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Recensioni
Pubblicato il 03/07/2002 alle 12:47:50
Gianluca Grignani dal vivo sabato 6 Luglio a Pescara
di Antonio Ranalli
Primo appuntamento per la rassegna "Pescara Live & Disco Festival" promossa dalla Local Bus. All'Arena del centro Ex Gaslini, sabato 6 Luglio, si esibira' Gianluca Grignani.

Gianluca Grignani presentera' il suo nuovo album "Uguali e diversi" sabato 06 Luglio all'Arena Centro Ex Gaslini (Viale Pindaro, 14) a Pescara. Costo del biglietto € 10 in prenotazione e € 13 alla cassa. Il concerto iniziera' alle ore 23.00. La manifestazione e' organizzata dalla Local Bus di Pescara nell'ambito del "Pescara Live & Disco Festival".

Per informazioni:
Agenzia Localbus Tel 085.2056170

Centro Ex Gaslini Tel. 085.65800

"Uguali e diversi" non è solo il titolo del nuovo album di Gianluca Grignani e di una bella canzone che sta spopolando in radio; è anche la chiave per capire questo periodo del suo autore, il manifesto dei suoi trent'anni. A essere "uguale e diverso" è infatti soprattutto lui, Gianluca, più sicuro delle sue possibilità, più maturo senza avere perso l'energia e la brillantezza degli anni più giovani; e "uguale e diversa" è la musica, che non rompe con il passato ma completa, perfeziona un discorso che viene da lontano.
"Il disco prima, 'Sdraiato su una nuvola', è stato molto importante per me. E' servito a reincollare i tasselli del puzzle dopo gli sconvolgimenti di 'Campi di popcorn', un album con tanti brani diversi e tanti mondi, forse troppi. C'erano stati degli scollamenti, con me stesso e con i media: e quell'opera così lineare e omogenea, quell'assolo lungo un disco, come mi viene da chiamarlo, be', mi è venuto bene, mi ha fatto sentire più forte. Però era una 'Nuvola' che in fondo avevo disegnata in fretta, senza i mezzi che avrei desiderato. Potevo e volevo fare di più."
"Uguali e diversi" nasce da questa voglia e da questo puntiglio. "La differenza l'hanno fatta due cose. Da un lato la tranquillità e la sicurezza che ho maturato con l'ultimo disco e con i due singoli che hanno avuto successo. E poi più tempo, più mezzi, che vuol dire anche più fiducia da parte degli altri. Ho avuto la possibilità di esprimermi e di esplorare a tutto campo, sono riuscito a sviluppare situazioni diverse. E' stato come tuffarsi in mondi nuovi e anche sconosciuti; una sensazione eccitante."
Il seme di "Uguali e diversi" ha cominciato a germogliare nella primavera del 2001. Gianluca aveva appena finito la promozione di "Sdraiato su una nuvola" e già c'era qualcosa di nuovo che gli frullava in testa e che reclamava di uscire.
"L'album è nato a livello di scrittura in quei mesi, marzo-aprile dell'anno scorso. Ho buttato giù delle idee e poi ho chiamato Fabio Massimo Colasanti, un grande programmatore con cui avevo già lavorato per "Sdraiato" e per "Un giorno perfetto", il mio pezzo sanremese del '99. La pre-produzione l'ho fatta a casa mia, e una mano per le parti di chitarra me l'ha data Alberto Radius.
"Io abito a San Colombano al Lambro, sopra una collina. E' una grande casa piena di vetri, più di 40 finestre, 3 camini, con un grandissimo giardino. Dalla mia stanza da letto sorge il sole, nel mio studio lo vedo tramontare. E' un posto molto poetico, ideale per ispirarsi ma non proprio perfetto per registrare. Ci sono piastrelle dappertutto, il suono rimbalza in maniera incredibile. Così è stato divertente trovare i posti giusti per catturare la musica: la taverna, soprattutto, e il bagno della cucina - le voci le ho fatte lì, e anche le percussioni.
"Piano piano ho costruito il mio cast. Ho chiamato il fonico di "Destinazione", Bruno Malasoma, con cui era un po' che volevo tornare a lavorare. Poi Adriano Pennino, arrangiatore d'archi che mi ha dato una mano per le armonie. Come musicisti di studio, Cesare Chiodo al basso e Alfredo Golino alla batteria - la coppia perfetta per fare i dischi in fretta e bene. Ci avevo già collaborato prima e non riesco a immaginare musicisti più bravi e versatili, capaci di uscire dagli standard di certe registrazioni che proprio non desideravo. Con loro ho lavorato a fondo sulle ritmiche; le volevo speciali, una specie di incastro fra elettronico e naturale. E poi volevo un movimento sempre diverso dall'inizio alla fine del disco - pezzi in 3, in 4, in 2, alternati in maniera intelligente, con un'idea di sequenza. E' l'idea che mi ha gasato di più: quasi una suite 'segreta', proprio quello che mancava nell'album prima."
Gianluca definisce questo nuovo "un disco fatto in due mesi ma con le radici di anni: anni di prove in studio, pensieri, concerti, tournée, di vita vissuta intensamente." Ne è orgoglioso, anche se naturalmente il giudizio finale spetta ai fans. "Mi importa il giudizio della gente, mi piace essere apprezzato e condividere un'emozione con il pubblico. Poter dire qualcosa a tante persone, è un valore importante ed è qualcosa che ti gasa. E' un corto circuito che ti aiuta: sei più sicuro, scrivi meglio, fai lavorare più liberamente l'istinto."
Nel frattempo andrà a San Remo, nel frattempo si gode il successo di "Uguali e diversi", il primo singolo, dove gli è piaciuto mettere fuori le antenne e avvicinarsi al sociale anche se in maniera soft, "non credo nelle canzoni di protesta ma in quelle di speranza sì." E' un buon periodo, insomma, e giusto in queste settimane cade il fatidico compleanno dei 30. Ma non pensate a un Gianluca Grignani che cambia pelle, non immaginatelo nemmeno per un attimo "con la testa a posto". Non si era detto che la parola d'ordine è "uguali e diversi"?
"Vivo benissimo questa età e vado in giro con la cravatta, per nascondere il ragazzaccio che c'è in me e sembrare un uomo."


"Uguali e diversi" brano-per-brano

Lady Miami:

Un brano che Gianluca confessa di avere scritto fra gli ultimi, quando era in studio e il disco già prendeva forma. Messo così all'inizio stabilisce subito un clima positivo, dà la scossa: un bel rhythm and blues con tanta vita dentro, con un ritmo pieno di sincopi. Potrebbe essere il terzo singolo. "La cosa grossa è l'arrangiamento, con certi modi anni '70 che proprio volevo e che solo Alberto Radius poteva darmi. Quando siamo andati a registrarlo l'ho preso da parte e gli ho detto: 'Adesso tu devi suonare come non suoni più da tempo, come facevi con la Formula 3'. Lui è rimasto un po' così ma poi ha capito perfettamente e si è tuffato. E' venuto benissimo!"

Angeli nella città

Un altro pezzo schietto, diretto, un altro uovo dal paniere rock-R&B di Gianluca. Quando è venuto fuori con tutta la sua forza e la sua freschezza, è sembrato per un attimo un brano giusto per San Remo. Poi, a ragionarci un po' sopra, si è preferita una canzone più lavorata e con sonorità particolari come "Lacrime dalla luna". Ma ha molta vita, "Angeli", e difficilmente resterà tranquillo nella track list come "uno degli 11 brani".

L'estate

Il titolo e il testo sono espliciti ma sarebbe bastata la musica: si respira davvero l'estate in questo brano, un'aria calda di dolcezza e spossatezza. E' uno dei brani del disco che hanno avuto il tempo di maturare un po', Gianluca lo ha scritto nei mesi caldi del 2000.

Regina delle farfalle

"Certe volte i pezzi nascono per caso, per incastro e libere associazioni. Magari una sera sei in auto con la ragazza e ascolti i Led Zeppelin, e sei folgorato da un verso che ti sembra di sentire, e magari non è neanche giusto - è una fantasia o un caso. E metti tutto insieme, "butterflies queen" e musica dei Led Zeppelin, e telefoni a casa per appuntare l'idea sulla segreteria telefonica - "regina delle farfalle". Poi prendi un brano che avevi da parte nel tuo archivio mentale e gli mancava qualcosa, e ci adatti quest'idea. Voilà, ecco una canzone."

Uguali e diversi

"E' una canzone di speranza, non di protesta; non credo nella protesta, e poi non è il mio stile. Qui ho voluto solo fare un piccolo ragionamento, spiegare che cominciamo tutti a essere più simili ma non per questo dobbiamo smettere di essere diversi. E' una canzone nata da un sogno, dopo che una sera della primavera scorsa avevo visto in TV un vecchio video di Prince, "Purple Rain". Nel sogno mi svegliavo con un colore diverso della pelle ed era così per tutti, e il mondo intorno, le radio e le TV, consideravano la cosa normale - nessuno era più spaventato. E' un brano pieno di suggestioni, volontarie e involontarie: c'è un po' di Lennon, c'è Bob Dylan, ci sono i miei amati Stones. E' una canzone sincera, questa è la cosa che mi preme di più."

Lacrime dalla luna

"Mi ha fatto impazzire, ci ho faticato su per mesi. In origine lo spunto me l'ha dato una canzone dei Rolling Stones che non ricordo neanche più, non per niente il primo testo era in inglese. E' nata sul letto di casa mia, una domenica che mi annoiavo. Io e la mia chitarra. Avevo delle idee musicali che mi piacevano ma non sapevo bene dove andare a parare. Ci ho lavorato, il testo è passato in italiano, l'inciso mi piaceva un sacco; però mancava sempre qualcosa. Alla fine è venuta fuori quella parte che fa 'e vola la canzone, che sarà emozione', ed era l'anello che mancava. Le ho fatto subito posto nel disco scartando un altro brano che stavo preparando, e me ne sono innamorato tanto da sceglierla per San Remo. Mi piace per i suoni particolari e anche perché non è un pezzo facile, non è la solita canzone da 3 accordi."
L'aiuola

"E' la mia anima naif, un brano scanzonato che mi è venuto in questo modo e che alla fine mi diverte così tanto che lo vedrei bene come singolo. Naturalmente di solito scrivo canzoni con più significato ma ogni tanto mi piace giocare, è comunque un aspetto della mia natura."

Trattieni il respiro

"E' nata mentre stavo facendo il disco, è il figlio ultimogenito di 'Uguali e diversi'. Una canzone che mi è venuta per la mia donna in un periodo in cui uscivo spesso, ero assente e mi sentivo un po' in debito con lei. L'ho buttata giù così, è piaciuta e le abbiamo fatto posto nel disco. Le chitarre le ho registrate da solo, in mezzo pomeriggio, ci ho aggiunto un basso finto ed ecco fatto, cotta e mangiata."

Emozioni nuove

"Sono contento di avere scritto una canzone così, con una ritmica in 3 su 4 che in Italia è insolita, chissà perché non è mai bene accetta. Però a me piace, perché mi ricorda un po' i Police, che sono una delle mie passioni, e un po' anche Lucio Battisti."

Magica

Gianluca ama il rock e ha una fila lunga così di amori: Rolling Stones, U2, Beatles, Pink Floyd, Radiohead, Zeppelin, "non ce n'è uno che non mi abbia regalato troppo." Di solito l'imprint è solo emotivo, qui forse c'è qualcosa di più. "Mi piace molto 'Walk On' degi U2, l'ho ascoltata a raffica negli ultimi tempi e la sua sonorità ha finito per influenzarmi."

Alex

Il brano più strano e misterioso del disco è anche il più vecchio, rimasto in gestazione qualcosa come sette anni. "La prima idea di 'Alex' risale alle sedute di 'Destinazione Paradiso', quindi al 1995. E' una storia basata su 4 accordi, che si ripete e si ripete e si ripete, e mi piace il suo clima un po' inquietante e noir. Quando l'ho scritta pensavo a un video che mi aveva attirato da ragazzo, dove un tipo prendeva una pistola e si faceva ammazzare in un locale. Detta così è una storia po' trucida, alla Tarantino, ma devo dire che non la vivo in questo modo. La vivo piuttosto come la sceneggiatura di un film. Quando scrivo sono un po' visionario, mi piace spesso aiutare la parola con lampi di immagine. E' una cosa che sto affinando con il tempo e qui mi sembra che sia venuto tutto molto bene."

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