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Interviste
Pubblicato il 19/03/2010 alle 12:51:42
Roberto Fabbri : svecchiamo la musica classica, gente!
di Laura Gorini
Il 6 aprile il chitarrista e compositore romano Roberto Fabbri sara' protagonista sul palco del Blue Note di Milano dove presentera' il suo nuovo disco Beyond (Egea Music). Lo abbiamo incontrato grazie a Parole e Dintorni...

Il 6 aprile il chitarrista e compositore romano Roberto Fabbri sara' protagonista sul palco del Blue Note di Milano dove presentera' il suo nuovo disco “Beyond ” (Egea Music) che si compone di venti brani: quattordici inediti con musiche composte ed eseguite per chitarra classica e sei composizioni di Giovanni Allevi che Roberto Fabbri ha trascritto ed eseguito sempre per chitarra classica.

Quale miglior occasione di fare quattro chiacchiere con lui?
Roberto Fabbri ai nostri microfoni...

La prima cosa che voglio chiederti, caro Roberto, e' come e' nata la tua collaborazione con Giovanni Allevi...
L’idea di trascrivere i pezzi di Allevi per chitarra e' nata verso al fine del 2007. Si festeggiava il 120° anniversario di fondazione della casa editrice Carich e l’appuntamento si svolgeva nell’ambito della fiera della Musica
Per quell’occasione la Carisch aveva deciso di assegnare un importante riconoscimento per le vendite dei due album “Joy” e “No concept” al pianista e compositore Giovanni Allevi.
Come autore Carisch mi venne richiesto di partecipare all’evento provando a trascrivere per chitarra alcune sue composizioni, da suonare nell’ambito della premiazione.
Personalmente avevo gia' avuto modo di conoscere ed apprezzare le musiche di questo pianista compositore, ma fino a quel momento non mi ero chiesto se queste potessero essere suonate sul mio strumento e con quale risultato finale. Mi misi così al lavoro e, dopo aver ascoltato con rinnovata attenzione i cd dei due album, la mia scelta si indirizzo' verso due brani: “Il Bacio” e “Panic”.
 
Un commento sulla musica di Allevi?
Sicuramente il “fenomeno Allevi” ha avuto il grande merito di avvicinare tanti giovani all’ascolto e allo studio di uno strumento “classico”. La freschezza e l’immediatezza dei pezzi (mai scontata), ha fatto presa sulle nuove generazioni facendole interessare ad un mondo cui hanno generalmente guardato con diffidenza se non ostilità. Anche le versioni per chitarra, eseguite in quella occasione, sono state molto apprezzate (anche dallo stesso Allevi che ne era rimasto particolarmente colpito). Devo dire poi che il calore trasmesso dal pubblico era autentico e coinvolgente. La musica di Allevi arriva infatti direttamente all’ascoltatore senza bisogno di mediazioni; e' semplice nella sua complessita', articolata nella sua linearita'.


Ma parliamo di “Beyond”, il tuo nuovo cd. Con quali parole lo descriveresti?
La descrizione e' nel titolo!

In che senso?
Beh, il cd e' il mio modo di andare “oltre” una certa visione della musica classica che la vorrebbe relegata ad un ruolo di “conservazione” della tradizione e non testimone e voce dei tempi in cui viviamo.
 
In che situazione è nato?
E’ un disco nato “on the road”. Infatti lo vedo come una serie di cartoline sonore del mio vagabondare per il mondo, situazioni, persone, emozioni vissute durante i miei concerti e trasposte in musica.
 
In che cosa diverge dai tuoi precedenti lavori?
Che questo e' il primo cd costituito per la maggior parte (quattordici) da mie composizioni originali.

E qual'e' invece il file rouge che li lega tutti quanti?
La chitarra classica - naturalmente - e la sua particolare sonorità. 

E questo file rouge lo metterai in luce anche al tuo attesissimo concerto del prossimo 6 aprile al Blue Note di Milano?
Sicuramente l’occasione di effettuare un concerto di chitarra classica in un ambito non accademico mi “intriga” particolarmente.
 
So che tra l'altro stai creando una sorpresa musicale per tuoi estimatori o...mi sbaglio?
Si, ma è appunto…una sorpresa! Quindi non dico di più!
 
Con quali musicisti ti esibirai per l'occasione?
Sarò assolutamente solo.

Si intuisce che tu ci tenga molto a questo concerto... Che cosa rappresenta per te il Blue Note di Milano?
Come dicevo prima l’esibirmi al di fuori del contesto accademico in cui suono solitamente, il portare in un altro ambito, fresco ed attuale, il mio modo di essere chitarrista classico. Credo che sia importante per la musica classica rivendicare il suo diritto a rappresentare il mondo che ci circonda, come lo fa il jazz, il pop, il rock con semplicita' e senza inutili e anacronistici intellettualismi.
 
Per un musicista conta tantissimo la “prova live”...Tu come ti prepari ad affrontarla?
Il pomeriggio del concerto dormo e se la mia ragazza e' con me…
 
Compi qualche rito o gesto scaramantico prima di salire sul palco?
Mangio una banana e bevo una cioccolata calda.
 
E la scaletta quando la decidi?
In linea di massima seguo una scaletta prestabilita da tempo.

Ti è mai capitata di cambiarla all'ultimo momento?
A volte a seconda della “risposta” del pubblico posso cambiarla durante il concerto stesso.
 
E di stravolgerla totalmente?
Si', una volta dovevo aprire un concerto con una suite di Bach, arrivato sul posto però mi rendevo conto che l’acustica del luogo era assolutamente inadatta e ho cambiato Bach con musica spagnola che in quella sala avrebbe reso sicuramente meglio.
Ma quella era… un'altra vita!
Al Blue Note suonero' la mia musica e quella non la cambio sicuramente!
 
E in conclusione: che cosa ti aspetti dal tuo concerto al Blue Note di Milano?
Naturalmente che tutti i presenti comprino il mio cd!

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