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Recensioni
Pubblicato il 26/11/2009 alle 08:15:52
Per Mina adesso e' facile spiarci in cima ad un batticuore
di Pippo Augliera
Il nuovo appuntamento discografico di Mina con i fans si chiama Facile. La sua vocalita' e' (ancora una volta) espressa al meglio, incurante del tempo e delle mode che passano inesorabilmente ... in un caleidoscopio di emozioni senza eta'.

Il nuovo appuntamento discografico di Mina con i fans si chiama Facile. La sua vocalita' e' (ancora una volta) espressa al meglio, incurante del tempo e delle mode che passano inesorabilmente ... in un caleidoscopio di emozioni senza eta'.

La mia ultima recensione su un album di Mina risale al 1994, ai tempi di “Canarino mannaro” , della mia attività di accanito ‘fanzinaro’ e delle uscite regolari dei suoi doppi natalizi. L’anno dopo avrebbe chiuso questo rituale, legato ad un contratto discografico, iniziato nel lontano 1972 con lo splendido “Uno + Uno” contenente un volume di inediti “Altro” e un live registrato alla Bussola, concerto documentato successivamente in Dvd.

Dal 1996 ad oggi, Mina ha continuato a regalarci la sua voce, sfornando dischi con canzoni nuove, alcuni riusciti come “Cremona”, “Veleno”, quello più cantautorale con le firme di Bersani, Fossati, Silvestri, fino al più recente “Bula Bula”. Intervallando monografie interessanti dedicate a Sinatra, Modugno, Zero, ad arie sacre e perfino al melodramma e le romanze di “Sulla tua bocca lo dirò”, pubblicato di recente negli States!

I risultati, a livello di vendite, hanno avuto un andamento fluttuante, a prescindere dalla qualità artistica del prodotto, basti pensare all’exploit della collaborazione con Celentano, operazione spiccatamente commerciale, con oltre un milione e mezzo di copie vendute. Quest’anno è la volta di “Facile”, fresco di stampa: lavoro, a parere di chi scrive, di una spanna superiore al precedente “Bau”, con una Mina che suscita delle emozioni in più già dai primi ascolti. Appare più convinta quando interpreta testi che le permettono di esprimere il suo temperamento passionale come in “Questa vita loca”, cover sudamericana tradotta dal ‘ripescato’ Cristiano Malgioglio, o quando cattura il cuore, come soltanto lei sa fare, con le ballate intense, carezzevoli (“Ma c’è tempo”), delicate (“Con o senza te” con i versi dell’ottimo Lele Cerri su musica del talentuoso nipote Axel), sussurrate in “Non ti voglio più”, dalle atmosfere rarefatte: un’ottima prova di Boosta dei Subsonica.

Ritroviamo la Mina dei sentimenti nel suo canto disperato di “Ma tu mi ami ancora?” dove si concede un timbro ‘black and dirty’, graffiante, in quell’incedere ossessivo ‘avanti, avanti, tutto va avanti, risate e pianti, come se fosse facile…’, da brivido.
Si permette anche una spruzzatina rock, nell’interpretazione aggressiva e sensuale di “Il frutto che vuoi”, scelto come singolo e che avrebbe meritato maggiore fortuna.

Il filone sensuale, che ha dei validi predecessori in “L’importante è finire”, “Ancora, ancora, ancora”, si riaccende con “Carne viva”, una suadente lambada firmata anche questa da Malgioglio. Sfiora il kitsch nei brani “Più del tartufo sulle uova”, “Volpi nei pollai” e “Non si butta via niente”, ma alleggerisce il tutto con la sua spiccata e spigliata personalità, la sua capacità di non prendersi troppo sul serio, di potere celebrare la frustrazione e di trasmettere un feeling che può sfociare anche in un sorriso divertito, grazie ad un gioco di testa che coinvolge il cuore.

Perché Mina è soprattutto istinto nello scegliere ciò che le piace, anche con chi duettare. Questa volta l’onore e l’onere è toccato a Manuel Agnelli che ha composto appositamente il suggestivo “Adesso è facile”, il secondo singolo, tra sonorità classiche e moderne, arrangiato insieme al suo gruppo gli Afterhours, nella quale Mina appare contenuta proprio per risaltare maggiormente la prova vocale del suo partner. Il finale tocca a “Eccitanti conflitti confusi” di Andrea Mingardi, incisa dall’autore nel 1985, con una lunga coda strumentale, che prosegue nella ripresa della traccia fantasma “Questa vita loca”. Probabilmente vuole essere un grazie da parte di Mina ai validi music-maker, da Nicolò Fragile a Franco Serafini ed altri, che hanno coadiuvato efficacemente Massimiliano Pani a realizzare una tra le sue migliori prove come arrangiatore e produttore.

Anni fa, un critico musicale, in occasione dell’uscita di “25”, album con cui la Signora Mazzini festeggiava le nozze d’argento con la musica, scrisse all’epoca: ‘Siamo sicuri che tra dieci anni lei sarà ancora qui a fare da spartiacque alla nostra vita. Perché Mina, come la Callas, non è solo una cantante. E’ un mito’. Ha superato da allora un quarto di secolo, è arrivata, imperturbabile, al traguardo delle nozze d’oro, ha visto esplodere e spegnere molti fenomeni musicali effimeri, per cui diventa facile azzardare nuovamente lo stesso pronostico…

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