Musical NewsMusicalNews
  Cerca

MusicalNews: le notizie che gli altri non hanno! - real news by true fans for hot peopleCOLLABORA CON NOI
 Editoriale
L'indotto legato alla musica sempre piu' importante: ora in commercio la t-shirt di Rovazzi ..
 

www.fanzine.net
 Interviste
•24/07 - Alessandro Salvati e il nuovo singolo Coconut Milk
•21/07 - Andrea Braido: un musicista/chitarrista made in Italy ..
•13/07 - Synthpop, velato di rock e funky: con noi il duo Luca Albanese e Marco Prizzon ..
(altre »)
 
 Recensioni
•23/07 - Ermal Meta – Roma (Auditorium Parco della Musica) 22/07/2017
•22/07 - Maurizio Pirovano – Il tempo perduto (Latlantide LAT 249) apparenti stati di allucinazione rock, pieni d’illusioni e moderate assenze
•21/07 - Yes featuring Anderson Rabin Wakeman alla Cavea di Roma (17/7/2017)
(altre »)
 
 Comunicati
•25/07 - WhatsApp - il primo singolo dei Radio 404
•25/07 - I Wire festeggiano 40 anni di carriera a Villa Ada il 26 luglio
•24/07 - Torna il 29 e 30 luglio il Serravalle Rock con Vök, Down To Ground, Anhima, Nosound e molti altri
(altre »)
 
 Rumours
•25/07 - Il Cile, l'8 settembre esce l'album La fate facile
•25/07 - Marilyn Manson arriva in Italia per due soli concerti a Roma e Verona
•24/07 - Joe Barbieri presenta il nuovo disco Origami alla Casa del Jazz
(altre »)
Recensioni
Pubblicato il 04/02/2012 alle 09:15:29
Ennio Rega – Arrivederci Italia (Scaramuccia Music)
di Antonio Ranalli
Un album che vuole essere un j’accuse all’apatia dell’arte e della poesia nell’Italia di oggi.

Un album che vuole essere un j’accuse all’apatia dell’arte e della poesia nell’Italia di oggi.

Raffinatezza musicale ed ironia corrosiva, musica e parole di forte intensità poetica pervadono le pagine di questo bellissimo lavoro del cantautore salernitano, per vocazione, fortunatamente, lontano da ogni convenzionalità.
Un evento, quello dell’album, incentrato sulla difficoltà che tanti talenti incontrano ogni giorni in Italia per emergere nei più disparati settori. Basta ascoltare brani come “La teppa dei marchettari” e “Giovannino”. Se Ennio Rega ha forse cristallizzato il cantautorato più innovativo, Zorn sta proseguendo da tempo la sperimentazione tra musica colta e pop. E in questa avventura si fa aiutare da validi collaboratori, come Lutte Berg (chitarre), co-artefice degli arrangiamenti, Pietro Iodice (batteria), Luca Pirozzi (basso elettrico e contrabbasso), Paolo Innarella (flauti, sassofoni, fischio), Denis Negroponte (fisarmonica). Coinvolti anche Luigi De Filippi (violino), Massimo Picone (basso tuba e trombone) e Sergio Vitale (tromba).
Tutto l'album è comunque pervaso da un vago senso di pessimismo: da “La curva del gatto” a “Lo sciancato”, dove emergono desolati paesaggi-prigione, mentre “Rosa di fiori finti” e “Lungo i tornanti” hanno un sapore un po' sinistro. La verità che queste canzoni ci mostrano è che se non credi nel tuo, di amore, come puoi credere in quello dell'altro? Sono solo bisogni disperati, d'amore a qualsiasi costo, a rimarcare che si è sempre soli. E chi stende queste pagine appare come un puro deluso dal mondo, un mite che fantastica, come è regola della letteratura, un poeta che si mette a nudo.

 Articolo letto 3138 volte


Pagina stampabile