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Interviste
Pubblicato il 04/12/2010 alle 14:56:58
Il deus ex machina della Maia Records e' Verdiano Vera, prog rocker che non sta solo a guardare
di Shpresa Tulekul
Genovese, in gioventu' ascoltava Pink Floyd, Dire Straits, U2, Queen, Michael Jackson, Madonna, Ray Charles, Lucio Battisti, Claudio Baglioni, Fabrizio De Andre' e Franco Battiato: ora punta sul suo lavoro di promoter e di scouting.

Genovese, in gioventu' ascoltava Pink Floyd, Dire Straits, U2, Queen, Michael Jackson, Madonna, Ray Charles, Lucio Battisti, Claudio Baglioni, Fabrizio De Andre' e Franco Battiato: ora punta sul suo lavoro di promoter e di scouting.

Genovese, in gioventu' ascoltava Pink Floyd, Dire Straits, U2, Queen, Michael Jackson, Madonna, Ray Chrles, Battisti, Baglioni, De Andrè e Battiato: ora punta sul suo lavoro di promoter e di scouting.
Verdiano, come ami definirti?
Il mio lavoro è la musica. Non amo definirmi, ma quando mi viene chiesto di farlo da un punto di vista professionale, provo a descrivere la mia attività in tutte le sue sfaccettature cercando di trasmettere l'amore e la passione che ho per il lavoro che faccio.

Partiamo da Music Store Topten al Porto Antico di Genova: qual'è la filosofia che sta alla base di questo progetto? Quali gli ospiti a cui tieni di piu'?
20&venti Maia, così l'ho chiamata, è una rassegna musicale aperta al pubblico che si svolge all'interno di uno dei pochi negozi di dischi che ancora sopravvive a Genova. Oltretutto, a mio avviso, uno dei negozi di dischi più belli e più forniti della Liguria: il Music Store Topten. Gli scopi di questo progetto sono molteplici: la riqualificazione musicale a Genova, il bisogno di creare nuovi spazi per la musica dal vivo, la promozione di nuovi artisti emergenti selezionati, la valorizzazione e il sostegno di realtà musicali liguri poco conosciute ma molto importanti come il C.S.P.I. Centro Studi per il Progressive Italiano, la promozione dei prodotti di Black Widow Records (una solida realtà discografica che vive sulla vendita di dischi in vinile e CD e che si muove nel mondo del prog e dell'hard rock in maniera sorprendentemente produttiva) e ovviamente la vendita dei CD della mia etichetta discografica Maia Records.

Il tuo e' un lungo viaggio musicale tra passionale produzione artistica e freddo lavoro in studio: concordi?
Freddo non direi, non c'è niente di più caldo che lavorare in uno studio di registrazione. E' proprio in studio che si respira la vera passione: dove nasce la musica, dove le idee prendono forma, dove qualsiasi scelta può essere considerata un'arte: dall'accordatura di uno strumento all'equalizzazione di un rullante, dalla scelta del plettro alla posizione di un microfono. Sicuramente si tratta di passione quando si parla di produzione artistica ma non si può dire di meno del lavoro in studio. Registrazione e produzione vanno di pari passo e riempiono entrambi le mie giornate dal mattino appena mi sveglio fino alla mattina successiva...dato che lavoro anche di notte.

Cosa non va nel mondo musicale italiano? Da dove cominceresti a cambiare?
Comincerei cambiando la mentalità di chi ascolta la musica ma impiegherei troppo tempo... Allora proverei prima a cambiare la mentalità di chi la produce. Non sono d'accordo su tutta questi prodotti low-badget che inquinano il mercato discografico, soprattutto quello digitale. Non si ha più rispetto per la musica. Appena la vendita dei dischi ha cominciato a non portare più enormi somme di denaro nelle tasche dei produttori più facoltosi, si è cominciato a maltrattare la musica. L'etichetta discografica media italiana dilania alla nascita qualsiasi nuova idea mettendola sul mercato prematuramente, senza controllo e senza promozione, creando un offerta talmente vasta che l'ascoltatore non ha il tempo, la facoltà economica e la possibilità di scegliere e comprare la musica che realmente vorrebbe ascoltare..... Le piccole etichette indipendenti scoprono i talenti e non avendo sufficienti risorse economiche per trasformare “la materia prima” in un prodotto finito, lo lanciano sul mercato senza promozione e distribuzione, bruciandolo e svalutandolo. Internet sta già attribuendo ad un file MP3 lo stesso valore di un file JPG o di un file PDF, questi ultimi realizzati in pochi minuti e con costi bassissimi rispetto al file audio. Dall'altra parte, chi compra la musica non distingue più la differenza fra un prodotto professionale realizzato in studio da professionisti e un prodotto musicale low-cost realizzato in casa fra amici perchè trova entrambi i prodotti mescolati nei web-store e nelle reti peer-to-peer che spesso non forniscono sufficienti informazioni promozionali che possano farne la differenza. Penso che la musica abbia bisogno di essere rispettata e rivalutata dall'ascoltatore ma prima di tutto dagli operatori del settore discografico. Occorre tornare a dare alla musica il valore che merita e rispettarla così come si rispetta un prodotto che ancora può essere migliorato, pubblicizzato e venduto. Potrebbe bastare per esempio il lancio da parte delle aziende hi-tech di un supporto audio innovativo e di nuovi apparecchi rivoluzionari per ascoltare la musica in maniera diversa. Nel cinema funziona molto meglio: basta pensare al 5.1, alle sale 3D, alle TV full HD, all'ultimo arrivato Blu-Ray che continuano a far girare l'industria cinematografica con fatturati da capogiro.

Quali sono stati gli artisti che hai amato di piu' in gioventu'? Quali quello che segui ora?
Ho studiato al conservatorio quindi ho una cultura classica ma da ragazzino ascoltavo molto i Pink Floyd, i Dire Straits, gli U2, i Queen ...

.. e anche Michael Jackson, Madonna, Ray Charles fino ad arrivare ad ascoltare e apprezzare praticamente ogni genere musicale, dal pop al jazz, dalla musica dance a quella classica. Fra i cantautori italiani ho sempre apprezzato Battisti, Baglioni, De Andrè e Battiato. Adesso ascolto con molta curiosità tutti i lavori che totalizzano più numeri secondo le classifiche di vendita per studiare e capire in quale direzione si muove la massa e quali siano i gusti musicali di chi compra la musica.

Qual'e' stato il disco tanto pubblicizzato, ma che ti ha deluso di piu'? E quale lo show live che ti ha invece esaltato?
Non ricordo di aver avuto mai una delusione da un disco troppo pubblicizzato. Uno degli eventi live per me più esaltante è stato il live a Berlino che Roger Waters ha realizzato in occasione della caduta del muro.

Usando la macchina del tempo ci trasferiamo nello spazio e saltelliamo da una epoca all'altra: dove avresti voluto vivere? Ed in quale epoca?
Non ho dubbi su questa domanda. Vorrei vivere nel 2200: sono troppo curioso di vedere cosa succederà nel futuro. Dove? Qui a Genova, adoro la mia città.

Verdiano Vera essere umano e Verdiano Vera produttore: riescono le due realta' a convivere? Come passi il tuo tempo libero?
Essendo il mio lavoro anche la mia passione, vivo immerso nella musica. Passo la maggior parte del mio tempo libero a lavorare. Ho uno studio di registrazione molto bello e confortevole e, per evitare di perdere tempo, ho scelto di abitarci dentro con mia moglie e mio figlio.

Ti faccio un po' di nomi e tu mi dici un aggettivo... un ricordo … su ognuno di loro? Partiamo da MissBit...
Missbit: 4 promettenti ragazze con un disco autoprodotto da lanciare.
Il Tempio delle Clessidre: un piacevolissimo progetto discografico che non passerà inosservato.
Delirium: la storia del progressive italiano.

… chi ho dimenticato di importante a cui tieni in modo particolare?
Hai dimenticato una dozzina di musicisti e tecnici professionisti con i quali collaboro, una trentina di cantanti, cantautori e band musicali che hanno già un contratto con la mia etichetta discografica e circa 300 artisti che ruotano all'interno di un programma televisivo in onda su Telegenova a cui ho dato il nome di Liguria Selection Music Show. Un progetto televisivo ma ancor di più discografico per il quale vale la pena spendere due parole. Un talent-show che mi impegna alla ricerca di artisti emergenti. Una vera e propria vetrina per centinaia di band e di cantanti che finalmente hanno la possibilità di esibirsi di fronte ad un folto pubblico. Una doppia visibilità sia in teatro che in TV con l'opportunità di vincere un contratto discografico.

Vediamo di incontrarci fra un anno, cinque ed anche 10: cosa avra' fatto Verdiano Vera entro queste scadenze?
Io penso in grande ma allo stesso tempo sono molto realistico. Di una cosa sono convinto: che chi ama veramente ciò che fa non è disposto a rinunciare. Non so dove riuscirò ad arrivare fra dieci anni, ma sicuramente non sarò stato a guardare senza aver provato a fare qualcosa per aiutare la musica in Italia.

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