Alle volte cambiare genere ti porta a vedere e sentire soprattutto nuovi orizzonti. Un caso del genere mi e' capitato poco tempo fa. Ho ascoltato Apnea, il disco di Max De Aloe che di rock non ha nulla, perche' e' semplicemente jazz.. un gran jazz!
Alle volte cambiare genere ti porta a vedere e sentire soprattutto nuovi orizzonti. Un caso del genere mi e' capitato poco tempo fa. Ho ascoltato Apnea, il disco di Max De Aloe che di rock non ha nulla, perche' e' semplicemente jazz.. un gran jazz!
E non lo dico da intenditore ma da chi ascolta nel suo stereo qualcosa di alieno e lascia pensare. Max De Aloe è un armonicista. In questo album si fa accompagnare da Bill Carrothers che è considerato uno tra i pianisti più affascinanti e originali del panorama jazzistico internazionale. Dopo Brad Mehldau, lui è un altro grande astro del pianoforte che rimodella soprattutto le ballad con un languore e un incanto degni del Bill Evans migliore. Apnea non è però un semplice disco jazz che esalta la bravura del duo, ma è un concept album. Infatti nelle canzoni, in tutte le canzoni dell’album da “Dolphin hotel”, a “naoko’s theme”, Max De Aloe traduce in musica le parole di uno dei maggiori esponenti della letteratura giapponese cioè Murakami Haruki. Ora non ho ben presente la letteratura di Haruki ma sicuramente il disco di De Aloe e Carrothers esprime cupezza, lontananza, un jazz direi spaziale nel senso fisico del termine. “Apnea” è quindi un bel disco, da ascoltare in una stanza buia, chiudendo gli occhi, e lasciandosi trasportare dall’armonica e dal piano del duo ... Bill Carrothers al piano e Max De Aloe alla chromatic harmonic.
Fatevi trasportare anche voi.