Se metti nello stereo a palla “Red Sisters” dei Van Cleef Continental anche le ore di una giornata autunnale particolarmente umida e nebbiosa assumono tutta un'altra dimensione!
Metti una giornata di fine ottobre nebbiosa, fredda e particolarmente umida.
Insomma una di quelle giornate in cui non hai decisamente voglia di mettere il naso fuori di casa.
Un buona tazza di caffé espresso fumante e nello stereo a palla “Red Sisters” dei Van Cleef Continental e le ore assumono tutta un'altra dimensione!
Ovvero una dimensione onirica, di pura poesia rock che ti entra nel cuore e non ha alcuna intenzione di abbandonarti. Che ti bombarda la mente e che lancia ogni sua piccola perla musicale nel tuo inconscio e non ti permette di depositarle in un angolo oscuro e polveroso.
Merito soprattutto della splendida voce del loro indiscusso leader, il carismatico e assai misterioso Andrea Van Cleef, già cantante e bassista dei Bogartz e dei Brother K) che ha scelto questo singolare nome d'arte in onore del celeberrimo attore di spaghetti western che tanto ha amato, artisticamente parlando!
Omaggio a parte lo stile musicale di questa incredibile band si può descrivere a buona ragione come un accattivante e assai convincente miscellanea di generi musicali anche molto differenti tra di loro come il desert rock e il blues noir.
Il tutto facendo chiari e lampanti riferimenti ai mitici Queens of The Stone Ages e Depeche Mode, all'oscuro Nick Cave e alle tonalità prettamente alt- rock di Husker Du e Thin White.
Punti di riferimento dunque particolarmente elevati che tuttavia non tendono a schiacciare la personalità dei Van Cleef Continental che assume maggior agio soprattutto durante i loro tiratissimi live che richiamano fiumane di pubblico da tutta Italia.
Una personalità -dicevamo- che vede i suoi massimi acumi in un eccezionale ecletticismo compositivo ed interpretativo, che se ne infischia alla grande delle mode musicali odierne. Che guarda con nostalgia al passato ma che riesce comunque a risultare magnificamente attuale e per niente retrò.
Da sottolineare infine è la presenza dell'unica cover: si tratta di “Moonlight shadows” di Mike Oldfield, rivisitata in chiave noir per l'occasione.
Lavoro...divino!
Pubblichiamo qui di seguito la tracklist completa di “Red Sisters”:
1. Dry queens
2. Then she said
3. Fire in my bones
4. Moonlight shadows
5. In a red room
6. Catherine walks on the water
7. Anna Lee
8. Junior Bonner
9. White woman
10. Skulls
11. Fear of waking up to find you gone