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Interviste
Pubblicato il 11/07/2009 alle 05:47:16
Lucio Dalla, ispirato da Puccini
di Cinzia Donati
Incontriamo Lucio Dalla a Torre del Lago, nel corso di una conferenza stampa indetta per presentare la sua Tosca, che è in programma al Teatro all’Aperto Giacomo Puccini dal 27 al 30 agosto.

La sua rielaborazione dell’opera pucciniana non è un caso: scopriamo che Dalla esordì all’età di 7 anni proprio in un ruolo pucciniano…

Signor Dalla, a cosa dobbiamo la sua visita a Torre del Lago?
Sono in pausa dallo studio dove sto registrando. Sono in una versione disponibile: ho tempo fino alle due e un quarto (sono le 12, NDR).
Più o meno, quando ha scoperto Puccini?
Puccini ha condizionato parte della mia vita artistica fin dall’adolescenza. Debuttai all’età di 7 anni in teatro a Bologna con Gianni Schicchi! Facevo un intervento canoro. Fui subito preso dalla bellezza del modo di scrivere di Puccini assolutamente all’avanguardia.
Come andò quella recita?
Ebbi dei contrattempi nella seconda parte dell’opera.
In che senso?
Non seguii il copione e fui licenziato.
Più in particolare, qual era il suo ruolo in quell’opera?
Interpretavo un bambino. E lo ero veramente, anche se sembravo un nano truccato da bambino! Poi sono diventato nano, ma molto più tardi e per scelta personale, perché trovo molto sgradevole l’aspetto del classico giocatore di basket…
Poi ha incontrato nuovamente Puccini con la sua versione di Tosca…
Sì. Come dicevo, la presenza di Puccini è stata costante nella musica della mia vita. Ho scritto molto volentieri la musica di questa Tosca, che è stata presentata la prima volta nel suo luogo d’origine, cioè a Roma a Castel Sant’Angelo.
Perché proprio Tosca?
Tosca è la prima donna non tisica e non zoccola delle opere di quel tempo. E’ autonoma, coraggiosa, moderna, europea. E’ molto avanti e questa è la grande invenzione del Maestro. Dopo aver scritto le musiche, ero talmente intrigato dal progetto che ho voluto scrivere anche il testo ed ero tentato anche dall’occuparmi della regia…
E’ una Tosca moderna, niente a che fare con l’opera lirica originale…
Ho utilizzato cantanti apparentemente pop, ma con una formazione classica. Mi interessava la contaminazione, che, insieme alla modernità, è la grande caratteristica di Puccini. Il Maestro nella messa in scena era protagonista delle proprie opere, quasi più del regista. Qui mi permetto di essere presuntuoso: ho allargato il concetto originale di Tosca.
Prima di adesso, ha mai frequentato la Versilia?
Per me venire a Torre del Lago è tornare alle mie origini.
Che locali frequentava alle origini?
Anni fa andavo alla Bussola.
Ci può raccontare un aneddoto curioso relativo alla sua esperienza personale con le opere di Puccini?
Tempo fa ho cantato “Nessun Dorma” e gliene ho date tre a zero a tutti i nessundormisti. Gli altri tenori alle prese con quest’aria, in quel contesto, stavano lì e dicevano un sacco di cazzate. Io mi ero rotto le balle di starli a sentire che insegnavano cosa si deve fare e non fare per “prendere il sì”. Così mi sono esibito nel mio “sì” e ho dimostrato nella pratica cosa so fare!
La sua Tosca ha girato tutta l’Italia…
Già. Mancava proprio qua! Mancava quella vibrazione che dà la Tosca portata in scena qui, dove si avverte la presenza fisica del Maestro. Ho detto che posso parlare fino alle due e un quarto, ma mi sa che siamo già saturi… In realtà io sono venuto qua per provare la mia nuova macchina.
Che macchina guida?
Un Porsche Carrera. Ma non l’ho pagato, me l’hanno dato in comodato d’uso. Se c’è tempo, vi do altri due o tre dettagli su quest’opera straordinaria…
Certo che c’è tempo!
Allora: Tosca è il capolavoro del melodramma. Uno dei momenti più suggestivi della mia versione è il suicidio di Angelotti, che in quella di Puccini non viene raccontato. Io l’ho voluto inserire perché, secondo me, è un particolare importante per far venire i giovani in teatro.
Quindi come si svolge il suicidio di Angelotti?
Mi sono ispirato a Gustav Mahler. Secondo me Puccini e Mahler sono gemelli. Non saprei dire chi è il più grande… Ma comunque cercare il più grande tra due grandi è una stronzata già di per sé. Quindi dicevo: Angelotti chiede la pistola a Spoletta e con quella si suicida.
Nella versione di Torre del Lago, ci saranno delle novità?
Sarà una versione nuova adattata appositamente per il teatro di Torre del Lago. Utilizzeremo l’Orchestra del Festival Puccini. Poi adatteremo tutto a questo palco: questo teatro è eccezionale, con il lago dietro. Sarà una cosa grandiosa!
La Sua Tosca inizia con una Sibilla che predice alla protagonista il suo amore infelice…
Sì. Ho utilizzato la figura della Sibilla per dire che le stelle si riflettono nella vita di noi essere umani. L’astrologia è una componente mistica molto frequente nella vita degli artisti. E’ un’altra delle mie contaminazioni. Tosca chiede alla Luna: “Come finirà il mio amore?” e la Luna risponde: “Il tuo amore finirà nella merda”.
Che linguaggio colorito!
Bisogna capire che il linguaggio ai tempi di Puccini era vivo, non era certo una lingua forbita! Perché oggi in teatro non c’è il popolo? Perché il popolo non va a teatro? Perché i teatri sono asfittici, gonfi…! Alle grandi prime nei grandi teatri ci sono persone a cui non frega niente di essere lì, che si svegliano appena il vicino applaude. Io sono stanco di tutto questo! La mia Tosca è per il popolo. E’ importante che ci sia il linguaggio che arriva al popolo e anche ai giovani. La mia soddisfazione è vedere che la mia Tosca piace ai ventenni.
Da esperto, quali sono gli ingredienti per portare l’opera al popolo?
Fondamentalmente il popolo deve avere la sensazione di non avere davanti una truffa. Spesso si assiste ad opere brutte i cui biglietti costano tantissimo. Noi siamo un popolo di canzonettari e io sono orgoglioso di scrivere canzoni. “Caruso” ha venduto più di 25 milioni di dischi ed è stata cantata da tutti i più grandi cantanti del mondo. Il melodramma non deve rimanere fermo all’Ottocento! Ad esempio è anacronistico cantare senza amplificazione…
Bisogna guardare avanti…
Certo! Siamo figli del nostro tempo. Anche se a volte ci fanno vomitare, dobbiamo utilizzare gli elementi positivi del nostro tempo per arrivare a tutti. Ad esempio la mia pazzia è uno di questi elementi! Credo che con questa Tosca, a Torre del Lago qualcuno rischierà il posto di lavoro!

Intervista realizzata in collaborazione con il quindicinale Paspartu.
Foto di Cinzia Donati.

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