Musical NewsMusicalNews
  Cerca

MusicalNews: le notizie che gli altri non hanno! - real news by true fans for hot peopleCOLLABORA CON NOI
 Editoriale
La tutela del prodotto autoctono: la polemica su Mogol e le quote di musica italiana..
 

www.fanzine.net
 Interviste
•07/03 - Sage, Croazia e storia.
•05/03 - Wyatt Earp: pistole, alcool e rock'n'roll!!
•03/03 - Dalla Russia una gelida folata di Heavy Metal…
(altre »)
 
 Recensioni
•18/03 - Spartan Warrior Hell to Pay (Pure Steel Records) – Il ritorno del guerriero spartano…
•17/03 - Jena Lu - Le dita nelle costole (I Dischi del Minollo), il rock acustico che nasce negli anni 90
•16/03 - Madrugada - Romea ((r)esisto) l'incontro tra funk, jazz e rap in un colpo solo
(altre »)
 
 Comunicati
•18/03 - Mercoledi' 20 Marzo 2019 esce Non C'e' Un Cazzo da Ridere, disco dei napoletani TheRivati
•17/03 - Esce l'8 Aprile per MiaCameretta Records il quarto disco dei ravennati The Doormen
•14/03 - Sir Eliot Gardiner dirige l'orchestra di Santa Cecilia per i 150 anni dalla morte di Berlioz
(altre »)
 
 Rumours
•18/03 - Alan Stivell torna in Italia per tre date a marzo con la Electric Band
•15/03 - Dimartino presenta Afrodite in tour, ultime date a Roma e Bologna
•14/03 - Jacopo Ferrazza presenta Theater in trio alla Casa del Jazz
(altre »)
Recensioni
Pubblicato il 10/12/2008 alle 00:26:43
Le cover della raccolta Grazie, amici miei recensite da Mia Martini
di Pippo Augliera
Vi presentiamo i brani d’autore, inclusi in “Grazie, amici miei" e già pubblicati nel ’94, raccontati dalla stessa Mia Martini sulla fanzine di “Chez Mimì”.

Vi presentiamo i brani d’autore, inclusi in “Grazie, amici miei" e già pubblicati nel ’94, raccontati dalla stessa Mia Martini sulla fanzine di “Chez Mimì”.

“Ho seguito il criterio del cuore, ho scelto i brani che sono stati scritti non in nome del grosso impegno sociale, ma piuttosto in nome della fragilità umana e delle debolezze di questi artisti, li ho cantati più come uomini. Per niente facili, questi artisti, questi uomini così poco allineati, così tortuosi come mi piace dire, personaggi assolutamente contorti, ma forse per questo credo che siano grandi.

‘I treni a vapore’ è una canzone che io amo moltissimo, naturalmente sorvoliamo sull’amore che ho per il suo autore, mi commuove tutte le volte che la sento. Mi ha colpito soprattutto l’interpretazione di Ivano nel suo live ‘Buontempo’ e da qui è scaturita la scelta.

Zucchero mi ha ispirato ‘Diamante’ in cui si parla della sua infanzia, c’è questa voce della nonna, l’ho un po’ scimmiottata nel suo dialetto divertendomi, poi ho voluto fare uno scherzo a Zucchero: lui ama molto il blues, canta un po’ come i negri, nella sua versione ‘fai piano Delmo, i bambini grandi non piangono’, io l’ho cambiata in ‘piano Delmo, i bambini bianchi non piangono’, l’ho voluto prendere in giro. E’ un atto d’amore nei confronti di Zucchero che in questo testo, in cui è stato aiutato egregiamente da Francesco de Gregori, descrive un momento felice della sua infanzia.

‘Fiume Sand Creek’ parla di questa strage terribile, quando donne e bambini indiani furono massacrati nel sonno, che ha colpito la fantasia di Fabrizio De Andrè: io, in questo splendido testo, ci trovo un grande amore.

‘Stella di mare’ è delicatissima, molto tenera e pervasa da un grande amore. Lucio Dalla ha scritto delle cose meravigliose e moltissime saranno migliori, ma è proprio questa canzone che nel contesto di questo disco mi ha colpito di più. Lucio è pazzo per il mare, tantissimi anni fa eravamo al Cantagiro, quando era ancora itinerante, una notte non riuscivo a dormire, mi sono affacciata alla finestra dell’albergo per fumare una sigaretta e giù in giardino c’era Lucio che stava sdraiato su una vasca a parlare con i pesci. Qualche anno dopo, quando ho sentito ‘Com’è profondo il mare’, ho avuto la conferma che il mare e i pesci li nomina spesso, nel senso che sono temi ricorrenti nei suoi testi.

In ‘Tutto sbagliato baby’ incontro come autori i fratelli Bennato: Eugenio ed Edoardo, artisti diversissimi tra di loro che io adoro e stimo in maniera pazzesca. Secondo me, anche questa è una canzone d’amore, mi ricorda quello splendido monologo che faceva in teatro Giorgio Gaber ‘Ero comunista’, in cui parla del partito con un amante deluso, tradito dalla sua stessa donna, considerandolo quasi una donna. Nel testi di Eugenio ed Edoardo io trovo lo stesso dolore che può provare un amante deluso, anche in questo caso si tratta di una canzone d’amore, come se il partito fosse una donna. Tra l’altro per questo brano, avendo seguito molto Eugenio nei suoi splendidi spettacoli teatrali e conosciuto questa sua grande passione per la musica etnica, ho voluto coinvolgere i Musicisti del Nilo con i loro strumenti particolari.

E a proposito di musica etnica, Fio Zanotti in ‘La canzone popolare’ ha messo una cornamusa non vera ma elettronica, campionata. Nell’ idea di Ivano il pezzo nasce proprio con questa frase ‘alzati che si sta alzando la canzone popolare’, quasi a significare che in qualche maniera proveniamo tutti da questa musica.

‘Hotel Supramonte’ è una canzone che mi commuove tutte le volte che l’ascolto, naturalmente nella versione di Fabrizio. Mi ricorda questa tristissima storia della quale sono stati protagonisti tanti anni fa Dori e Fabrizio, quando sono stati rapiti e legati per nove mesi ad un albero. Per me, ogni parola di questo testo è come vedere in un film le immagini di questi momenti terribili; oltretutto penso che questa storia abbia rafforzato il loro rapporto in maniera pazzesca, perché sono diventati una coppia meravigliosa. La loro unione è una di quelle indissolubili, che non finirà mai.

In ‘La musica che gira intorno’ mi sono avvalsa di una grande solista, di una grande cantante Aida Cooper che io adoro e che ha fatto un ‘solo’ assolutamente splendido nel finale di questo brano. Originariamente lo avevamo registrato a due voci, dopo ho preferito togliere il mio intervento e lasciare quello suo.

L’ incontro con Vasco Rossi è stato molto eccitante. E’ difficile scegliere un brano di Vasco, io lo amo molto, ma secondo me la sua voce, come quella di Lucio Battisti, ha una magia particolare. Entrambi non sono dei grandi interpreti, sono però così personali e danno un fascino molto speciale alle loro canzoni, per cui, dopo aver ascoltato le loro versioni, diventa molto difficile ricantarle. Ho scelto ‘Dillo alla luna’ perché non mi sentivo in grado di dare la stessa magia ad altri brani che sono troppo suoi, particolari; spero con questo brano di esserci riuscita. Un altro motivo è legato al testo che mi coinvolge moltissimo, io odio tutto ciò che è statico, fotografico, io amo tutte le situazioni vere, reali e il linguaggio che Vasco usa in questo suo rapporto d’amore, quando scrive e canta ‘guardami in faccia… quando mi parli…’, così reale e crudo, mi fa impazzire. In questo brano mi sono fatta accompagnare anche dallo splendido Dodi Battaglia, che è uno dei più grandi chitarristi che abbiamo in Italia. Gli ho chiesto di farmi questo ‘solo’ e lo ha fatto con grande gioia e spirito rock.

‘Mimì sarà’ è un grande capolavoro di Francesco De Gregori, un pezzo bello e importante come ‘La donna cannone’, però stranamente lo conosce pochissima gente, me ne sono innamorata tanti anni fa, quando l’ho sentita nell’album bellissimo, ma poco conosciuto, ‘Terra di nessuno’, non l’ho mai sentito da nessuna parte, tranne che a casa mia. Prima o poi dovevo cantarlo, anche questa è una grande canzone d’amore".


 Articolo letto 11602 volte


Pagina stampabile