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Pubblicato il 21/08/2008 alle 16:12:56
Incontro con Den Harrow, icona della dance, reduce dall'Isola dei Famosi, fiducioso in Berlusconi ...
di Maria Liberata Apisconi
Una lunga chiaccherata con colui che ha marchiato a fuoco la dance italiana nel mondo negli anni'80 con Mad Desire: con Andrea Turetta parla anche del Festivalbar che non c'e' piu' e di tante altre cose, forse un po' velate di nostalgia.

Una lunga chiaccherata con colui che ha marchiato a fuoco la dance italiana nel mondo negli anni'80 con Mad Desire: con Andrea Turetta parla anche del Festivalbar che non c'e' piu' e di tante altre cose, forse un po' velate di nostalgia.

Eccovi un estratto del lungo incontro tra Andrea Turetta e Den Harrow....

Hai un fatto curioso da raccontarci, relativamente al tuo periodo d’oro (anni ’80)? Cosa ricordi di quegli anni? Un episodio in particolare?
Innanzitutto ero molto giovane, quindi le cose mi sono scivolate molto velocemente. E’ stato un periodo fantastico, tanto che grazie a quello sono ancora qui oggi e da molti considerato, tuttora, un’icona della musica anni ’80. Per cui devo ringraziare quello che è stato e sono stato. Quanto ad episodi, ce ne sono tantissimi, però uno in particolare… m’è difficile ricordarlo in questo momento.

Hai partecipato a L’Isola dei Famosi 4. Tutti ad evidenziare il tuo pianto in diretta, la tua umana debolezza. Cosa invece non è uscito del vero Stefano e cosa t’è rimasto di quell’esperienza? Dei naufraghi hai salvato solo Chiappucci…
Dell’esperienza salvo assolutamente tutto. Tutto quello che c’era da vedere sul mio personaggio e la mia persona, s’è visto e ne sono contento. Io sono una persona umana quindi, sono talmente forte nel dichiarare che le debolezze sono altrettanto forti, se uno ha il coraggio di mostrarle. De ‘L’Isola dei Famosi 4’ salvo tutti perché, comunque, era un gioco. Io l’avevo presa troppo seriamente poiché anche nei giochi bisogna essere leali… ma m’ero dimenticato che comunque era un gioco. Prima – aggiunge Den con un sorriso - avevo salvato solo Chiappucci, adesso salvo tutti, perché, dopo due anni, sono diventato più buono.

Ad oggi, intravedi un nuovo Den Harrow in circolazione?
Nooo! Non ci sarà più, non solo un nuovo Den Harrow, ma neppure una nuova Sabrina Salerno, un nuovo Sandy Marton o Nik Kamen… Non ci sarà proprio più niente, anche perché se siamo qui dopo vent’anni a parlare io e te, appena finito di fare un concerto, vuol dire che s’è salvato qualcosa soltanto degli anni ‘80.

Grillo, Celentano, Luttazzi, Crozza, Benigni, Littizzetto, Guzzanti… li vediamo spesso “costretti” ad indossare i panni dei politici, con quest’ultimi a finire per rubar ai primi la scena “teatrale”. Brutto segnale se i ruoli si capovolgono. Non credi?
Sono assolutamente d’accordo con te. Prima dell’avvento di Berlusconi l’Italia era messa in una situazione molto difficile… Io credo molto in quello che sta facendo il Premier, non ho difficoltà a dire che ho votato per lui e sono certo che le cose cambieranno. Di certo le stesse non sono cambiate per i meriti di quelli che m’hai citato, né per quelli prima di loro.

Traccia un giudizio circa il panorama musicale nazionale ed internazionale, ad oggi…
Ah, oggi devo dire che non c’è proprio più niente, la musica è finita. Purtroppo! Sono molto rammaricato di questo. Nel momento in cui un programma storico ed istituzionale come il ‘Festivalbar’, chiude i battenti, ciò è significativo e fa riflettere. Quindi s’è chiusa la saracinesca, in nome del marketing prima di tutto, a discapito della bella musica, dei musicisti e della gente che opera nel settore.

Grazie ad Andrea Turetta per questa intervista: se vuoi leggerla tutta, clicca sul link che segue ...

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