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Recensioni
Pubblicato il 30/01/2012 alle 10:43:23
Austria felix? Mica tanto ascoltando il Cd degli In This Chest che si divertono a torturare le nostre orecchie con un Ep mortale
di Emanuele Gentile
Mi è venuto un attacco di tachicardia ascoltando l’ep di esordio degli austriaci In This Chest. Non avrei potuto reagire altrimenti. Questi tizi hanno registrato solo 4 brani, ma sono di quelli che ti ammazzano. Senza preavviso. Senza pietà.

Mi è venuto un attacco di tachicardia ascoltando l’ep di esordio degli austriaci In This Chest. Non avrei potuto reagire altrimenti. Questi tizi hanno registrato solo 4 brani, ma sono di quelli che ti ammazzano. Senza preavviso. Senza pietà. Sembrano che si siano divertiti a miscelare alcuni dei blend più pericolosi attualmente in giro in campo heavy metal. Li hanno frullati a una velocità supersonica e ce li servono senza minimamente curarsi se saremmo in grado di sopravvivere. Purtroppo…

Si definiscono metalcore. Mi pare una definizione un po’ riduttiva. Anzi non definisce un bel nulla. Metalcore sono i Killswitch Engage. Però quest’ultimi sono piuttosto commerciali e prevedibili. In This Chest sono qualcosa di oltre. C’è di tutto e questo tutto è fato cozzare in modo così violento che si rischia di rimanerci secchi. Ho notato un profumo alla Biohazard. Quindi, thash metal che flirta con l’hardcore newyorkese. C’è il death metal alla Cannibal Corpse. Sanguinolento. Putrido. Devastante. C’è anche il black metal alla Dark Funeral che rende il sound così gaio e lieto. Solo metalcore. No…

Dicevo quattro brani. Dai titoli sembriamo essere innanzi a un gruppo di esistenzialisti francesi. “What the Future Holds for me” oppure “My Fate”. Jean Paul Sartre che suona heavy metal? Bella storia. Invece non ci siamo. Questi titoli sono degli specchietti per allodole. Ti sembra gatto. E salta fuori una tigre del bengala. Utilizzo un modo di fare tipico del Trap per farvi capire lo sbaglio a cui uno potrebbe andare incontro se si trovasse per le mani questo delizioso prodotto musicale. In più. Quello che impressiona è la carica di odio che si respira. Impressionante. A Palermo il termine macelleria viene spesso sostituito con “carnizzeria”. Un termine ben più appropriato. Un termine che spiega cosa si va incontro facendo la conoscenza degli In This Chest!

Poi la ciliegina sulla torta avvelenata è rappresentata dalla copertina. Un bianco nero che ricorda molto i mitici anni ottanta. E cosa c’è in copertina? Un bel cimitero! Che parto di genio! Voi avreste creduto in tutto ciò. Neppure lontanamente… Con sul retro-copertina la foto del gruppo. Che trae in inganno. Sembriamo avere a che fare con un gruppo prog metal. Errato. Questi signorini dall’aria così dottorale ci menano dritti dritti a un bel macello di sangue, ossa rotte, cimiteri, liturgie nere e violenza allo stato più puo. Elan vital? No…elan mortel! Speriamo che possa continuare a vivere dopo cotanto dolore…

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