È appena uscito in libreria “Roberto Vecchioni- L'uomo che si gioca il cielo a dadi” di Matteo Orsucci. Ma che cosa ha spinto Orsucci ha scriverlo? E soprattutto com'è nata la sua passione per la musica del professore? Scopriamolo insieme...
È appena uscito in libreria “Roberto Vecchioni- L'uomo che si gioca il cielo a dadi”(Aliberti Editore) di Matteo Orsucci.
Un testo particolarmente abile e scorrevole dove l'autore analizza l'attività artistica del noto cantautore non da un punto di vista giornalistico bensì emotivo.
Ma che cosa ha spinto Orsucci ha scriverlo? E soprattutto com'è nata la sua passione per la musica del professore? Scopriamolo insieme...
Matteo perché un libro dedicato a Roberto Vecchioni? Avevo un rapporto irrisolto col Padreterno. Ce l’ho anche adesso. Siccome è impensabile parlare di Dio con Dio, ne parlo con chi ha la grazia della fede. Scrivo di questa gente, nata, cresciuta, riscoperta cristiana. Vecchioni è uno di questi, in più è dell’Inter!
Che cosa ha rappresentato e rappresenta tuttora la sua figura per te? Mah, dieci anni fa era una voce, un viso che vedevo a qualche concerto quando mi permettevano di andarci, se insomma la mattina dopo non avevo scuola, oppure era la colonna sonora dei pomeriggi liceali di studio… Cosa rappresenta? Mi ripeto, il pretesto, come ha scritto il vicedirettore di Libero Luigi Santambrogio nella splendida prefazione che mi ha concesso, per cercare risposte con l’occhio non da ateo.
Quando ti sei avvicinato alla sua musica? Era pessimo periodo. Ascoltavo di tutto, leggevo di tutto, per non pensare. Trovai una vecchia musicassetta in casa. L’ascoltai, iniziò da lì.
Quali sentimenti ti suscitano le sue canzoni quando le ascolti? Non sono democratico. Se mi girano le scatole ascolto alcune canzoni, so già cosa voglio sentire, altrimenti scelgo un cd dove ce ne sono altre. Non ascolto musica per calmarmi!
Brani preferiti? Quelli che non conosce nessuno! E assolutamente in toto gli album “Ipertensione” ed “Elisir”. ‘Alighieri’ ha un testo geniale, l’‘Ultimo spettacolo’ è gigantesca, ‘Canzone per Francesco’, beh, ad avercene amici che scrivono cose così su di te!
Vecchioni è un personaggio molto amato e nel contempo contestato. Secondo te perché talora viene considerato scomodo?Contestato bonariamente dal femminismo sdrucciolo di riporto. Poi contestato da chi? Forse per le idee politiche? Ma nemmeno più di troppo: la destra di An attraverso il suo giornale provò addirittura ad intrupparlo tra i suoi!Era il periodo che a loro serviva un pantheon di gente nuova, amata appunto, quindi basta non aver cantautori. Vuoi mettere rileggere Vecchioni e dire che sì alla fine un po’ di destra lo è pure lui? Operazioni che lasciano il tempo che trovano! Vecchioni è scomodo semmai sotto un altro aspetto: davanti alla liturgia permissivista della scuola cosiddetta di sinistra (occupazioni e tutto il resto) lui ha una visione da professore ideale, non autoritario, bensì autorevole, credibile. E’ scomodo perché essendo perbene è rimasto credibile: un paradosso!
Ogni canzone del maestro è venata da un grande sentimento di poesia. Ma quanta poesia c'è nella tua vita Matteo? Una dose ragionevole per consentirmi di vivere una noiosa e insana vita borghese.
Hai avuto modo di incontrarlo recentemente? Che cosa ha detto del tuo libro? Non l’ho incontrato di recente anche perché stava in giro in tour. Spero di sentirlo a breve, anche per le condoglianze a seguito della morte della Merini. Erano molto amici. So che è piaciuto a molti colleghi che stimo, questo mi fa piacere.
E la prima volta che l'hai visto di persona che impressione ti ha fatto? La prima volta in assoluto, dodici anni fa ad un concerto. Evito di dire quello che pensai!
Vecchioni a parte quali altri cantautori ammiri particolarmente? Ti piacerebbe scrivere un libro anche su di loro?Ripeto, io sono un pessimo ascoltatore di musica. A me deve piacermi il testo; siccome sono pigro mica sempre posso tirar giù dalla libreria Hikmet o Saba, un cd è più pratico. Trovo che ‘Avrai’ di Baglioni sia una delle più belle canzoni che un padre possa scrivere per il proprio figlio, ma poi di Baglioni ascolto altre tre o quattro canzoni. Beh , Guccini senz’altro, incasinato, raffinato e profondamente solo nel suo materialismo, il male dell’uomo moderno con il suo fardello di dubbi; Max Pezzali che è il paladino degli anni Ottanta in cui sono nato e dei Novanta in cui son cresciuto. Insomma, di una canzone a me colpisce un verso, un’immagine! Poi apprezzo Jovanotti che in “Bella” dice che il fondoschiena della sua ragazza è rotondo come il mondo”: è talmente semplice che dici, accidenti non c’ho mai pensato! Poi Paolo Conte e Marco Masini ma... No, basta libri! È una solenne promessa: se no divento scemo! (ride di gusto)