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Interviste
Pubblicato il 20/08/2009 alle 12:35:33
Luciano Varnadi Ceriello: tutti sintonizzati su Radio Varnadi!
di Paolo Ansali
Un album composto come un vero palinsesto radiofonico, dalle otto dal mattino a mezzanotte. Questo è Radio Varnadi, ne abbiamo parlato con il "rockautore" Luciano Ceriello.

Un album composto come un vero palinsesto radiofonico, dalle otto dal mattino a mezzanotte. Questo è Radio Varnadi, ne abbiamo parlato con il "rockautore" Luciano Ceriello.

Sono passati ben sette anni da quando intervistammo Luciano Ceriello, all’indomani della sua vittoria al Premio Augusto Daolio a Sulmona nel 2001. Una vittoria strameritata che metteva in luce un cantautore dallo stile ironico e raffinato, dotato di una personalità già spiccata. Di acqua sotto i ponti ne è passata molta. Ceriello ha continuato a scrivere, arrangiare, cercare nuove strade con le sue canzoni. Un “work in progress” costante. Il risultato lo possiamo ascoltare in RadioVarnadi(Afre Music, con distribuzione Fonola), dove ha assunto lo pseudonimo di Varnadi. Un album composto come un vero palinsesto radiofonico, dalle otto dal mattino a mezzanotte. Tra i vari ospiti troviamo anche Mauro Palermo, ex chitarrista di Vasco Rossi, in “Sto pensando a te” e il noto attore Andrea Roncato voce recitante nella dissacrante “La Storiella di Damer". Per farlo conoscere meglio al pubblico, lo abbiamo intervistato di nuovo in questi giorni.

Come mai hai deciso di assumere lo pseudonimo di Varnadi e di indossare i due cappelli? E’ una nuova personalità artistica o un’evoluzione del tuo stile precedente?
VARNADI è un sostantivo estratto dalla trilogia di parole “NIOBEL–RIBEL-VARNADI”. Tali vocaboli li ho letti in un libro durante la mia età adolescenziale. “VARNADI”, delle tre, è la parola che ho ricordato sempre, diciamo così, con affetto e, durante la mia carriera artistica ho spesso pensato che, se avessi creato un gruppo musicale, l’avrei chiamato I Varnadi. Poi ho seguito un percorso da solista ed ho così deciso di darmelo come nome d’arte. Riguardo i due cappelli, era un po’ di tempo che ero alla ricerca di qualcosa che simboleggiasse le mie due patrie di appartenenza, il Veneto, terra nella quale sono nato e la Campania, terra nella quale risiedo oramai da svariati anni. E’ così che ho pensato di indossare due cappelli. Essi, infatti, inseriti l’uno nell’altro, simboleggiano il Nord ed il Sud del nostro Paese e, di conseguenza, l’Italia intera. Certamente, sia lo pseudonimo Varnadi che il nuovo look con i due cappelli sono andati di pari passo con la mia maturazione artistica e rappresentano anche, in parte, l’evoluzione del mio stile precedente.

Da Varnadi a Radiovarnadi, è stato difficile realizzare un palinsesto radiofonico in un disco? Quanto tempo c’è voluto per realizzarlo?
Diciamo che l’organizzazione delle varie sedute di registrazione è stata un po’ complessa, più sono le persone presenti nell’album, più è difficile organizzare il tutto. Io poi, che a livello organizzativo valgo poco più di niente, ho dovuto davvero lottare con me stesso per mettere tutti i tasselli al proprio posto. Ma, alla fine, credo di esserci riuscito. Riguardo, invece, la scaletta dell’album, dal momento in cui mi è venuta l’idea di ricreare un’ideale giornata radiofonica all’interno di un disco, ho messo penna su carta ed ho stilato quasi immediatamente la progressiva successione dei brani, dei jingles e dei vari interventi dei DJ che dovevano comparire nel disco. La parte più difficile è stata quella dell’”Info-Traffico”, delle “Previsioni del tempo” e del “Radiogiornale”, perché ho dovuto trovare delle notizie che fossero universali, che andassero bene per qualsiasi periodo dell’anno e per qualsiasi momento della giornata. Il tempo per la realizzazione dell’intero disco è stato di svariati mesi, tra marzo e novembre 2008. Eccezion fatta per la voce di Andrea Roncato che è stata registrata in un periodo precedente, nel novembre 2007.

A proposito di questo brano, con la voce recitante di Roncato, è vero che fu proposta anche per Sanremo? Non era un po’ troppo polemica, specie nel refrain, per quella manifestazione?
E’ vero, “La storiella di Damer” è stata proposta a Sanremo, precisamente nell'edizione 2008 del festival. Ed è anche vero che poteva apparire polemica, specialmente nel refrain con l'ostinata ripetizione della parola "Merda!", ma questo sia io che Andrea Roncato lo sapevamo benissimo e sapevamo anche che sarebbe stato un azzardo iscriverla al Festival di Sanremo, ma l'abbiamo voluto fare lo stesso, consci di un'eventuale eliminazione. Noi speravamo venisse preso in considerazione l'aspetto ironico-satirico del brano, che poi è il motore principale e perno portante dell'ispirazione del testo e della conseguente scrittura, ma non è stato così. Ma sono certo che, se la canzone fosse passata, dato l'ultimo decennio politico che stiamo vivendo (e non mi riferisco a destra, sinistra o a determinate “ideologie”) ancora oggi molte persone canterebbero insieme a noi "Merda!Merda!".

Come singolo hai scelto Sto pensando a te, un titolo che si presta a varie interpretazioni o sbaglio?
La canzone parla di un amore di un uomo per una donna, la quale non potrà mai desiderarlo in quanto incline all'amore saffico. Narra, pertanto, un amore impossibile. Nel brano è presente Mauro Palermo, ex chitarrista di Vasco Rossi, che ha partecipato anche al video della canzone, girato dal regista Umberto Rinaldi. Mauro, oltre che nelle vesti più che naturali di chitarrista, ha rivestito anche i panni di un portiere d'albergo. Far recitare Mauro in quel ruolo è stato molto divertente sia per lui, che ha dovuto indossare un cappello da portinaio e dei baffi posticci, sia per me che ero abituato a vederlo soltanto nelle vesti da rocker!

Hai utilizzato vari stili musicali in passato, questa volta ascoltando i brani sembri più radiofonico e pop-rock nel sound. Una scelta precisa?
In questo periodo, visto che sto portando avanti un progetto che ha sonorità radiofoniche, posso dire di essere un “rockautore” che si è immerso nel pop-rock per poter portare a termine la propria idea musicale. In “Radio VARNADI” ho dovuto mediare molto negli arrangiamenti, per equilibrare tutti i brani a sonorità che potessero essere passate in radio. Non avrebbe avuto senso inserire nell’album un pezzo heavy metal oppure voce e pianoforte, sarebbero stati una nota stonata all’interno dell’intero progetto.

Invece nei testi riesci ad alternare una visione pungente del sociale a momenti più personali, come “Francesca” dedicata a tua figlia. Ci sono altri spunti che ti influenzano nello scrivere?
Gli spunti per scrivere canzoni nascono dalla vita quotidiana. La vita è troppo meravigliosa per non essere vissuta ed assaporata in tutte le sue sfaccettature e per non trarre ispirazione dalle cose che accadono. I testi vengono fuori da soli, spesso in seguito alla rabbia scaturita da notizie ascoltate in qualche telegiornale. Cito, ad esempio, l’ormai consueta pandemia, propinata nel periodo estivo, che un tempo poteva essere la SARS, l'anno scorso l'influenza dei polli e quest'anno quella suina. In casi del genere, ciò che fa scaturire il testo, non è di certo la paura di morire, ma l'aver capito che tutto ciò, non è nient’altro che una forma di “terrorismo mediatico”. Al contrario, i testi romantici, scaturiscono da qualche momento di delicatezza e serenità vissuta in famiglia o con gli amici. Gli spunti possono nascere da un nonnulla, come lo schiudersi delle palpebre della donna che ami o l’abbraccio e lo sguardo di tuo figlio.

Hai trovato sulla tua strada un’etichetta come la AFRE music che ti ha pienamente sostenuto nel progetto. Ti ritieni fortunato dato il periodo di crisi discografico?
Sì, dato il periodo di crisi che ha investito e, direi travolto il mondo discografico, direi di essere stato molto fortunato. Devo anche dire che l' AFRE music, durante la realizzazione dell'album, non mi ha posto alcun paletto, ed ha fatto sì che potessi esprimere al meglio la mia idea musicale mettendomi a disposizione tutto ciò di cui ho avuto bisogno. Ringrazio pertanto il mio produttore, l'Ing. Arnaldo Curti, persona come ne esistono poche nel panorama discografico odierno, che mi ha trattato davvero come un figlio accontentando ogni mio desiderio ed ogni mio eventuale "capriccio" musicale Tra i tanti ospiti all’interno dell’album, oltre a Andrea Roncato e Mauro Palermo, ci sono la porno-star Lea Di Leo, un quartetto d‘archi, i missaggi sono stati fatti al Metropolis di Milano, il mastering da Martin Pullan in Australia.

In questo periodo sei coinvolto anche in un altro progetto con due valenti musicisti partenopei. Come è nato questo trio?
Si chiama LeMUVAZò, è l'acrostico di Lello Murtas (percussionista, presentatore ed autore televisivo), VArnadi (cantautore, polistrumentista) e ZOrama (cantautore, polistrumentista). Ci siamo incontrati qualche mese fa negli studi di Lunaset durante la trasmissione “L.M.B.S.”. Da quel momento abbiamo deciso di intraprendere un progetto comune che al momento è partito da spettacoli live, ma che sfocerà in una produzione discografica che, quasi certamente, vedrà la luce nei primi mesi del prossimo anno.

Classica domanda finale: progetti per il futuro. Stai già pensando ad un nuovo disco?
Ho un'idea che sto sviluppando, anche se al momento è in nuce. Stavolta, diversamente dai miei precedenti lavori discografici, ho già il titolo dell'album, che per ora, credo sia prematuro rivelare. Posso dire che il disco avrà due anime: una più nevrotica-reazionaria ed una più romantica. Nel nuovo disco lascerò pochissimo spazio all'ironia. In questo periodo, per come sta andando il mondo, sono molto arrabbiato e ci sono troppe cose che non mi vanno giù e che mi fanno male. La mia unica medicina per riuscire a sopravvivere è scrivere, scrivere e ancora scrivere, comporre e suonare. Mi auguro che questa medicina mi accompagni sempre e non mi faccia mai guarire!

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