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Recensioni
Pubblicato il 21/12/2013 alle 16:19:59
Franco Micalizzi & Big Bubbling Band – Auditorium Parco della Musica (Roma) – 20/12/2013
di Antonio Ranalli
Successo all'Auditorium Parco della Musica di Roma per Franco Micalizzi e la sua Big Bubbling Band. In scaletta temi celebri come "Trinità", "Lupin" e "Italia a mano armata", oltre ai brani del recente album "Miele".

Successo all'Auditorium Parco della Musica di Roma per Franco Micalizzi e la sua Big Bubbling Band. In scaletta temi celebri come "Trinità", "Lupin" e "Italia a mano armata", oltre ai brani del recente album "Miele".

Quando negli anni '60 e '70 il cinema italiano macinava spaghetti western, horror e polizieschi a ritmo industriale, nessuno immaginava che, a distanza di qualche decennio, quei film avrebbero conquistato gli Stati Uniti d'America e che le colonne sonore che li accompagnavano sarebbero diventate un fenomeno di culto.

Il merito della consacrazione critica di queste perfetti ingranaggi d'artigianato è di Quentin Tarantino che già in “Grindhouse” aveva inserito un pezzo della colonna sonora di “Italia a mano armata”, un poliziesco di Franco Martinelli. Una delle tante colonne sonore scritte da Franco Micalizzi, compositore tra i più prolifici, che lo scorso anno si è visto scegliere, sempre da Tarantino, anche la celebre canzone di “Lo chiamavano Trinità” inserita nel finale di “Django Unchained”.

Da diversi anni Micalizzi ha messo su una big band (la Big Bubbling Band), in cui suona anche il figlio Cristiano, ottimo batterista. Con questa orchestra ha inciso diversi album da “Cult&Colt, Cinema '70” al recente “Miele”. Proprio l’ultimo lavoro è un CD godibilissimo, che anche dal vivo mette in luce le peculiarità stilistiche delle composizioni di Micalizzi.

All’Auditorium Parco della Musica di Roma c’è un pubblico di appassionati e cultori delle soundtrack. Il compositore regala al suo pubblico autentiche perle. La serata si apre con “Stridulum Theme”, seguita da “Running To The Airport”, dal film “Il cinico, l’infame, il violento” di Umberto Lenzi. In “Bargain With The Devil” (dal film “Chi sei?”) trova posto la voce di Mikee Introna. Il primo set si conclude con “Driving To El Paso” e “Veleno” (dal precedente album).

Micalizzi, dopo aver presentato alcuni musicisti, passa ai brani del recente lavoro “Miele” che, come fa intendere il titolo, è dedicato alle donne e si pone come un lavoro più dolce e in contrasto con i temi del cinema di violenza. Si parte con la stessa title-track e con “Domina”, per poi approdare a “Giaguaro”. Ancora cinema anni ’70 con “Detecting The Boss” da “Italia a mano armata”, “Hospital Sequence” (da “Stridulum”) e “Winter In Berlin” (da “Il grande attacco”) con la voce della bravissima Morena Martini (qualcuno la ricorderà come una delle concorrenti di “Amici”).

Tra un brano e l’altro Micalizzi è anche generoso di aneddoti e ricordi. “Credo che il successo che abbiamo avuto in America dipenda da due fattori”, ha detto, “la presenza nel mondo del cinema di tanti italoamericani, molto attenti a quello che si fa in Italia e la loro ammirazione per i risultati tecnici che ottenevamo con pochissimi mezzi: secondo me il cinema fatto negli anni ’70 è paragonabile per certi aspetti al neorealismo. Ho lavorato in tanti film con Umberto Lenzi che ho perso il conto. Tecnicamente era formidabile: ricordo un inseguimento di macchine in "Napoli violenta" durante il quale si incontra un funerale. Il bello è che quel funerale era vero”.

E poi la storia di Trinità. “In quel periodo lavoravo come autore di canzoni e arrangiatore, ma il mio sogno era quello di dedicarmi al cinema”, ha ricordato Micalizzi, “Alla fine viene fuori questo film, considerato di recupero, visto che veniva girato utilizzando le scenografie di una produzione appena finita, e gli scenari western venivano girati nella periferia di Roma e in Abruzzo. Enzo Barboni, che si firmava E.B. Clucher, aveva questa storia da anni ma nessuno credeva a un western comico e senza sangue, con due attori allora poco conosciuti, Bud Spencer e Terence Hill, e men che meno c'era qualcuno disposto a scrivere la musica. Così è toccato a me. Il film è stato un successo incredibile e continua a fare grandi numeri ancora oggi. Mi ha fatto molto piacere che il mio amico Tarantino abbia deciso di utilizzare la canzone di Trinità nel finale del suo Django Unchained”. Arriva così "Trinity", che vede ancora una volta protagonista la voce di Mikee Introna: tra il pubblico scatta un applauso così spontaneo, segno del grande amore per un brano e un film decisamente epico.

Micalizzi è anche uno degli autori più citati e campionati dai rapper e dalle nuove generazioni innamorate di queste colonne sonore. Il compositore offre un esempio proponendo “Affanno” da “Roma a mano armata”, cui fa seguito “Folk And Violence” (da “Napoli violenta”). E’ sempre il poliziottesco il genere centrale della serata. In scaletta ci sono anche il tema di “Italia a mano armata”, “Jessica’s Theme” (da “Chi sei?”) e “Caccia al cinese” (da “Il cinico, l’infame, il violento”).
Si passa ad atmosfere strappalacrime con il tema del film “L’ultima neve di primavera” e con “Lupin”, il celebre valzer dell’ancora più celebre cartone animato, a suo tempo interpretato dall’Orchestra Castellina-Pasi e riproposto dal vivo con la voce di Morena Martini. Per il gran finale Micalizzi mette sul piatto “Winning Team”, il tema di “Delitto sull’autostrada”, “Big Fight” (da “Genova a mano armata”) e “Hot Spots” (da “La banda del gobbo”).

Richiamato a gran voce Micalizzi regala un ultimo bis. “Quando registravamo”, ha ricordato, “avevamo tre quattro turni. A volte capitava di terminare prima. Così, per non sprecare il tempo restante, registravamo ancora, magari improvvisando sulle battute di uno dei temi già registrati”. E con questo spirito che il compositore ha letteralmente scatenato la sua big band sulle note di “Stridulum”.

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