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Pubblicato il 25/09/2013 alle 17:31:25
Ritratto di Anna Magnani: la tempesta e la quiete. Gli omaggi in occasione del 40° anniversario dalla scomparsa
di Pippo Augliera
Quest’anno, esattamente il 26 settembre, ricorre il 40° anniversario dalla scomparsa di Anna Magnani, attrice di teatro e di cinema, considerata tra le più grandi in Italia e nel mondo. Per l’occasione, un ritratto su di lei e gli omaggi in TV.

Quest’anno, esattamente il 26 settembre, ricorre il 40° anniversario dalla scomparsa di Anna Magnani, attrice di teatro e di cinema, considerata tra le più grandi in Italia e nel mondo. Per l’occasione, un ritratto su di lei e gli omaggi della Rai e di Sky Cinema Classics.

Nata nel marzo del 1908, si forma artisticamente all’Accademia e comincia ad affermarsi nel teatro di rivista. Debutta nel cinema con una particina ne “La cieca di Sorrento” del 1934 ma è il regista Vittorio De Sica che le da il modo di mettersi in mostra nel ruolo della cabarettista in “Teresa Venerdì”(1941).

Inizia così una strepitosa carriera che porterà sia la critica che il pubblico a considerarla l’attrice simbolo del cinema italiano del dopoguerra, quello della ricostruzione e del riscatto, capace di comicità e di profonda drammaticità.

Di lei gli italiani, da più di mezzo secolo, hanno nella mente, negli occhi e nel cuore la scena del film di Roberto Rossellini “Roma città aperta” in cui lei viene uccisa mentre urla, in quella corsa disperata dietro il camion tedesco nel quale è rinchiuso il suo uomo, una grande interpretazione da farle meritare il suo primo Nastro d’argento.

Il film culto, interpretato anche da Aldo Fabrizi, viene programmato su Rai3 proprio il 26 settembre in prima serata. Rai 1 la ricorderà nei prossimi giorni con uno speciale all'interno di Uno mattina alle 9,15 circa con la presenza di Giancarlo Governi e Caterina D'Amico, figlia di Suso Cecchi D'Amico.

I personaggi caratterizzati dal suo temperamento focoso e passionale, ma capaci anche di toccanti e imprevedibili dolcezze, le si addicevano in modo perfetto, a volte improvvisava sul momento, andando al di là del copione. Come accade nell’episodio “La voce umana”, all’interno del film “L’amore” del 1948, nel quale Nannarella, chiamata affettuosamente così, si cimenta con impressionante bravura nella veste di una donna abbandonata dall’amante, in un soliloquio telefonico appassionato e angoscioso.

Nel 1951 ottiene il secondo Nastro d’argento con un altro grande ruolo in “Bellissima” di Luchino Visconti: quello di una madre abbagliata da miti facili che versa le sue illusioni e sogni infranti su una impossibile carriera cinematografica di sua figlia.

E’ la prima attrice italiana a ricevere il Premio Oscar per “La rosa tatuata” con Burt Lancaster nel 1955, gli anni seguenti la vedono protagonista di stupende pellicole come “Nella città l’inferno”, nella vigorosa caratterizzazione di una detenuta, e “Risate di gioia” nel quale il regista Mario Monicelli la mette nuovamente a fianco del suo vecchio compagno di teatro Totò.

Partecipa nel ’62 ad un film di Pasolini “Mamma Roma”, riuscito in parte per una conflittualità tra queste due grandi personalità. Negli anni ’60 prende le distanze dal cinema e si dedica al teatro, interpretando “La lupa” di Verga, diretta da Franco Zeffirelli, e “Medea”, trionfando su tutti i più grandi palcoscenici d’Europa.

Il commiato, a livello cinematografico, straziante e bellissimo, è affidato ai pochi secondi in cui appare nella sua travolgente e intensa espressività in “Roma” di Federico Fellini.

E si aggiungono i quattro film per la televisione girati tra il ’71 e ‘73 : uno su tutti “La sciantosa” con Massimo Ranieri e la sua commovente versione di “O ‘surdato ‘nnamurato” davanti ai soldati feriti in guerra.

La sua morte, avvenuta nel 1973, chiude un’epoca su un passato legato al suo meraviglioso volto, che sembrava non appartenerci più. Per cui fa piacere che sia stata ricordata pure in occasione del centenario dalla nascita (nel 2008) con spettacoli, mostre fotografiche e rassegne cinematografiche. La sua immagine intensa e sofferta è comparsa su francobolli emessi dalle Poste italiane ed è stata coniata una moneta speciale da cinque euro, con il suo ritratto su un lato e sull’altro un’immagine di “Roma città aperta”.

E’ stata ristampata la sua biografia “Nannarella”, già uscita nel 1981, impreziosita da nuovi documenti e testimonianze, che narra i suoi amori drammatici, esclusivi, travolgenti; i suoi dolori laceranti, le sue gioie sfrenate, le sue improvvise voglie di giocare e il suo drammatico disincanto.

Luca Magnani, il figlio, la ricorda così: ‘Mia madre era una persona molto raffinata, amava le cose belle, aveva buon gusto. E insieme era semplice, schietta, sobria. Quando andavamo in giro per Roma, c'erano il vetturino o il tassista che la apostrofavano, "Nannarè, come va?", come se parlassero alla vicina di casa. Lei rispondeva, "Ciao nì", e iniziava un dialogo che durava per tutto il tragitto. Questa era mia madre. Magnani the magnificent, come la chiamò Bette Davis’.

A quarant'anni di distanza, a far rivivere l’indimenticabile Nannarella è Lidia Vitale: l’attrice romana porta in scena lo spettacolo, intenso e coinvolgente, “Solo Anna”, scritto da Franco D’Alessandro e diretto da Eva Minemar.

La Mediateca Regionale Pugliese la omaggia con la proiezione alle 13,30 del documentario del regista belga Chris Vermorcken “Io sono Anna Magnani” (2001). Venerdì 27 settembre, alle 13,30 sarà invece proposto il film “La vita è bella” (1943) diretto da Carlo Ludovico Bragaglia, con una giovanissima Magnani in versione cantante insieme con Alberto Ravagliati ed un esordiente Carlo Campanini, uno dei protagonisti del cinema dei “telefoni bianchi” (ingresso gratuito).

Il Napoli Film Festival la ricorda con la proiezione dei tre film che la portarono a vincere l'Oscar ("La rosa tatuata", la Coppa Volpi ("L'onorevole Angelina"), e il Nastro d'argento ("Bellissima"). Una maratona, a partire dalle 17.30, intervallata da un intervento del critico Valerio Caprara.

Se dopo tanti anni si parla ancora di Anna Magnani è perché è stata l'attrice simbolo del cinema italiano del dopoguerra, contrassegnato dalla voglia di ricostruire, e una delle più grandi di tutti i tempi, capace di una irresistibile comicità e grande pathos, con la sua risata fragorosa, a volte scherzosa, e contagiosa: la risata di Nannarella.

Tutto questo, a conferma che la sua forza interpretativa e la sua personalità, impulsiva e fuori dagli schemi, sono diventate ormai parte del Dna di noi italiani, patrimonio artistico di tutta una nazione.


Sky Cinema Classics, in occasione del 40° anniversario dalla scomparsa, il 26 settembre 2013, omaggia Anna Magnani con una programmazione speciale:

ore 10.30 – “Pelle di serpente” (The Fugitive Kind, USA, 1959, Drammatico, durata 119′)
ore 12.30 – “Abbasso la miseria!” (1945, Commedia, durata 90′)
ore 13.55 – “Abbasso la ricchezza!” (1946, Commedia, durata 93′)
ore 15.30 – “Made in Italy” (Italia/Francia, 1965, Commedia, durata 132′)
ore 17.45 – “Molti sogni per le strade” (1948, Commedia, durata 90′)
ore 19.20 – “L’onorevole Angelina” (1947, Commedia, durata 82′)
ore 21.00 – “Mamma Roma” (1962, Drammatico, durata 114′)
ore 22.50 – “Il bandito” (1946, Drammatico, durata 87′)

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