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Notizie
Pubblicato il 10/10/2013 alle 19:04:31
Il nostro saluto a Paolo Morelli voce e anima degli Alunni del Sole
di Pippo Augliera
Paolo Morelli, leader del gruppo Gli Alunni Del Sole, se ne è andato in silenzio, senza fare rumore. Il suo cuore non ha retto proprio quando c’erano nell’aria i segni concreti del ritorno delle sue poesie in musica.

Paolo Morelli, leader del gruppo Gli Alunni Del Sole, se ne è andato in silenzio, senza fare rumore. Il suo cuore non ha retto proprio quando c’erano nell’aria i segni concreti del ritorno delle sue poesie in musica.

‘Le canzoni sono pezzi d’anima sparsi nel tempo, ognuna è un momento che si ferma, una lunga storia. Si cambia lo scenario, cambiano i tempi, ma la dolce malinconia è l’ispirazione che trasforma dei versi che in musica diventano emozioni. Sono legato idealmente alla Bellezza, un ideale da raggiungere attraverso la musica e la poesia’.

Con queste parole di Paolo Morelli, si può tranquillamente confermare che molti brani composti da lui, sia quelli noti e quelli meno conosciuti, hanno lasciato una traccia, un ricordo una immagine. A partire dagli esordi con le delicate “Un aquilone” o “Concerto”, lanciate attraverso il programma di Renzo Arbore “Speciale per voi” di Renzo Arbore a fine anni ’60, che ospitava in ogni puntata il gruppo, che doveva il nome ad un romanzo di Peppino Marotta, composto da Bruno Morelli, Giulio Leofrigio (batteria) e Giampaolo Borra (basso).

Nel decennio successivo tocca alla raccolta “E mi manchi tanto” con la title track diventata un hit e ad album interessanti e sperimentali come “Dove era lei a quell’ora” o “Jenny e la bambola” del 1974, con lunghe suite e la bellissima “Un’altra poesia”, “Le maschere infuocate” del 1976. Non si può dimenticare il merito di avere riportato in classifica le canzoni in dialetto napoletano con “A canzuncella”, nel 1977, tratta dall’omonimo LP, diventata un classico, ripresa da altri artisti come Enrico Ruggeri e Ornella Vanoni.

L’ultima grande affermazione risale al 1978 con “Liù”, che ottiene la vittoria al Festivalbar, premiata dalle vendite, un anno dopo viene dato alle stampe un altro bellissimo e raffinato disco “Tarantè”.

Successo anche all’estero grazie anche ad altri artisti che attingono dal repertorio di questo sensibile musicista/poeta. "L'aquilone" in Brasile diventa “A pipa”, cantato da Marta Mendonza. “Quand on sera deux" è la versione francese di “A canzuncella” eseguita da Joe Dassin, in Germania, la versione tedesca è cantata da Jorgen Marcus e si intitola "Davon stirbt man nicht". Il grande Placido Domingo in Spagna, nel 1979, incide il disco "Remebering” che è la reinterpretazione in lingua inglese di "Giocattolo", canzone inserita nel lato B del 45 "Tarantè”.

Ma con l’avvento di altre mode, Paolo Morelli, proprio sul palco del Festivalbar, Morelli annuncia che avrebbe dato l’addio alle scene perché non si riconosceva più nel tipo di musica che si andava affermando, contrastante con la sua concezione del musicista come autore “poetico”.

Il gruppo si scioglie nel 1983 per riformarsi poi negli anni Novanta.
C’è da rilevare la realizzazione di un bellissimo cd, nel 1996, passato inosservato, e che meriterebbe essere riscoperto, “Di canzone in canzone”, nel quale ci sono alcuni delicati ritratti femminili: “Lena”, “Francesca”, “Rosita”. Nel 2006 viene pubblicato “E risalire il tempo”.
In tempi più recenti, la partecipazione al Premio Carosone del 2010, un doppio album "La storia... il sogno" , per metà antologico e per metà inedito, e un nuovo brano in napoletano "Na canzone” per il geatest hits di Patty Pravo.

“C’erano tutte le premesse per una ripresa artistica, con nuove convinzioni e determinazione, ma una morte dispettosa non riuscirà a spazzare via la sua arte poetica. Proprio come lui ha profetizzato, in una intervista di qualche anno fa: ‘La carriera nasce dalle ispirazioni, da un mondo interiore che è l’impulso allo scrivere. Cambia nel tempo la dimensione artistica, cambiano le mode, ma io rimango l’incantatore di canzoni che mette insieme i pezzi dei sentimenti, con la maturità di adesso che è diversa da quella delle espressioni giovanili degli anni settanta. Porzioni di romanticismo si avvertono anche nei giovani, il nostro “zoccolo duro” di fans è quello dei reduci degli anni settanta, ma ci sono anche tanti giovani che hanno riscoperto canzoni come “Concerto”, ”E mi manchi tanto”, ”Liù”.

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