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Recensioni
Pubblicato il 16/02/2010 alle 17:52:08
Amycanbe- Being a grown-up sure is complicated (Sounday)
di Silvio Mancinelli
Gli Amycanbe nascono a Cervia e dintorni, in un paio d’anni sfornano un mini-ep autoprodotto ed un album ufficiale, suonano ed entusiasmano i circoli della nostra penisola, sino ad entrare con successo nei più gloriosi club d’Oltremanica.

Gli Amycanbe nascono a Cervia e dintorni, in un paio d’anni sfornano un mini-ep autoprodotto ed un album ufficiale, suonano ed entusiasmano i circoli della nostra penisola, sino ad entrare con successo nei più gloriosi club d’Oltremanica. Un progetto eclettico dalle velleità chiaramente internazionali, che suona come un soffio di freschezza, spinto com’è da una grande vena creativa, che fa ben sperare per il futuro. il loro primo album “Being a grown up sure is complicated”, è un qualcosa di dolce che piacevolmente ti entra nelle orecchie e ti fa sognare. Se le prime due tracce “24 hours” e “talk a bit” sono un qualcosa che sa di folk più che pop, più Okkervill River, che Nouvelle Vague, “Get closer”, The song of Matthew and Mark” fanno pensare a Feist, oppure a Cristina Donà se vogliamo rimanere nel nostro territorio italiano. E sono queste band alternative che suonano con piena maturità a far sperare un po’ il sottoscritto. Ambiente e suono e per ambiente intendo un luogo dove i rumori non si sentono e il suono si valorizza. Dove si aggiunge qualche fiato le canzoni aumentano di spessore. Ma si potrebbe evocare anche Jeff Buckley e Smith nelle altre canzoni come per esempio“Little Dog”, che potrebbe rappresentare, idealmente, l’inizio del lato B, quando esisteva un secondo lato ai dischi. Infatti queste tracce sono molto più ritmate e “Burning” è la più sonica di tutte. Buona fortuna.

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