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Rumours
Pubblicato il 15/07/2010 alle 18:33:58
Roma accoglie Get Lucky con l'affetto dovuto a Mark Knopfler, lo scozzese dalla chitarra magica.
di Anna Cavaliere Verneau
Quarto concerto in Italia, questa volta nella capitale. Alla Cavea della Musica, piccolo ed elegante edificio, quasi un salotto intimo ed accogliente progettato dall'architetto Renzo Piano: ma quello non e' Danny Cummings?

Quarto concerto in Italia, questa volta nella capitale. Alla Cavea della Musica, piccolo ed elegante edificio, quasi un salotto intimo ed accogliente progettato dall'architetto Renzo Piano: ma quello non e' Danny Cummings?

Coloro che erano andati a ritirare i biglietti si sono imbattuti a sorpresa in Danny Cummings, lo storico batterista dei Dire Straits che con molta cordialità rilasciava autografi, foto e strette di mano: con me, che parlo pochissimo l'inglese, è venuto in soccorso con il suo italiano ed ha scritto, assieme all'autografo, parole gentili ed un grazioso disegnino di un pesce con le bollicine d'aria... la sua manona era grande e solida, proprio adatta a tenere le bacchette del batterista! Abbiamo incontrato con piacere ancora Isaac con il quale abbiamo fatto due foto.

Prima del concerto, con le ultime luci del giorno, una moltitudine di gabbiani in volo attraversava il cielo sopra di noi, insistendo , come se volessero curiosare, sulla superficie ad anfiteatro sottostante. Con l'oscurità sono poi arrivati Mark e la sua Band e (con un quarto d'ora di ritardo) si sono accomodati ai loro posti. A vederli salire sul palco, ho notato che c'erano alcuni gradini che Mark ha superato con disinvoltura: evidentemente il guaio del nervo intrappolato gli sta concedendo un po' più di respiro...

Il Sultano indossava una camicia bianco-abbagliante a maniche lunghe sugli immancabili jeans azzurri. La temperatura era sopportabilmente calda, comunque all'ingresso alcune gentili ragazze regalavano a tutti dei ventaglietti di cartoncino.
E' stato eseguito un altro concerto molto bello e la Band si è esibita con allegria e vigore ... e che vigore!!! Sempre più sorprendente John McCusker travolto da una foga musicale incredibilmente potente: saltava, sbatteva il piede destro per terra, si appiattiva verso il basso, con la mano sinistra a tratti così veloce sul violino sembrava avere il doppio delle dita, passando con maestria dalla dolcezza più grande alla più frenetica esecuzione.

Glenn Worf, il dinoccolato americano bassista-contrabbassista era meno flemmatico del solito (tanto che la sua camicia era madida di sudore), Danny Cummings si è impegnato così tanto che avrà certamente perso un bel po' di peso alla fine del concerto, dato che la sua polo era oramai da strizzare...e poi Matt Rollings, Richard Bennet, Guy Fletcher, McGoldrick: tutti hanno dato veramente il massimo. La voce di Mark, roca e carezzevole, impreziosiva il sapiente lavoro sulle chitarre, suonate tutte ad occhi chiusi, in trance, assorto nel suo mondo di note musicali e totalmente assente al resto, quasi indifeso e vulnerabile nella sua totale spontaneità.

La setlist è stata la seguente:
1. Border Reiver
2. What It is
3. Sailing to Philadelphia
4. Coyote
5. Prairie Wedding
6. Hill Farmer's Blues
7. Romeo & Juliet
8. Sultans of Swing
9. Done With Bonaparte
10. Marbletown
11. Speedway At Nazareth
12. Telegraph Road
13. Brothers in Arms
14. So Far Away
15. Piper to the End

La fine è arrivata troppo presto con l'esecuzione del 15° pezzo ed il pubblico non voleva saperne di andarsene né avrebbe voluto che Mark ed i suoi lasciassero mai il palcoscenico.... Prima di lasciare l'Italia ci sarà comunque un altro spettacolo di Mark Knopfler a Milano, beato chi potrà parteciparvi poiché per me, purtroppo, i concerti di Get Lucky terminano qui...

Foto di Renato Verneau

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