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Pubblicato il 16/09/2012 alle 03:54:27
Beppe Carletti: vi racconto il Terzo Tempo dei Nomadi
di Antonio Ranalli
Il 2012 è sicuramente un anno chiave per la storia dei Nomadi. L’arrivo del nuovo cantante Cristiano Turato sembra aver dato nuova linfa alla band del fondatore Beppe Carletti che presenta Terzo Tempo in tutti i negozi da martedì 18 settembre.

Il 2012 è sicuramente un anno chiave per la storia dei Nomadi. L’arrivo del nuovo cantante Cristiano Turato sembra aver dato nuova linfa alla band del fondatore Beppe Carletti che presenta Terzo Tempo in tutti i negozi da martedì 18 settembre.

Si tratta del primo album di inediti (prodotto dagli stessi Nomadi e distribuito dalla Artist First) da tre anni a questa parte, e che fa da preludio ad un importante tour che prenderà il via il 10 novembre dall’Auditorium Conciliazione di Roma, con tappe nelle principali città italiane e soprattutto con una capatina all’estero: per la prima volta, infatti, i Nomadi suoneranno a Londra e Bruxelles, mentre torneranno in Svizzera, in quel di Locarno. Negli ultimi mesi, accanto alla registrazione dell’album, il gruppo è stato impegnato in un vero e proprio tour de force: tanti concerti, il grande lavoro svolto da Beppe Carletti con Marco Barbieri nella realizzazione del “Concerto per l’Emilia”, che lo scorso 25 giugno ha radunato a Bologna alcuni grandi artisti della musica italiana per un grande evento di solidarietà in favore dei terremotati dell’Emilia Romagna, e poi la prima capatina internazionale dell’anno, in Grecia, dove il gruppo ha suonato ad Atene, davanti a 50 mila persone, con l’artista greco Lavrentis Machairistas, che ha tradotto per il mercato greco alcuni brani dei Nomadi. Per fare un paragone calcistico i Nomadi, dopo anni di onorata carriera, con “campionati” che li hanno visti sempre protagonisti in zona Uefa, hanno finalmente ottenuto la loro “Champions League”.

Allora Beppe, finalmente un nuovo album di inediti dei Nomadi. Terzo Tempo” è un titolo quanto mai azzeccato...
I Nomadi hanno scelto un titolo volutamente carico di significati per il nuovo album. Questo disco esce a tre anni di distanza dal precedente lavoro di inediti e apre una nuova pagina musicale per la nostra storia. Per i Nomadi questo è il tempo di una nuova dimensione e di cambiamento che trae linfa dal vissuto, per guardare in faccia al futuro con grinta e speranza. Un lavoro che sprigiona ritmo, energia, freschezza e nello stesso tempo mantiene fede alla canzone di contenuto sociale. Quanto al titolo l’ho pensato ancora prima di scegliere le canzoni. Il brano “Terzo tempo” è infatti nato successivamente. E’ un “terzo tempo” anche per l’amicizia.

In “Terzo Tempo” i Nomadi si presentano con il nuovo vocalist Cristiano Turato, che abbiamo avuto occasione di conoscere lo scorso febbraio a Novellara, dove è stato presentato nel corso del tradizionale “Nomadincontro – Tributo ad Augusto”. Ascoltato il disco e visti i vostri recenti concerti, si può dire che Cristiano Turato dà una nuova impronta ai Nomadi, con un timbro ed uno stile completamente differenti dai precedenti cantanti.
Chi si aspettava una voce che ricordasse o Augusto o Danilo penso sia rimasto deluso. Invece Cristiano è proprio quello che cercavamo. Innanzitutto è molto rock, cosa che lo integra perfettamente con Massimo Vecchi (bassista e cantante, nda), che ha il rock nel suo Dna. I Nomadi volevano riprendersi la loro parte rock. Abbiamo avuto la consapevolezza e la forza di cambiare, ma non di stravolgere il nostro percorso. Ci siamo rimessi in gioco, senza dormire sugli allori… Credo che Cristiano darà una nuova impronta ai Nomadi e farà bene a tutti noi. Nell’immediato qualcuno potrà storcere il naso, ma con il tempo penso che anche i più scettici si potranno ricredere.

Il singolo che avete scelto per il lancio di “Terzo Tempo” è “Ancora ci sei”. Come mai questa scelta?
“Ancora ci sei” è il brano che dà proprio l’idea del cambiamento. Sicuramente è anche un po’ rischioso. Ma come ha detto Cristiano, che ha scritto il testo, il brano mette in evidenza il punto di vista di un bambino, che parla in prima persona. E’ quel bambino che c’è sempre dentro di noi. E’ stato giusto scegliere questo brano come lancio dell’album. Sicuramente altri brani del disco potevano essere più riconducibili ai Nomadi. Come “Non avrai”, che apre il disco, che è un brano di grande impatto.

Un altro brano che mi ha incuriosito è “Tarassaco”.
E’ una canzone d’amore molto semplice. Anche in questo caso il testo è di Cristiano, che qui dimostra tutte le sue doti canore perché, a mio giudizio, è uno dei brani tecnicamente più difficili dell’album, nonostante sia una canzone d’amore molto dolce. In ogni nostro CD c’è un brano con pianoforte e violino. Questa volta ci troviamo davanti ad una melodia più difficile, ma viene fuori un brano di grande intensità. E credo che questa sia tra quelle dell’album che rimarranno a lungo nel nostro repertorio dal vivo.

Il disco si chiude con “Addormentato ma non troppo”. Questo è il brano tipicamente nomade, dove non abbandonate il vostro impegno sociale.
Questa canzone è Nomade al 100%. E’ cambiata solo la voce. Ma il modo di essere e di fare è rimasto lo stesso dei Nomadi. Per certi versi si potrebbe dire che Cristiano è un cantante più moderno, ha un’altra identità, e questo mi piace molto.

In questo disco tutti i componenti del gruppo partecipano alla stesura di musica e testi. Questo dimostra una grande sintonia tra voi?
C’è una coralità molto grande. Questo mi piace molto e ci fa stare tutti uniti. Tutti sono presenti e partecipi nella realizzazione dell’album. Questo è molto bello.

A breve tornerete di nuovo ad esibirvi dal vivo. La scorsa estate ci sono stati alcuni concerti di rodaggio, dove però oltre a Cristiano c’erano le vocalist Cristina Montanari e Monica Magnani. Quello che sta per iniziare che tour sarà? Chi troveremo sul palco?
Si parte in sei, i componenti che sono sul disco, ovvero Cristiano, Cico, Daniele, Massimo, Sergio e il sottoscritto. Questa estate sono stati fatti degli esperimenti per far crescere Cristiano e dargli un po’ più di libertà. La risposta del pubblico è stata più che positiva. Cristiano è entrato nel cuore di molti fans, anche perché canta con il cuore, va dentro le parole e riesce a trasmettere emozioni.


Si può dire che, nonostante il fisiologico momento di organizzazione tra l’addio di Danilo Sacco e l’arrivo di Cristiano Turato, in questi mesi ai Nomadi sono successe cose incredibili. Innanzitutto, ho letto che a breve andrete a suonare per la prima volta a Londra e Bruxelles, e tornerete anche in Svizzera a Locarno. Che cosa puoi dirci di più?
C’è stata questa richiesta da parte dei promoter internazionali. Se c’è stata questa richiesta evidentemente c’è un pubblico in questi paesi che vuole ascoltare dal vivo i Nomadi. In Svizzera andiamo spesso, però andare a suonare a Londra è sicuramente il sogno di una vita. Una cosa cui tengo è che, da quanto leggo dai resoconto che arrivano dalla Siae, ci sono alcune nostre canzoni che vengono suonate spesso all’estero. Inoltre, quest’anno l’avventura europea ha avuto già una prima tappa, lo scorso maggio, in Grecia. Abbiamo suonato ad Atene con Lavrentis Machairistas, che ha già tradotto per il mercato greco “Dove si va” e che presto realizzerà altre nostre canzoni nella sua lingua. Inoltre, c’è già richiesta per ritornare ad Atene per fare un nuovo concerto.

Altra curiosità. Il vostro tour invernale per la prima volta partirà, il prossimo 10 novembre, da Roma. Si può dire che questo 2012 vi riserva davvero tante sorprese…
Si, è la prima volta che partiamo da Roma. Questo anno è davvero incredibile. Siamo partiti a febbraio da Novellara. Dopo una settimana è arrivata la mail da Atene. Poi il grande concerto di Bologna. Poi siamo andati a suonare ad Atene. A breve ci sarà il grande concerto “Italia Loves Emilia” al Campovolo di Reggio Emilia e poi le date all’estero. In tutta la mia vita da musicista non mi sono mai capitate così tante cose come quest’anno. C’è da essere soddisfatti. Del resto andare a far sentire la tua musica a Londra, in un paese che ha dato i natali ai più grandi artisti del rock, non è una cosa da tutti i giorni.

Con il “Concerto per l’Emilia” avete raccolto oltre 2,5 milioni di euro. Come Nomadi siete stati impegnati in prima linea anche per il terremoto in Abruzzo, che ha distrutto la città dell’Aquila. In Emilia Romagna la ricostruzione sembra andare più veloce rispetto all’Abruzzo. Che idea ti sei fatto?
Proprio ieri (sabato 15 settembre, nda) abbiamo consegnato l'incasso del “Concerto per l'Emilia”: 1 milione 189.896 euro per sostenere la ricostruzione degli ospedali di Carpi e Mirandola, in provincia di Modena. I cantieri sono stati già aperti ed entro fine mese i lavori nei due ospedali saranno terminati, così da permettere di riattivare ad ottobre tutte le funzioni sanitarie. Anche per l’Aquila ci siamo impegnati, raccogliendo nei nostri concerti fondi da destinare a borse di studio in favore degli studenti. Certo, non mi spiego come mai in Emilia Romagna, dove il terremoto c’è stato di recente, i lavori in alcuni casi sono stati già avviati ed ultimati, mentre all’Aquila ancora no.

Il prossimo anno i Nomadi festeggeranno 50 anni di carriera. Avete già pensato alle celebrazioni per questo grande traguardo?
Non ancora. Adesso abbiamo il nuovo album e i concerti. A gennaio però inizieremo a pensare a come festeggiare insieme ai nostri fans i 50 anni dei Nomadi.

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