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Pubblicato il 30/01/2009 alle 09:48:57
Osanna & David Jackson (Van Der Graaf Generator) - Live in Rome, Stazione Birra, 26 gennaio 2009
di Gianluca Livi
Guests: Gianni Leone (Balletto di Bronzo) & Sofia Baccini (Presence)

Un paio di giorni fa, parlando dell’imminente concerto degli Osanna, in un negozio di dischi della capitale, un avventore riferiva che tre o quattro anni fa aveva avuto modo di vederli dal vivo, rimanendone profondamente deluso. Chi scrive, invece, negli ultimi quattro anni li ha visti 3 volte, rimanendone, per contro, piacevolmente colpito. “Perché tu”, aveva modo di precisare il tizio, “non li hai mai visti negli anni ‘70”. E dal quel momento, è stata una demolizione totale del gruppo, un attacco mirato volto al disfacimento impietoso, sostanzialmente incentrato sui tre punti di seguito indicati:
a) negli Osanna è rimasto uno solo dei membri originali (Lino Vairetti);
b) tutti gli altri membri attuali, non solo non hanno mai fatto parte del gruppo in nessuna delle incarnazioni passate, ma sono tutti poco più (o poco meno) che trentenni;
c) il repertorio del gruppo viene riproposto in un arrangiamenti completamente diversi che snaturano la ratio delle vecchie composizioni.
Orbene, se anche voi la pensate così, navigate oltre, visitate altri siti, perché questa recensione non fa per voi.
Innanzitutto va precisato che di complessi che si propongono con uno solo dei componenti fondatori ce ne sono a iosa, molti dei quali, peraltro, blasonati: i Jethro Tull con Ian Anderson, i King Crimson con Robert Fripp, i Deep Purple con Ian Paice. Se questo non basta, dovrebbe essere sufficiente ricordare che ci sono complessi nelle cui fila non militano affatto membri originali: i Pooh, ad esempio, oppure, passando dal sacro al profano (o viceversa, a seconda dei punti di vista), i Sepultura, blasonato gruppo metal che può tranquillamente essere inserito tra i primi 10 grandi gruppi thrash dell’intero pianeta.
Quanto alla circostanza che gli altri membri degli attuali Osanna sono molto giovani, a chi scrive sembra che questo sia un punto di forza, piuttosto che una diminutio. La carica e l’entusiasmo che questi giovanissimi trasmettono al pubblico quando sono sul palco è oggettivamente indiscutibile: costoro eseguono i pezzi con passione straordinaria, naturale conseguenza del fatto che, evidentemente, essi sono i primi fan del complesso in cui militano.
Infine, che il repertorio del gruppo sia stato arrangiato ex-novo, costituisce, a nostro avviso, circostanza oltremodo positiva. A parte la nuova stesura di un solo brano (ammetto che il rap inserito ne “L’Uomo” è un po’ troppo ardito), chi scrive considera i recenti arrangiamenti ancor più efficaci dei vecchi (molti dei quali, in tutta onestà, si caratterizzavano di un suono forse un po’ troppo datato).
Per quei brani, ci sono i vecchi dischi. Oggi il suono è questo e va benissimo così.
Ritornando alla circostanza dell’incontro nel negozio di dischi, nell’esternare il profondo rammarico perché negli anni ’70, per questioni squisitamente anagrafiche, lo scrivente non ebbe l’opportunità di vedere gli Osanna dal vivo, è il caso di palesare massimo dispiacere per il Tizio denigratore che non li ha voluti vedere la sera del 26 gennaio 2009. A quel tomo, si consiglia di leggere e rileggere la presente recensione, che testimonia, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, che gli Osanna di oggi sono una band lodevole, competente, ammirevole: la sezione ritmica (composta da Nello D’Anna al basso e Gennaro Barba alla batteria), è in grado di fare praticamente ciò che vuole; il tastierista, Sasà Priore, ci è parso dotato di umiltà e competenza, due qualità che insieme costituiscono una dote caratteriale di raro spessore; il figlio d’arte, Irvin Vairetti, ha il pregio di possedere una voce solista che sembra anche migliore di quella del padre Lino; il chitarrista Fabrizio Fedele è un mostro di bravura, talmente eccezionale che non solo si permette di modificare gli assoli del maestro Danilo Rustici, stravolgendoli con la tecnica del taping, ma addirittura vi inserisce citazioni di brani storici, senza snaturarne il valore originario, tributando il giusto onore ai grandi chitarristi rock del passato (come Hendrix, arditamente citato in "L’uomo", ove viene ad un certo punto immesso il riff iniziale di "Foxey Lady").
Detto ciò, è il caso di parlare di David Jackson. Costui, come noto, proviene dai Van Der Graaf Generator, i quali, recentemente riformatisi nella formazione classica a quartetto (Hammill Banton/Evans/Jackson), dopo aver pubblicato un album buono (ma non ottimo), decidono di proseguire come trio, estromettendo il fiatista (il quale aveva semplicemente – ed invano – chiesto di contemperare gli impegni del gruppo con quelli di insegnante in una scuola per disabili). Tanto meglio per Lino Vairetti che, assoldando il collega inglese, oltre ad acquisire un grande valore aggiunto, ha inserito nuovamente i fiati in organico.
Orbene, il concerto del 26 gennaio ha ribadito un punto fondamentale: Jackson non è un ospite, ma un membro effettivo del gruppo. Lo dicono entrambi (Osanna e Jackson), nelle note interne del nuovo splendido Cd, Prog Family, appena diffuso in edizione limitata per i tipi della Afrakà/BTF (i quali, a breve, pubblicheranno anche la versione in doppio vinile): “Questa è la nuova formazione degli Osanna che coglie in pieno lo spirito che ha sempre caratterizzato la band storica ma con un nuovo sound dinamico, innovativo e passionale. Lo stesso David Jackson si è integrato in modo mirabile ed entusiastico, sentendosi, più che una special guest, un elemento del gruppo, portando un forte valore aggiunto, come gli stessi Gianni Leone [Balletto di Bronzo], David Cross [King Crimson], Tm Stevens [Steve Vai], Lello Brandi [l’unico altro membro storico dei primi Osanna], e altri ospiti, che hanno arricchito, con il loro talento e il loro apporto creativo, tutto II lavoro discografico, che è un vero e sentito omaggio alla formazione storica. Una vera "Famiglia Prog" che Lino Vairetti ha saputo riunire in questo progetto con l'intento di seguire un nuovo percorso coniugando passato, presente e futuro. I nuovi arrangiamenti, infatti, sono stati elaborati come se i brani fossero nuove composizioni vista l'attualità dei testi e delle melodie, recuperando tuttavia quelle sonorità vintage nell'uso delle chitarre elettriche e 12 corde, dei sinth, del Mellotron e dell'Hammond ma principalmente nelle sonorità del flauto e dei sax di David Jackson. La nuova band, oltre Lino e David quali esponenti storici del “prog” anni '70, si compone di ottimi musicisti poco più che trentenni che hanno ridato quel vigore e quella grinta che ha sempre caratterizzato il sound degli Osanna”.
Detto ciò, è d’obbligo precisare che, nel corso del concerto, la band è apparsa estremamente coesa, perfettamente a suo agio in un contesto che non deve essere interpretato come mera celebrazione dei trascorsi passati, ma come rivisitazione intelligente di un repertorio intramontabile, dal forte substrato ideologico, di inestimabile valore storico. In tale contesto, la band ha suonato una serie di medley credibili, tutti estremamente dilatati, molto più vicini al concetto di suite che non alla formula canzone: "Fuje’ a Chistu Paese", "Animale senza respiro", "Mirror Train", "L’Uomo, Ce Vulesse", "’A Zingara", "Oro caldo", "My mind flies", "L’amore vincerà di nuovo", "Non sei vissuto mai", "There Will Be Time", "In un vecchio cieco", "Vado verso una meta".
non sono mancate le sorprese: dalla produzione dei Città Frontale (gruppo post-Osanna di Lino Vairetti), è stato attinto il brano "Solo uniti", proposto senza soluzione di continuità subito dopo "Vado verso una meta"; Sofia Baccini, voce solista dei Presence, ha cantato in "Ce vulesse" e " ’A Zingara"; in "Everybody’s gonna see you die" era presente Gianni Leone alle tastiere (mitico componente del Balletto di Bronzo, tuttora in attività), il quale, poco dopo, ha avuto il pregio di proporre tutto da solo un breve estratto dall’album "YS" e, in coppia con lo stesso Jackson, una cover di Todd Rundgren intitolata "Can we still be friends"; dalla produzione Jacksoniana, infine, sono stati pescati "Theme One", intramontabile singolo dei Van Der Graaf, e "Sogni d’oro" (in italiano nell’originale), un brano dalle sonorità oniriche e fiabesche, forte di alcuni crescendo tipici dei Van Der Graaf più apocalittici, estrapolato dall’album "The Long Hello Vol Three" (nel quale il fiatista veniva affiancato, tra gli altri, da Guy Evans, Peter Hammill e Jakko M. Jakszyk. L’album in questione è uscito su Butt Records, nel 1982, ed è oggi abbastanza introvabile).
Nel corso del concerto, Lino Vairetti ha fatto intendere che la collaborazione con l’artista anglosassone si protrarrà nel tempo. Noi speriamo che il sodalizio – una volta passata la fase del tributo storico – si estenda anche alla creazione di nuove composizioni, che si auspica di livello eccelso, visto il curriculum di Jackson e dello stesso Vairetti. Una cosa è certa: a prescindere dagli intendimenti futuri di Jackson, gli Osanna non possono e non devono rinunciare ai fiati. Pur nella consapevolezza che sarà arduo colmare il vuoto di artisti come Elio D’Anna e soprattutto (qualora volesse prendere strade diverse), David Jackson, chi scrive riconosce a Lino Vairetti il diritto di rivedere, modificare e alterare il repertorio del suo gruppo come meglio ritiene, ma osserva che sul cantante grava l’onere di proseguire la sua strada con la consapevolezza che il flauto e il sax sono elementi indissolubilmente legati al sound degli Osanna, passati, presenti e futuri. Speriamo che, parimenti, egli riconosca al sottoscritto il diritto di “pretendere” l’accoglimento della richiesta, in qualità di virtuale portavoce di un consistente numero di fans che, di fatto, costituiscono una vera e propria grande “famiglia prog” di fedeli ascoltatori.

LINE UP:
- Lino Vairetti: voce solista, armonica, chitarra acustica, chitarra elettrica
- David Jackson: flauto e sassofoni
- Sasà Priore: tastiere
- Nello D’Anna: basso
- Gennaro Barba: batteria
- Fabrizio Fedele: chitarra elettrica
- Irvin Vairetti: computer programming, tastiere, cori, voce solista

Guests:
- Gianni Leone: tastiere, voce
- Sofia Baccini: voce


TRACKLIST:
1. Medley: Fuje’ a chistu paese (edit)/Animale senza respiro/Mirror train;
2. Medley: L’Uomo/Ce vulesse (Sofia Baccini cori);
3. Medley: ’A Zingara (Sofia Baccini voce solista)/Oro caldo/My mind flies/L’amore vincerà di nuovo/Mirror train (reprise);
4. Medley: Non sei vissuto mai/Tema/There Will Be Time;
5. Medley: Sogni d’oro (Irvin Vairetti voce solista)/Theme one;
6. Everybody’s gonna see you die;
7. Medley: In un vecchio cieco/Vado verso una meta/Solo uniti;
8. Fuje’ a Chistu Paese (including blues intro e drum solo);
9. Extract from YS (Gianni Leone solo);
10. Can we still be friends (David Jackson & Gianni Leone);
11. Landascape of life;
12. Theme one (Sofia Baccini & Gianni Leone ai cori)


BREVE BIOGRAFIA

Gli Osanna sono nati nel 1971, dalle ceneri dei Città Frontale, in cui militavano Gianni Leone alle tastiere, Lino Vairetti alla voce, Danilo Rustici alla chitarra, Massimo Guarino alla batteria e Lello Brandi al basso. Sostituito il primo (che sarebbe confluito nel Balletto di Bronzo) con il fiatista Elio d’Anna, il complesso mutava nome in Osanna ed intraprendeva un percorso musicale incarnando una delle realtà musicali più importanti del panorama progressive italiano. “Ci chiamavamo Città Frontale, nome questo che ci fu ispirato da una scultura di Pietro Consagra che vedemmo in una mostra a Napoli. Sembrava l’immagine della città vista dalle Isole. Ad Elio il nome piaceva ma per lui era difficile da ricordare. Facemmo così una riunione in cui ognuno propose un nome. Alla fine ci affidammo al caso. Guarino aveva un vocabolario, lo aprì e uscì Osanna... piacque a tutti” (Lino Vairetti). Il primo album, “L’Uomo” del 1971, era una martellata sonora di sano hard rock, con riff memorabili creati da una chitarra massiccia e graffiante che, solo occasionalmente, citava modelli di stampo anglosassone quali Uriah Heep e Led Zeppelin.
Ambientazioni prettamente sinfoniche e sperimentali nel successivo album, intitolato Preludio Tema Variazioni Canzona del 1972, colonna sonora del film “Milano Calibro 9”, composto in collaborazione con Luis Enriquez Bacalov (autore, l’anno prima, del “Concerto Grosso” dei New Trolls e, l’anno successivo, di “Contaminazione” del Rovescio della Medaglia). “Non è assolutamente vero come ha detto qualche critico che l’album era più mio che loro. Al contrario, io ho composto solo 3 canzoni, gli Osanna ben sette e nel massimo della libertà creativa In quel periodo ero impegnatissimo su più fronti, non riuscivo ad ascoltare dischi, mi serviva una nuova band che realizzasse i brani per il film. Parlai con l’editore che era entusiasta di questi cinque ragazzi napoletani, mi fece ascoltare alcuni loro brani e diedi l’ok. Fecero un buon lavoro, alcune loro variazioni erano proprio carine" (Luis Enriquez Bacalov).
"Palepoli", del 1973, proponeva una miscela assi ardita che univa, con insospettabile efficacia, rock anglosassone e musica tradizionale partenopea: “In quel preciso momento storico c’era ovunque tanta energia. Quella musica elettrica, forte, sanguigna, ti apparteneva, ti ribolliva nel sangue. Riuscire a mescolarla con la parte più vera e bella della nostra tradizione ci ha riempito di gioia”. (Lino Vairetti).
L’ultimo album della prima era, "Landscape of Life", del 1974, fu ingiustamente poco attenzionato dal pubblico. L’opera prendeva le distanze da “Palepoli”, adottando un rock progressivo di matrice squisitamente romantica.
Di lì a poco, il gruppo si scioglieva ed i musicisti intraprendevano percorsi diversi: Elio D’Anna e Danilo Rustici, con il batterista Enzo Vallicelli, davano vita agli “Uno”, e successivamente ai “Nova”, con un organico più esteso comprendente anche Corrado Rustici, fratello di Danilo (il gruppo avrebbe cambiato numerosi musicisti, sino ad ospitare elementi stranieri e prestigiose special guest tra cui Phil Collins, Percy Jones, Narada Michael Walden).
Lino Vairetti e Massimo Guarino organizzarono una formazione comprendente Gianni Guarracino (ex Saint Just), Enzo Avitabile, Paolo Baffone, Rino Zurzolo, pubblicando El Tor sotto la vecchia sigla di Città Frontale.
Nel 1978, Vairetti e Guarino riformavano gli Osanna, unitamente a Danilo Rustici (nel frattempo fuoriuscito dai Nova), il tastierista Fabrizio d’Angelo ed il bassista Enzo Petrone, e pubblicavano "Suddance", un album stupendo, estremamente diverso dai precedenti per una certa ricerca sonora che miscelava egregiamente jazz-rock e una certa (riscoperta) napoletanità. La proposta musicale era certamente troppo ardita per un periodo (quello di fine anni ’70) in cui emergevano soluzioni musicali assai semplici quali la disco-music e il punk. Sebbene destinatario del “Premio della critica Discografica Italiana” (per i testi) e del premio quale miglior gruppo rock di “Annuario Discografico”, l’album riscontrò poco successo di pubblico: gli Osanna morivano per la seconda volta. “L’album “Suddance” in principio doveva chiamarsi “Augh!”, una sorta di citazione ideologica agli indiani metropolitani del movimento studentesco del ‘77 e ai poeti della beat generation. Componemmo anche un brano sul fenomeno imperante della droga: “La tua vita in una pera”; ma la CBS, trovò forte il segnale politico dei testi di queste due canzoni e le censurò. Inserimmo cosi solo in un secondo momento “Suddance” che diede il titolo all’album, e “Saraceno”, due brani strumentali. Per la prima volta registravamo un disco a Napoli, negli studi Splash di Peppino Di Capri. (.) Danilo poco prima aveva conosciuto in America Jò Lodato, un manager italo–americano che, una volta giunto in Italia, si prese cura di noi Osanna e successivamente di Pino Daniele. Decidemmo insieme di provare un lancio internazionale: fare un disco negli States era stato sempre un nostro obiettivo. La CBS americana, da lui contattata, dopo aver ascoltato i nostri nuovi demo–tape, propose una strategia di marketing con un preventivo di spesa per la sola pre–produzione che si aggirava intorno ai 100 milioni. La CBS italiana non se la senti di rischiare e glissò la proposta. Fu forte l’avvilimento. Io personalmente credevo poco nell’utilità di questo progetto americano che affascinava invece molta parte del gruppo. Trovavo più giusto insistere sul territorio nazionale per riconquistare quella notorietà dei primi anni ‘70. Questo conflitto interno creò una prima grande frattura (.). Nel 1978, dieci minuti prima della finale dei mondiali di calcio in Argentina, fummo ospiti dell’ultima puntata di “Domenica in...”‘ condotta da Corrado Mantoni, dove suonammo “ ‘A ‘Zingara”... Fu la nostra ultima apparizione televisiva. Ci sciogliemmo nel 1979 – dopo aver fatto un ultimo concerto a Napoli dove io tentai di riprodurre la nostra tradizione teatrale con mimi, attori e danzatori, ma il tutto fu inutile perché il gruppo era ormai sfiduciato per una serie di motivi: il difficile periodo politico che non aiutava di certo gli artisti a far musica, la delusione per la mancata realizzazione del progetto americano e forse la voglia di ciascuno di noi di incamminarsi verso sentieri musicali differenti” (Lino Vairetti).
Nel 1999, Lino Vairetti, Danilo Rustici ed Enzo Petrone decisero di riformare gli Osanna, con un organico che comprendeva anche Gennaro Barba, Luca Urciuolo, Vito Ranucci e Gigi Borgogno. “Taka Boom”, uscito nel 2001, proponeva una manciata di inediti e brani attinti dal repertorio storico, completamente ri-arrangiati in chiave più moderna e accattivante. Appena due anni dopo, usciva "Live - Uomini e Miti", un bellissimo CD/DVD dal vivo, impreziosito dalla presenza di ospiti illustri del Prog italiano, quali Vittorio de Scalzi dei New Trolls, Francesco di Giacomo e Rodolfo Maltese del Banco del Mutuo Soccorso, Patrizio Fariselli degli Area, Gianni Leone del Balletto di Bronzo (inspiegabilmente assenti le esibizioni dal vivo delle Orme e di Peter Hammill).
La formazione odierna, è sopravvissuta alla dipartita di Enzo Petrone e ai problemi di salute che hanno afflitto Corrado Rustici, costringendolo ad abbandonare l’attività dal vivo e, successivamente, il gruppo stesso. Al solo Lino Vairetti, unico membro storico, è rimasto l’onere e l’onore di portare avanti la gloriosa sigla Osanna, con una formazione completamente rinnovata (fatta eccezione per il solo batterista) alla quale si è recentemente aggregato nientemeno che David Jackson, indimenticato fiatista dei Van Der Graaf Generator.


OSANNA - DISCOGRAFIA COMPLETA

LP/33 Giri (prime stampe)
- L’Uomo (1971, Fonit Cetra,LPX 10)
- Preludio, Tema, Variazioni.Canzona (1972, Fonit Cetra, LPX 14)
- Palepoli (1973, Fonit Cetra, LPX 19)
- Landscape of Life (1974, Fonit Cetra, LPX 32)
- Suddance (1978, CBS, 82449)
- Prog Family (2 LP, 2009, BTF, a nome Osanna & David Jackson. Uscita prevista per marzo-aprile 2009. Catalogo al momento non ancora noto)

CD (prime stampe)
- L’Uomo (1989, Fonit Cetra, CDM 2037)
- Preludio, Tema, Variazioni.Canzona (Milano calibro 9 - 1989, Fonit Cetra, CDP 420)
- Palepoli (1991, Fonit Cetra, CDLP 425)
- Landscape of Life (1991, Fonit Cetra, CDLP 424)
- Suddance (199?, CBS, 466421-2)
- Taka Boom (2001, Afrakà, CDEL2004)
- Live - Uomini e Miti – CD/DVD (2003, Afrakà/BTF, SS 002 A–B 2003)
- Prog Family (a nome Osanna & David Jackson - 2009, BTF, AMS150CD)

CD single
- L’uomo/‘A Zingara/L’uomo (2008, Afrakà, MCDEL2008, a nome Osanna & David Jackson)

45 giri
- L’Uomo/ln un Vecchio Cieco (1971 Fonit Cetra SPF 31298)
- Osanna: L'uomo/brano di musica classica (1971, Fonit, JBF 625, in omaggio nel Panettone Besana)
- Osanna: L'uomo/Casadei: Io cerco la morosa (1971, Fonit, JB 389, jukebox single)
- Osanna: Canzona/brano di musica classica (1972, Fonit, JBF 626, in omaggio nel Panettone Besana)
- Osanna: Canzona (There will be time)/Delirium: Haum, 1972, Fonit, JBF 407, jukebox single
- Osanna: L'uomo/Delirium: Preludio/New Trolls: La prima goccia bagna il viso (1971, Fonit, JBF 399, jukebox single)
- Vado verso una meta/L’amore vincerà di nuovo (1971, Fonit Cetra, JBF 615, promo)
- ‘A zingara/’A zingara (1978, CBS 6428, promozionale, label e copertina bianche)
- L’uomo/‘A Zingara (2008, Afrakà, 45EL 2008, a nome Osanna & David Jackson)

CD BOOTLEG
- Il Paleapolice (anno sconosciuto, Black Hole, BH 003).
Nota: unico bootleg ad oggi conosciuto. Riporta l’intero album “Palepoli” (inclusa una citazione de “L’uomo”), registrato dal vivo a Novara nel 1973 e il brano “Non sei vissuto mai”, registrato dal vivo nel 1972, alla RAI, nel corso della trasmissione “Amico flauto”.

RISTAMPE (VINILE & COMPACT DISC)
- L’uomo (LP, 1976, Fonit/3000, SFC 103)
- L’uomo (LP, 1980, Fonit/Pellicano, PL 419)
- L’uomo (LP, 1991, Fonit, LPP 440)
- L'uomo (CD, 199?, Warner/Fonit, 26619-2)
- Milano calibro 9 - Preludio tema variazioni canzona (LP, 1980, Fonit/Pellicano, PL 420, diversa copertina)
- Milano calibro 9 - Preludio tema variazioni canzona (CD, 199?, Warner/Fonit, 82332-2, diversa copertina)
- Milano calibro 9 - Preludio tema variazioni canzona (CD, 2004, BTF/Vinyl Magic, VMCD 092)
- Palepoli (LP, 1974, Fonit, LPX 19)
- Palepoli (LP, 1978, Fonit/3000, SFC 201)
- Palepoli (LP, 1980, Fonit/Pellicano, PL 421)
- Palepoli (CD, 199?, Warner/Fonit, 28279-2)
- Palepoli (LP, 2008, BTF/Vinyl Magic, VM 127LP)
- Landscape of life (LP, 1980, Fonit/Pellicano, PL422)
- Landscape of life (LP, 1991, Fonit, LPP 424)
- Landscape of life (CD, 199?, Warner/Fonit, 28278-2)

COMPILATIONS
- Progressivamente 1973-2003 (CD, 2004, Progressivamente, GMP 002 - Antologia di inediti di Gianni Leone, Metamorfosi, Sinfonia, Osanna, Ezra Winston, Hydro, Alberomotore, Vittorio de Scalzi, Virtual Dream, Leonero, Semiramis. Gli Osanna compaiono con una versione inedita di Non sei vissuto mai, proveniente dalle sessions di Taka Boom registrata nel 2001 dalla formazione Vairetti, Rustici, Petrone, Barba, Urciuolo, Ranucci e Borgogno)

DISCOGRAFIA GRUPPI PARALLELI:

UNO (Elio D’Anna, Danilo Rustici, Enzo Vallicelli):
- Uno (LP, 1974, Fonit Cetra, LPX 26)
- I Cani e la Volpe/Popular Girl (45 giri, 1974, Fonit Cetra, SPF 31312)
- Uno (LP, 1980, Fonit Cetra/Pellicano, PL 417, ristampa con copertina differente)
- Uno (LP, 1991, Fonit/Vinyl Magic, LPP 428, ristampa)
- Uno (CD, 1991, Fonit Cetra, CDLP 428, prima stampa in CD)
- Uno (CD, 199?, Warner/Fonit, 28327-2, ristampa)
- Uno (CD, 2005, BTF/Vinyl Magic, VMCD 109, ristampa)

CITTÀ FRONTALE 1970 (Lino Vairetti, Massimo Guarino, Danilo Rustici, Lello Brandi, Gianni Leone).
Nessuna uscita discografica.

CITTÀ FRONTALE 1975 (Lino Vairetti, Massimo Guarino, Enzo Avitabile, Gianni Guarracino, Rino Zurzolo, Paolo Baffone)
- El Tor (LP, 1975, Fonit, LPX 45)
- El Tor (LP, 1991, Fonit, LPP435, ristampa)
- El Tor (CD, 1989, Fonit Cetra, CDM 2028, prima stampa in CD)
- El Tor (CD, 199?, Warner/Fonit, 27120-2, ristampa)

LUNA (Danilo Rustici, Joe Amoruso, Dario Franco, Sabatino Romano)
- Luna (LP, 1981, Splash, SPL 716)
Hallo/Siliah era diversa (45 giri, 1977, Ariston)
- Iron Far/Star here with me (45 giri, 1978, Ariston)
- Luna (CD, 2006, BTF/Suoni del sud, SS004, prima ed unica stampa in CD dell’album)

NOVA (Elio D’Anna, Danilo Rustici, Corrado Rustici, Luciano Milanese, Franco Lo Previte. Successivamente subentrano Renato Rosset, Barry Johnson, Ric Parnell e collaborano Percy Jones, Narada Michael Walden, Phil Collins)
- Blink (LP, 1976, Ariston, AR/LP 12300)
- Bimana (LP, 1976, Arista, AB 4110)
- Wings of Love (LP, 1977, Arista, AB 4150)
- Sun City (LP, 1978, Arista, AB 4203)
- Blink (CD, 1994, Vinyl Magic, VM 020, prima ed unica stampa in CD del 1° album)

CIAK (Lino Vairetti, Pino Chillemi, Dario Franco, Sergio Tarallo, Brunella Selo, Edgardo Viscida, Carmine Fiume)
- In Questa Notte d’Europa (LP, 1984, Crash).

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