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Recensioni
Pubblicato il 19/02/2012 alle 15:33:14
1981 è il titolo dell’album di un interessante terzetto newyorkese chiamato Elsewhere
di Emanuele Gentile
Questi Elsewhere accontentano più audience. C’è l’amante del rock e basta. C’è l’amante del punk. C’è l’amante della new wave. C’è l’amante del rock underground. C’è l’amante di un certo hard rock.

Andiamo bene… Ora dovremo avere a che fare anche con il progressive punk! Cerco di spiegarvelo terra terra. Dico il progressive punk. Prima di tutto, non so quando si è originato lo stilema. Ad occhio e croce in questa decade. Il lato progressive dovrebbe risiedere nel fatto che si protende a una cura piuttosto accentuate degli arrangiamenti. Rush docent! Mentre il lato punk rappresenterebbe il mood. Un mood forte. Aggressivo con moderazione. Un’energia epidermica sempre presente. Ecco per sommi capi cos’è il progressive punk. A me di questa ennesima definizione non è che me ne freghi più di tanto. Solo dovere di cronaca.

Venendo agli Elsewhere. Il gruppo vanta una discreta notorietà sulla east coast per via di un’intensa attività promozionale. Hanno già all’attivo alcuni album. “1981” è l’ultimo in ordine cronologico. E’ una band che ha un background molto variegato. Che non vuole essere costretta in un genere specifico. Questa caratteristica la si avverte – in bella evidenza – nel succitato album. Si nota che gli Elsewhere vogliano sperimentare in ogni direzione. Non sono per le soluzioni monotematiche. Tutt’altro! Accettano la sfida di mettersi in gioco e ci riescono con risultati più che accettabili.

L’album “1981” è un album bello per parecchi motivi. Il booklet a forma di digipack è davvero piacevole. La grafica è molto curata. Quell’azzurro chiaro è indovinato. Naturalmente tutto il lavoro che si è compiuto per produrre una release di un certo tipo è di livello decisamente superiore alla media. Il gruppo ha avuto a disposizione un signor studio di registrazione. Il che ha permesso loro di ottenere un sound molto convincente. Nessuna sbavatura. Si nota che il mixing e la post-produzione sono stati effettuati con perizia. Tutto suona come dovrebbe. Il suono in sé e come somma delle varie linee di suoni registrati. Il suono esce forte, vibrante, elettrico e molto ben orchestrato. Forse neanche le major riescono a produrre album così…

Questi Elsewhere accontentano più audience. C’è l’amante del rock e basta. C’è l’amante del punk. C’è l’amante della new wave. C’è l’amante del rock underground. C’è l’amante di un certo hard rock. In breve, gli Elsewhere hanno quella capacità di riunire sotto un medesimo ombrello la composita famiglia del rock contemporaneo. E francamente si tratta di una bella pagina di rock contemporaneo. Nessun limite. Nessun confine. Solo rock. In fondo, it’s only rock’n’roll…

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