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Pubblicato il 08/02/2013 alle 19:26:04
Multiplex World (Xtreem Music)
di Emanuele Gentile
La spagnola Xtreem Music rende finalmente disponibile il materiale di una leggendaria deathcore band giapponese: i Multiplex

A me piace spesso parlare del passato non in termini nostalgici, ma perché mi sembra giusto che chi ascolta oggi musica sia in grado di conoscere cosa succedeva 5, 10 anni prima. Anche di più. Infatti, reputo importantissimo che oltre al semplice ascolto ci sia anche una vera cultura musicale. Ossia una conoscenza più o meno approfondita di cosa succede e di ciò che è successo. Ciò comporta pertanto un ascolto più consapevole e preciso. Non influenzabile dalle mode. Ascolto consapevole che permette di storicizzare i fenomeni musicali e, di conseguenza, inserirli in ben determinati ambiti storici. Ma c’è questa cultura musicale? Visto come stanno andando le cose mi permetto di avanzare forti dubbi in merito.

Comunque sia accogliamo con grande piacere la riproposizione del materiale dei giapponesi Multiplex grazie alla meritoria opera della label spagnola Xtreem Music. Il gruppo nasce nel 1990 sotto differente nome: Asphyxia. I Multiplex si avvalevano di una formazione a tre con il batterista che fungeva da cantante. Allora il gruppo era molto influenzato da Carcass, Fear Factory, Godflesh e Terrorizer. Quasi subito i Multiplex diventano un gruppo di punta della scena estrema giapponese in virtù di un’intensa attività di tape-trading e di partecipazione a un numero imprecisato di compilation che si muovevano in ambito death, hardcore e grind. Le cose potevano andare meglio, ma problemi di formazione spinsero il gruppo a cessare del tutto la propria attività nel 1996.

Perché i Multiplex vengono considerati un gruppo che bisogna ricordare? Per il semplice motivo che hanno dato vita a un genere piuttosto originale frutto di un lavoro di sintesi fra differenti generi musicali. Mi riferisco al grind, al death, all’hardcore e pure all’industrial. E la cosa funzionava. Nel senso che la selvaggia carica hardcore accompagnata da un intenso riffing death dava quel tocco di originalità a una musica che è violentissima e complicata allo stesso tempo. Inoltre, i Multiplex mai cadono nel rumore fine a sé stesso. Dietro c’è sempre un mood particolare che li spinge a creare vere e proprie canzoni e non semplici geremiadi sonore. Insomma, i Multiplex sanno suonare!

“World” è una gemma preziosa del passato che deve essere ascoltata perché spesso le cose migliori dal punto di vista musicale sono state prodotte da gruppi che non sono mai assorti alla notorietà più manifesta. Spesso si tratta di gruppi che sono vissuti nella scomoda dimensione dell’underground. Underground che significa sì libertà di espressione, ma – e purtroppo – scarsissime possibilità di fare di più. Ma forse è meglio così. Se tutti i gruppi arrivassero alla fama la musica tenderebbe a diventare noiosa. E non credo che a noi piacerebbe una situazione di questo genere. O sbaglio?

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