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Interviste
Pubblicato il 01/10/2012 alle 11:12:53
Un vero music maker: con noi Mario Lavezzi, storicamente con Camaleonti, Flora, Fauna e Cemento, Il Volo...
di Patricia Cuttingham
Un passato importante ed una sua attualita' forte. Tra i giovani artisti apprezza Tiziano Ferro, Modà, Alessandra Amoruso, Emma, Mengoni, Noemi. L’industria discografica di un tempo non esiste più: Mario Lavezzi ci invita percio' a riflettere.

Un passato importante ed una sua attualita' forte. Tra i giovani artisti apprezza Tiziano Ferro, Modà, Alessandra Amoruso, Emma, Mengoni, Noemi. L’industria discografica di un tempo non esiste più: Mario Lavezzi ci invita percio' a riflettere.

Mario Lavezzi e' nato a Milano, l' 8 Maggio 1948: nel panorama italiano, raramente si trova un professionista musicale con tanta esperienza. A noi e' bastato contattarlo, dimostrandoci cosi' anche la sua disponibilita'...

Mi ha molto incuriosito il suo disco del 2009, intitolato A più Voci (Sony Music) che raccoglie il meglio delle collaborazioni del music maker con i più grandi artisti italiani ed internazionali. C'è anche un super-gruppo con Steve Lukather, Frank Gambale e Lee Ritenour che accompagna Eros Ramazzotti e Lavezzi in Insieme a te sto bene.

Bentrovato caloroso a Mario Lavezzi. Vista la tua invidiabile carriera come ti piacerebbe esser definito? Un cantante passato alla produzione?
Nel 1984 mi è stato assegnato da TV Sorrisi e Canzoni il Telegatto come “Music Maker” un termine che è complicato tradurre in italiano, ma che esemplifica un musicista a tutto campo. Compositore, Produttore, Cantautore, Chitarrista, ecc.

Un vecchio saggio con tanto esperienza musicale, pronto per i giovani?
Per essere pronto ad occuparsi di giovani non basta l’esperienza è necessario un continuo aggiornamento attraverso la ricerca e la comprensione di linguaggi attuali. In questo mi aiuta anche il fare attenzione a ciò che ascoltano i miei due figli di 24 e di 21 anni. Considerando che tra il loro repertorio, oltre a Emis Killa, Fabri Fibra, Club Dogo e altri rapper c’è anche molta musica del passato che va dai Beatles, Battisti, De Andrè, ecc.

Qual'e' l'ultimo concerto che hai visto che ti ha veramente colpito positivamente?
L’ultimo concerto di un artista straniero che mi ha riproiettato in una qualità musicale di cui mi ero scordato è stato quello di Stevie Wonder, che ho rivisto circa 3 anni fa. Un vero manuale di tecnica vocale, feeling e maestria. Nulla a che vedere con la musica prevalente che ascoltiamo oggi. Di concerti italiani mi è piaciuto quello di Fiorella Mannoia, fondato su una bella idea, ottimi musicisti, belle coreografie e una grande energia.

C'e' invece qualche artista che ritieni un bluff? O un disco che non capisci come mai abbia avuto cosi' tanto successo?
Ultimamente non ce né solo uno, penso che molta della musica “che gira intorno” sia mediocre. Ma fortunatamente ci sono anche artisti di spessore - tralasciando “quelli storici” - delle nuove generazioni citerei Tiziano Ferro, I Modà, mentre tra quelli provenienti dai Talent :Alessandra Amoruso, Emma, Mengoni, Noemi.

Il nostro diretur Giancarlo Passarella ci racconta di come sia difficile imbattersi in produttori artistici che conoscono veramente le 7 note: e' cosi' anomala la vostra categoria? A cosa si e' voluto riferire?
La nostra categoria è sicuramente anomala, anche perché non è riconosciuta giuridicamente. Del resto nel nostro paese non esiste una legge sulla musica e questo finisce per essere un danno per tutti gli operatori del settore. Esistono produttori che non conoscono le 7 note, ma hanno grande intuito, uno degli esempi è Claudio Cecchetto. Ma altrettanto esistono quelli con una grande preparazione tecnica e professionale attraverso la quale ottengono ottimi risultati. Poi ci sono gli improvvisati, ma questi ci sono in tutti i settori e a parte qualche eccezione o colpi di fortuna, ricavano ben poco.

Ma e' cosi' diversa la discografia attuale da quella dei tuoi esordi? E perche'?
Un abisso!! Nasceva tutto allora. La spinta e l’energia la si riceveva dal fermento sociale che esisteva i quegli anni che rappresentavano il riscatto delle nuove generazioni che esigevano una rottura con il passato e si inventavano nuovi costumi che hanno influito profondamente su tutti i settori, dalla musica, all’arte figurativa, la letteratura, il cinema, la moda, il design ..etc etc

Qualche ricordo sulla tua collaborazione con i Camaleonti e con i Flora, Fauna e Cemento...
Recentemente ho allestito un nuovo spettacolo che s’intitola L’amore è quando c’è, come il mio ultimo lavoro discografico, in cui racconto una storia che va dai tempi dei Camaleonti ad oggi. Passando dalla Flora Fauna e Cemento, Battsiti, Il Volo, Bertè, Mannoia, Oxa, Vanoni, Alexia, ecc. E’ un po’ la storia in musica della mia vita ed è una soddisfazione vedere che questo effetto memoria riscuote un notevole consenso. I Camaleonti sono stati la mia prima vera esperienza professionale, quando avevo solo 18 anni e I Flora Fauna e Cemento rapresentano il periodo di evasione vissuta nell’epoca Hippy.

.... e cosa ci dici di Mogol, Anna Oxa, Fiorella Mannoia o di Loredana Berte'? Come e quando ci hai lavorato assieme?
La mia prima collaborazione con Mogol è stata nel ’68 quando abbiamo scritto Il primo giorno di primavera per i Dik Dik che lui produceva insieme a Battisti. E dopo tanti ancora collaboriamo, tanto che nel mio ultimo album ci sono 6 canzoni scritte con lui. Loredana è stata la mia prima esperienza in qualità di produttore che mi ha arricchito sotto tutti i punti di vista. Teocoli dice che grazie a quella esperienza mi sono venuti i capelli bianchi a 27 anni!!! A parte gli scherzi, la produzione di Loredana è stata davvero costruttiva, anche perché Loredana era ed è un vulcano di idee. Altrettanto con Anna e Fiorella, anche se in modi diversi, sono nate collaborazioni che hanno dato ottimi risultati oltre ad essere state un utilissima crescita professionale.

Riesce il Mario Lavezzi uomo ad avere ogni tanto il sopravvento sul Mario Lavezzi musicista? Quali gli spazi familiari che riesci a ritagliarti?
Sinceramente non sono mai riuscito a scindere la vita privata da quella professionale e credo che sia naturale e giusto così. Anche perché il creativo se vive la propria attività con passione, cerca in tutto ciò che fa durante la propria esistenza lo spunto per un’idea.

Il mondo progressive italiano adora e colleziona un disco come quello de Il Volo: chi eravate e cosa avevate in mente?
Come dicevo precedentemente... Il volo nasceva nel periodo dell’impegno, gli anni di Kennedy, Martin Luther King, Bob Dilan, John Lennon, anni in cui dove bisognava schierarsi e anch’io e Radius abbiamo sentito questa esigenza. Io sciolsi gli Flora, Fauna e Cemento e Radius la Formula Tre ... così insieme a Gabriele Lorenzi, Vince Tempera, Gianni Dall’Aglio e Bon Callero fondammo Il Volo. Esperienza durata solo due album ma molto intensa e formativa. Fu in quel periodo che conobbi Loredana Bertè.

Infine la domanda che puo' sembrare scontata: cosa c'e' da cambiare nella discografia musicale attuale e soprattutto cosa consigli a chi e' giovane e vorrebbe fare la tua professione?
L’industria discografica di un tempo non esiste più, in quanto non esiste più il mercato che ne giustifichi l’esistenza. Le nuove tecnologie hanno cambiato radicalmente il modo di consumare la musica. Il Cd è un supporto ormai obsoleto che tra breve tempo sarà ritento alla stregua dei vinile, un oggetto per amatori. In oltre siamo in un paese in cui, come risulta da indagine fatta da un’autorevole rivista americana, il 95% degli scaricamenti di contenuti frutto dell’opera dell’ingegno è illegale. E ancora abbiamo persone, compresi parlamentari, che ritengono che sia giusto così e che la musica debba essere gratuita. Ci sarebbe da chiedere loro come la penserebbero se il lavoro che svolgono non fosse retribuito. Il danno conseguente prodotto da tutti questi fenomeni lo subiscono soprattutto i giovani, sui quali l’industria, non avendo più risorse economiche sufficienti, non investono più. Accontentandosi e rincorrendo affannosamente San Remo e i talent. E’ un’amarissima realtà dalla quale si deve uscire, anche se ancora nessuno sa in quale modo...

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