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Recensioni
Pubblicato il 25/10/2013 alle 10:41:16
Al Festival d'Autunno, il fado di Margarida Guerreiro tra commozione e allegria
di Giuseppe Panella
Una giornata dedicata al fado iniziata con la conferenza "L'anima del fado" e conclusa con il concerto. Protagonista assoluta è stata Margarida Guerreiro

MARGARIDA GUERREIRO
Festival d'Autunno - XI edizione
Auditorium "G. Casalinuovo" - Catanzaro
20/10/2013

Una chitarra portoghese e una luce rossa che illumina Bruno Chaveiro, entrambi contraddistinguono la passione che emana il fado. Niente appare oltre quella visione nel buio dell’Auditorium “G. Casalinuovo” di Catanzaro, nessun altro strumento lo accompagna. Quella chitarra «che a volte sembra piangere» viene raggiunta da una voce che arriva dal nulla. Margarida Guerreiro dalla platea canta “Estranha forma de vida” mentre con cadenza lenta, pari alla sofferenza di quel brano, sale sul palcoscenico.
Con discrezione gli altri musicisti la raggiungono e tutto appare quasi come una rappresentazione, immagine stessa del fado e della visione ricevuta dal canto melodioso e malinconico della Guerreiro. E’ l’inizio del concerto inserito nell’ambito dell’ XI edizione del Festival d’Autunno, diretto da Antonietta Santacroce, vero proseguimento della conferenza mattutina che ha visto i due artisti mattatori della scena e, soprattutto, la cantante parlare del fado.
Quanti amori e quante storie appassionate vivono nel fado, nella struggente emozione che prende forma in ogni canzone di quel genere. La cantante portoghese riesce ad andare oltre unendo la “fiamma” del fado alle emozioni della nostra musica, in apparenza un esperimento che rivela quanti tratti siano comuni tra i due paesi. E per Margarida Guerreiro il rapporto con l’Italia è speciale, un legame accomunato dalla condivisione dei sentimenti della cultura del Portogallo con quella del resto del Mediterraneo.
Si sofferma tra un brano e l’altro, dialoga con il pubblico, mostra di essere una perfetta padrona di casa: accogliente e sorridente. Spiega il significato delle canzoni e racconta momenti della sua vita legati alle scelte musicali. Ma tutto ciò è solo il contorno di una serata in cui protagonista principe è la voce. E’ impossibile restare indifferenti ascoltando la voce della Guerreiro, unica e profonda, capace di catturare l’anima dell’ascoltatore e condurlo in una dimensione malinconica e vitale al tempo stesso.
Nelle canzoni eseguite in veste di cover o di brani originali del nostro repertorio, c’è tanta Italia e tanta memoria di tempi andati. Mentre esaltano le note di “E’ ou nao è”, di Amalia Rodrigues, in Italia cantata da Milva con il titolo "La filanda", lascia senza fiato l’interpretazione di “La casa in via del campo”, che nel 1978 è stata portata al successo da Franco Simone. Grande amore e rispetto per i due brani nelle interpretazioni in italiano e portoghese.
Ma il capolavoro della serata è “Dio come ti amo” di Domenico Modugno, che forse più di ogni altro è “sentito” dalla Guerreiro tanto da farle dichiarare che «è un fado italiano, mi commuove ogni volta che la canto».
Se la sua voce è strepitosa, il merito è anche del lavoro svolto da ogni singolo musicista, che ne esalta ogni più piccola sfumatura. Bruno Chaveiro, nonostante la giovane età, venti anni, dimostra di suonare come un veterano. Ogni suo tocco si trasforma in magia pura, essenza vera del suono del fado. Accanto a lui un trio di musicisti calabresi di eccelsa qualità. Salvatore Gullace, alla chitarra classica, Antonio Moscato al basso acustico, e Massimo Cusato, alla batteria, sono riusciti a entrare nell’anima del fado, dando un tocco originale ad ogni nota, ad ogni passaggio. Non si avverte la diversa provenienza dei musicisti, rispettosi delle rispettive culture e tradizioni. Diverse ma non lontane.
C’è molta sobrietà sul palco e tanta contemplazione. Le luci soffuse spostano tutta l’attenzione sulla musica. “Uma casa portugues”, “Ausente”, “Fado da muraria”, “Canto moço” sono brani che lasciano un segno importante. Così come accade durante “Cheira a Lisboa”, il cui ritornello è cantato dal pubblico coinvolto dalla cantante. All’allegria alimentata da quella canzone fa da contraltare il riconoscimento ad uno dei più bei brani del canzoniere calabrese. “Quando amuri è” dei Quartaumentata è il tributo alla nostra terra, «amata quanto quella portoghese».
Immancabile il bis. “Eu não sei quem te perdeu”, ma soprattutto la seconda esecuzione di “Dio come ti amo” sono il commosso commiato di Margarida Guerreiro, che riceve una standing ovation dal pubblico entusiasta.

(Foto di Salvatore Monteverde)

La band:

Margarida Guerriero, voce
Bruno Chaveiro, chitarra portoghese
Salvatore Gullace, chitarra classica
Antonio Moscato, basso acustico
Massimo Cusato, percussioni e batteria

Setlist:

- Intro Bruno
- Estranha forma de vida
- Lisboa à noite
- E’ ou nao è/La filanda
- Lagrima
- Barco negro
- Dio come ti amo
- La casa in via del campo
- Uma casa portugues
- Ausente
- Aì Maria
- Fado da muraria
- Cheira a Lisboa
- Quando amuri è
- Canto moço

Encore:

- Eu não sei quem te perdeu
- Dio come ti amo

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