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Interviste
Pubblicato il 21/07/2009 alle 10:11:04
Dolcenera: la mia lunga estate on the road!
di Paolo Ansali
La lunga estate in tour di Dolcenera quest’anno le sta portando delle soddisfazioni non da poco (assieme a Deep Purple, Depeche Mode, Status Quo). L’abbiamo incontrata a Roma nel pieno dell'attività live.

La lunga estate in tour di Dolcenera quest’anno le sta portando delle soddisfazioni non da poco (assieme a Deep Purple, Depeche Mode, Status Quo). L’abbiamo incontrata a Roma nel pieno dell'attività live.

L'estate 2009 a Dolcenera le sta portando delle soddisfazioni non da poco, come suonare al Great Wide Open in Germania (festival con Deep Purple e Status Quo), aprire la data a San Siro dei Depeche Mode e, sempre nello stadio milanese, la partecipazione al concerto per le Amiche per l’Abruzzo. A conferma che il quarto disco Dolcenera nel paese delle meraviglie , il primo per la Sony, è il suo lavoro più maturo e personale realizzato sinora. Trainato dal singolo sanremese “Il mio amore unico” che ha vinto il Premio Lunezia per la “costruzione musical-letteraria estremamente semplice ma al contempo efficace.” L’abbiamo incontrata a TRL On Tour, al Village dei Mondiali di Nuoto a Roma, dove con la fidata band ha eseguito tre brani, “Siamo tutti là fuori”, “Il mio amore unico” e il nuovo singolo “La più bella canzone d’amore che c’è”. Tanti i fan presenti e la vocalist salentina è apparsa più scatenata e sexy che mai. Manu alla fine dello show s’è dimostrata sempre sorridente e disponibile a scambiare due parole per Musicalnews.

Come è stato suonare prima di un gruppo storico come i Depeche Mode? Grande emozione?
E’ stata una performance solo piano e voce. A parte l’emozione di essere una loro fan da tempo immemore, c’era l’incognita di come avrebbe reagito il pubblico. Quando ti presenti unplugged in uno stadio sei come nudo. Chi sta nelle prime fila è sicuramente più selettivo e restio nei confronti di chi apre. Sono stati loro a decidere e, dopo il primo brano, hanno deciso di applaudirmi.

Per quanto riguarda il concerto di Amiche per L’Abruzzo, come è nato questo simpatico quartetto con Irene Grandi, Syria e Noemi?
All’inizio Irene mi ha chiamato per realizzare questa collaborazione con Noemi e Syria, per il concerto. Pensando ad un suo pezzo abbiamo fatto “La tua ragazza sempre”. Ho avuto l’idea anche di fare un pezzo che avesse un valore storico e sociale, “Blowin’ in the wind” era perfetta. Con una parte iniziale e finale quasi a cappella. Quindi unplugged in uno stadio, come piace a me.

Hai mai pensato di fare un duetto proprio con Irene Grandi?
C’è capitato di cantare un’altra volta insieme alla Saschall di Firenze. Ci teniamo in contatto, quando arriva l’occasione giusta, in tutta tranquillità, possiamo fare qualcosa.

Nel nuovo video di “La più bella canzone d’amore che c’è” si vedono le storie di una tennista, una studentessa e una musicista. Quanto c’è di biografico in questa scelta?
E’ tutto biografico, ho giocato a tennis, frequentavo l’università e ovviamente c’è la passione per la musica. L’idea è legata al testo della canzone, che ho scritto dedicandola a me, per coccolarmi in un momento non facile, ma anche a tutte le persone che si trovano in un momento di difficoltà. Alla fine riscopri che la cosa più bella è dentro di te, malgrado le sconfitte personali. L’idea è venuta anche guardando il film su Bob Dylan “Io non sono qui”, dove viene interpretato da diversi attori. Ho preso delle persone che rappresentano una parte della mia vita. Chiaramente, con le dovute proporzioni, tra me e Dylan!

Invece “Il mio amore unico” è ormai diventato un classico. Ha vinto anche il Premio Lunezia. E’ stato scritto oltre che da te da altri autori?
E’ stato scritto a quattro mani, in momenti differenti. Ho scritto una parte della musica con Piero Ameli e Saverio Lanza, il testo con Oscar Avogadro. Le parti si sono unite all’istante in modo comunque istintivo, quasi per magia, nonostante la lavorazione in tempi diversi.

Come hai scoperto il brano di Tim Christensen, cantautore danese poco noto in Italia, che è diventata “Giorni d’estate”?
Ho ascoltato Christensen su Youtube e mi sono innamorata di questa canzone che si chiama “Right next to the right one”, perché ha un ritornello con un’apertura bellissima. Ho pensato di fare un testo in italiano e di rifarla, visto quanto mi piaceva.

Il disco ha avuto un'accoglienza positiva anche da parte della critica, sei soddisfatta del risultato?
Si, anche perché il lavoro è stato lungo, intenso, pieno di ostacoli. Non è facile rimettere insieme una squadra, trovare un nuovo produttore, in questo caso Roberto Vernetti, e fare gli arrangiamenti, che ho curato insieme alla band. Alla fine c’era da fare una scelta tra 70 pezzi.

Quella di Vernetti è stata un’ottima scelta come produttore .
E’ vero, con i suoni è molto bravo. Infatti ha vinto il Premio Lunezia anche per il suono del pezzo.

Pensi di mantenere questo tipo di sound per il prossimo lavoro?
In ogni album ho provato a fare qualcosa di diverso. Ci sono alcune idee che mi piacerebbe provare. Magari fare un disco solo con voce, piano e batteria, per il basso posso utilizzare il piano. Vedremo.

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