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Notizie
Pubblicato il 08/03/2002 alle 01:23:08
Fluxus: un flusso di energia musicale
di Marina Beccuti

Tra le tante band che Torino conta i Fluxus vantano una totale indipendenza musicale, fuori dal business e dalle grandi etichette che impongono tempi e modi prestabiliti, rubando sicuramente ispirazione e creazione a chi suona esclusivamente per il gusto e la passione di farlo, artisti e basta. Franz Goria, chitarra e voce, Roberto Rabellino, batteria, Luca Pastore, chitarra e basso, non vivono di musica, ma hanno un proprio lavoro, l’età è compresa fra i trenta e i quaranta, anni della ragione, si potrebbe dire! Franz, il più giovane, col quale abbiamo chiacchierato, si occupa della grafica televisiva della Fifa, questo fa capire quanto per loro la musica è passione, non lavoro, nonostante la critica li stia corteggiando parecchio. Chiediamo a Franz di raccontarci l’inizio professionale “Abbiamo iniziato a suonare nel ’90, nel ’91 è cominciata la nostra carriera, il primo disco è uscito però nel 94/95 – Vita in un pacifico nuovo mondo – il secondo è nato nel ’96 – Non esistere -, il terzo nel ’98 – Pura Lana Vergine -, prodotto in proprio, uscito col Manifesto.” Come mai la decisione di lasciare la Sony, etichetta con la quale avete esordito per uscire col Manifesto? “E’ stato un metodo diverso per farci conoscere, la distribuzione è avvenuta su tutto il territorio, ad un prezzo più basso. Il rapporto è stato corretto, tutto chiaro, molto più che con gli altri. Non abbiamo più fatto nulla con loro, perché hanno tempi più lunghi e noi avevamo fretta di lanciare un nuovo lavoro”.
Come vi trovate a Torino? “Bene, abbiamo il nostro pubblico, come a Firenze, a noi non interessa far parte di un giro ben specifico, vogliamo solo suonare, mandare i nostri messaggi musicali. Non è del tutto vero quello che hanno scritto alcuni giornali, che ci sentiamo in difficoltà nella nostra città, perché magari oscurati dalla fama di altri gruppi come i Subsonica, non badiamo a questo genere di cose”. Preferite lanciare il vostro pensiero attraverso i concerti o tramite cd? “Inizialmente eravamo più propensi al live, dopo tanti concerti ci siamo concentrati maggiormente sul cd. Da ora in avanti vorremmo fare meno concerti, ma più ricercati”. Voi avete tutti un lavoro e non vivete di musica, come mai? “L’Italia non incentiva molto la musica. Suoniamo, ma solo per passione, con la musica non si sopravvive, soprattutto se come noi si fa un genere non commerciale. Sinceramente ci piacerebbe che lo Stato incentivasse l’artista, dandogli delle sovvenzioni, invece già la Siae aggiunge molti limiti al lavoro artistico”. Quali sono i messaggi che intendete lanciare al vostro pubblico? “Riflettere, pensare, senza avere la presunzione di portare nessuna verità. Noi crediamo nella politica, ma solo come presa di coscienza, per migliorarne la qualità, se possibile. Ci viene semplice comunicare il contatto umano”. Che musica ascoltate? “Uno dei nostri cantautori preferiti rimane De Andrè, anche se la nostra musica è molto diversa, ma il linguaggio usato da Fabrizio ci ispira molto. Siamo cresciuti negli anni ’70 per cui siamo stati ispirati dalla new wave, però non ci siamo mai posti il problema di far parte di un genere ben definito, l’importante è comunicare quello che abbiamo dentro alla gente che ci ascolta”. Come mai avete scelto questo nome – Fluxus -? “E’ espressamente il significato del nome in latino, flusso. Però prende anche spunto dal movimento americano degli anni ‘60”. Per quanto possa essere riduttivo prendete spunti da qualche band famosa? “Usiamo delle citazioni dei King Crimsom, ci ispiriamo anche alla musica stile anni ’70, sperimentale e psichedelica, una certa influenza l’abbiamo presa anche dai Pink Floyd, Area, Stormy Six, altri gruppi che amiamo molto”. Avete mai fatto delle cover? “Quasi tutti i musicisti fanno delle cover, aiuta ad imparare, ma preferiamo seguire un’altra strada”. Per concludere, che ci potete dire? “Che siamo soddisfatti di quello fatto finora, è già un bel risultato”. Contateci, tra i saranno famosi, e forse lo sono già, annoveriamo anche i Fluxus, che hanno anche il merito di essere simpatici e umili. La forza dei grandi!
Ricordiamo che è da poco uscito il loro ultimo album omonimo, che ha intrapreso un’evoluzione di suoni, con l’inserimento di qualche nota jazz, grazie al supporto della tromba di Roy Paci. Per saperne di più visitate il loro sito www.fluxus.ca

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