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Interviste
Pubblicato il 29/10/2010 alle 08:09:54
Leo Gullotta: 50 anni di carriera, passando dalla Costituzione Italiana a 30 chili sulle spalle...
di Giancarlo Passarella
Ieri il debutto a Firenze con Le allegre comari di Windsor. L'incontro all'Auditorium Monti del quotidiano la Nazione, coordinato da Titti Foti: parla di Frank Sinatra e Mina, di Jimi Hendrix ed i Queen, di Benny Goodman e Francesco Guccini ..

Ieri sera il debutto a Firenze con Le allegre comari di Windsor, ma anche l'incontro all'Auditorium Monti del quotidiano la Nazione, coordinato da Titti Foti: privatamente mi parla di Frank Sinatra e Mina, di Jimi Hendrix ed i Queen, di Benny Goodman e Francesco Guccini...

Una tradizione vuole che questo lavoro di Shakespeare sia stato scritto in una quindicina di giorni a richiesta della regina Elisabetta che voleva vedere sulla scena Falstaff innamorato: poi si passa a intrecci grotteschi e cornuti, dove il tema centrale della beffa intorno agli sfortunati tentativi di seduzione di Sir John Falstaff verso le due mogli ricorda Il Pecorone di Giovanni Fiorentino, che Shakespeare conosce bene, perché da esso attingerà anche la trama del suo Mercante di Venezia. Anche di questo si e' parlato ieri alle 17 nello splendido Auditorium del quotidiano La Nazione: una bomboniera che abbiamo gia' definito (ed in tempi non sospetti) il salotto buono dello storico quotidiano fiorentino.

Con una leggiadria amorevole, la giornalista Titti Foti non e' rimasta al tavolo delle autorita' (rendendo cosi serioso l'incontro con l'attore catanese), ma si e' mossa tra il pubblico con il microfono, chiedendo ai presenti come mai erano affascinati da quell'attore che (come si vede nella foto che ci ritrae tutti e tre assieme) ostenta sempre un sorriso. Tra un complimento e l'altro, Gullotta ha ringraziato, sempre aggiungendo un pezzo del suo percorso, umano e lavorativo, volando leggero anche su argomenti importanti e (come li ho definiti, facendo la mia di domanda) sempre velati di politica e di impegno sociale e civile. Quando infatti e' stato il mio turno, ho alzato la mano e Titti Foti (assumendo il ruolo di novella Edi Campagnoli o Sabina Ciuffini, vallette storiche della tv del passato ed icone ante literam) mi ha posto il microfono ed io ho definito l'atteggiamento di Leo Gullotta alquanto spacchiusu... e' scoppiato in una risata fragorosa, perche' in slang catanese quel termine ha varieta' speciali, passando dalla valenza di parolaccia a quella di puro apprezzamento. Un po' quello che succede con bischero nelle vecchie contrade fiorentine...
Mi ha risposto (appena ripresosi dallo spacchiusu...) che lui e' calato nel ruolo di attore ed a volte di interprete, ma non si sente cucito addosso invece il mestiere di insegnante...Aprono scuole di recitazione, come se nascessero funghi: se sono bravi a farlo, bonta' loro... a me piace vivere di quello che 50 anni di vita artistica mi hanno portato in dote...e poi c'e' il bene della gente che mi riempie!

Commovente poi il racconto dei suoi genitori e dell'insegnamento che da loro e' arrivato: non si arriva alla commozione (con annessa lacrima ...), perche' Gullotta conosce bene i tempi e quindi passa subito (cambiando tono e registro della voce) a raccontare dei suoi incontri con i giovani delle varie citta', dove parla ed approfondisce il valore della Costituzione Italiana, lasciataci dai nostri genitori: lo fa per ben tre volte, ovviamente omaggiando anche il luogo dove si trova, visto che La Nazione e' un quotidiano che di storia ne e' pregna, come si intuisce anche dalle numerose bacheche che nei suoi corridoi riportano fotocopie dei primi numeri pubblicati, alternati a foto di Mazzini, Garibaldi ed un paio di regnanti morenti.

Con Leo Gullotta ci avviciniamo all'uscita, perche' il debutto fiorentino con Le allegre comari di Windsor e' imminente: nell'attendere il taxi (che all'unisono definiamo fetuso, ma solo per il ritardo che porta ... visto il traffico cittadino di quell'ora di punta), mi permetto di fargli alcune domande...

Quali sono gli artisti musicali che ha amato in gioventu'?
Senza dubbio Frank Sinatra: che voce e che pathos... ho ancora tutti i suoi dischi a casa. E poi Benny Goodman e la stagione delle grandi orchestre...
Swing e jazz...
... si', ma poi ho amato anche il rock inglese: sono partito con i Beatles e poi mi sono emozionato con i Queen... e con loro il rock ha toccato punte uniche, arrivando alla musica classica!
La cosa mi rende felice...
Guarda che anche Jimi Hendrix era della mia generazione ed anche lui e' stato dirompente...
E sul fronte italiano?
Ti dico subito Mina, poi anche Francesco De Gregori e.... soprattutto Francesco Guccini. Delle cose piu' moderne so poco ed in televisione vedo scarsa qualita': lasciamo poi perdere i vari X Factor ed Amici, perche'....

...e' arrivato il taxi! Andare in teatro per una prima, e' per un attore sempre un emozione: nel mettersi nei panni di Falstaff, Leo Gullotta ha una lunga fase di trucco e vestizione, infilandosi in un costume che lo trasforma completamente. Pesa quasi 30 chili: il famoso peso della cultura ...

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