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Recensioni
Pubblicato il 03/07/2012 alle 21:12:11
Con Sub Terra edito da Tsunami Edizioni si parte alla riscoperta dell’età d’oro del rock estremo italiano
di Emanuele Gentile
Lodevole lavoro da topo di biblioteca…oups…di negozi di dischi del collega Eduardo Vitolo che ci invita a un viaggio emozionante alle fonti della scena estrema italiana. Un viaggio sviluppato con una trama da romanzo.

Quando ho ricevuto la copia omaggio di “Sub Terra” mi è venuta una fitta al cuore. Qualche furtiva lacrima ha persino increspato il mio viso, oramai invecchiato, di metalbanger di lungo corso. E’ come se si fosse messo in moto un meccanismo di “recherche du temps perdu” e all’improvviso i suoi protagonisti si manifestassero innanzi ai miei occhi. Vivi e vegeti. Splendenti e vigorosi. Non è certamente facile per me vergare la recensione del libro “Sub Terra” poiché con la mia fanzine Metal Mania e attraverso la mia collaborazione con Grindzone ho seguito passo passo l’evoluzione della scena metal nazionale. Questo dal 1983 in poi!

“Sub Terra” edito dalla Tsunami Edizioni di Milano è un lodevole lavoro da topo di biblioteca…oups…di negozi di dischi del collega Eduardo Vitolo che ci invita a un viaggio emozionante alle fonti della scena estrema italiana. Un viaggio realizzato con dovizia di particolari e sviluppato con una trama da romanzo. Il romanzo dell’heavy metal italiano! Come non lo avete mai conosciuto. Un romanzo che non è la solita storiografia di discografie e di gruppi musicali “sic et simpliciter”. E’ il romanzo di tanti ragazzi che sul finire degli anni settanta vollero fortemente testimoniare il loro viscerale amore per la musica senza ipocrisie e calcoli da subdoli uomini di marketing. Una testimonianza che si può definire esemplare proprio perché sciolta da qualsiasi dietrologismo di facciata.

Il pregio del libro è quello di parlare di tutto un movimento riuscendo ad equilibrare in maniera encomiabile i fatti molto conosciuti a quelli meno noti. Il risultato è un lavoro contraddistinto da grande completezza filologica. Nulla è lasciato al caso. Ogni dettaglio è opportunamente valutato e collocato all’interno di un puzzle che ci restituisce uno dei periodi più fervidi della storia del rock italiano. E non solo italiano. E’ stato per me un tuffo al cuore leggere i nomi delle fanzine dell’epoca oppure i nomi dei gruppi che allora portavano alto con onore il nome dell’heavy metal italiano nel mondo. Non ho voluto fare nomi perché ogni gruppo è stato importante. Insomma un periodo particolarmente facondo con gruppi che hanno fatto scuola anche all’estero. Il libro è impreziosito di interviste, spot dedicati e capitoli riguardanti le varie realtà regionali. Perché cari miei lettori il movimento heavy metal italiano dal 1977 al 1998 coinvolgeva davvero l’intero territorio nazionale. Un movimento supportato da poche emittenti radiofoniche, da un manipolo di ardimentose fanzine, da etichette quasi artigianali e da un amore sconfinato per ciò che si stava facendo.

Quanta differenza con il presente. Attualmente la scena heavy metal italiana ha perso del tutto i caratteri fascinosi e anarchici di quel periodo. I gruppi di oggi sembrano più interessati a ripercorrere vie già intraprese piuttosto che a cercare di affermarsi come musicisti in possesso di una vera e propria identità. I gruppi e i musicisti di oggi sono ossessionati dai social network che hanno banalizzato e reso noioso l’heavy metal nazionale. A parte naturalmente alcune felici eccezioni. “Sub Terra” è un prezioso contributo a non lasciare depauperare un patrimonio culturale e musicale dall’incomparabile bellezza espressiva. Un patrimonio culturale e musicale che dovrebbe essere maggiormente tutelato perché è la nostra storia. E la storia è di tutti noi.

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