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Recensioni
Pubblicato il 11/01/2009 alle 19:28:00
Angelica Lubian - Conservare in luogo fresco e asciutto (autoprotto)
di Silvio Mancinelli
Piccola ma grintosa e con una voce polidrica. Questo è in sintesi Angelica Lubian, una brava cantante che spazia dal rock al jazz.

Nella botte piccola c’è del buon vino diceva un detto. Vedendo dal vivo Angelica Lubian non si potrebbe pensare a tali potenzialità, poi si ascolta il suo album “Conservare in luogo fresco e asciutto” e si capisce che la Lubian qualcosa lo può dare alla musica italiana. Un cd pieno di dolci confettini , non monotoni ma vari nel gusto. Si tratta precisamente di 13 canzoni che mostrano la poliedricità di questa cantante. Se "Mercenaria", l’open track dell’album, rappresenta lo stile rock classico, "Siffatta creatura" è di una spagnoleggiante bellezza. Poi si passa al jazz di "Roba deperibile" tanto da spiazzare l’ascoltatore. "Metereopatica" poteva essere una canzone da presentare al festival di Bonolis e non sfigurare. Ci sono episodi anche meno esaltanti come "Incredibilmente disarmante", "Sconosciuto" e "Taglia e cuci", canzoni che guardano troppo alla tradizione italiana trovandole un po’ piatte. Comunque la bella e brava Angelica ha molto da dire anche con i suoi testi non privi di originalità e per questo che la considero una degna erede di cantanti come Carmen Consoli e Cristina Donà. A questo punto aspettiamo la conferma del prossimo album dove secondo me dovrà dire più chiaramente che strada vuole intraprendere, dopo aver fatto capire che lei si trova bene in qualunque veste. La mia traccia preferita rimane "lo spazzolino" dove un sound estivo e sudamericano lascia lo spazio al rock americano più classico che c’è.

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