece senza difficolta' ha fatto Paolo Belli, beccato anche a giocare a pallone in backstage con chi gli capitava...!), le fans spuntano anche dai cornicioni dei palazzi e sul tetto della chiesa vicina: e' il delirio puro, ma alla fine e' uno spettacolo che non graffia e che anzi risulta scontato, banale e prevedibile.
Qualche canzone di 3 minuti, un gran fiatone alla fine di ognuna, un sacco di discorsi sul fatto che il mondo dice che lui e' cattivo ed e' temuto da tutti perche' fa paura: a noi e' sembrato una gran furbata, dove ha ben recitato il suo ruolo di dannato ed in backstage qualche musicista affermava che sembrava uno spettacolo fatto a Disneyland, dove i cattivi fanno paura solo davanti allo specchio.
Un esempio? Sarebbe stato logico che i giovani vincitori della sezione rap / hip hop lo incontrassero o si facessero una foto con lui: ma questo non e' successo ed i poveri Mistico sono un po' rimasti con l'amaro in bocca, anche se hanno ballato sino alla fine le sue canzoni. Piu' scafati i Funghi Ladri (finalisti della sezione rap / hip hop) che l'hanno accolto con qualche insulto nel momento in cui ha finito lo show, non ha concesso alcun bis e (travestendosi da Eminem di turno o mimando qualche scena di qualche film sulle gang del Queens) si e' infilato nella macchinona di turno, facendosi largo tra la folla che lo aspettava a Lamezia. Banale e logico il commento del nostro Giancarlo Passarella...Hai visto come sono rimasti delusi i Funghi Ladri dello show di Fabri Fibra? Usando il titolo di una loro canzone, posso dirti che quell'atteggiamento da parte di Fabri Fibra e' veramente da ... Vergogna Bianca!

Quale il futuro del Lamezia Demo Fest? Ripetersi a questi livelli (numerici e qualitativi) sara' alquanto difficile, ma c'e' tempo qualche mese per aggiustare la macchina organizzativa e poi i due acchiappatalenti Marengo & Pergolani qualche altro artista valente dal loro show lo tireranno fuori di sicuro. Su questo aspetto, non c'e' assolutamente da preoccuparsi...

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