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Pubblicato il 10/01/2014 alle 20:29:22
Peter Blast: una vita per il Rock
di Emanuele Gentile
Grazie a Peter Blast abbiamo ripercorso la storia del Rock dagli anni cinquanta in poi. Un viaggio emozionante…

Peter Blast è l’ennesimo esempio di persona che ha deciso di dedicare tutta la sua vita al Rock. Una passione che quando prende non ti lascia più. E di Rock il nostro chitarrista di origine napoletane ne ha macinato. Basta leggersi la lunga ed affascinante intervista che ci ha rilasciato in esclusiva per il suo nuovo album previsto da qui a qualche mese. Ciò che inoltre rende Peter Blast una persona coi fiocchi è quella capacità di emozionarsi e di sognare. Valori che spesso la c.d. “industria musicale” si mette bellamente sotto i tacchi. Benvenuti – dunque – a bordo di un viaggio del tutto particolare alla scoperta delle fonti del Rock…

Chi è Peter Blast?

La mia famiglia è originaria di Napoli anche se sono nato negli Stati Uniti. Vivo a sud di Chicago. La culla del Blues e della Chess Records! Fin da bambino ascoltavo il Blues e la musica Soul dalla mia piccolo radio a transistor. Poi venne il turno dei Beatles e dei Rolling Stones. Pensa che mio padre raccolse alucni loro album caduti da un camion e me li portò! Nulla poteva impedirmi il loro ascolto. La mia prima chitarra la ricevetti a dieci anni, mentre la mia prima performance live la eseguii quando di anni ne avevo quattordici. Non mi sono mai fermato. Come d’altronde tante altre persone. In seguito mi sono trasferito a Los Angeles – più precisamente Hollywood – per proseguire la mia carriera nel campo musicale. E’ stato un periodo durissimo. A vent’anni iniziai a far parte di un gruppo Punk Rock con il quale mi esibii al Fabolous Las Vegas Strip. Più tardi andai in tournée con un gruppo chiamato The Blast Factory. In seguito fui messo sotto contratto con i Junebug. I Junebug erano costituiti da membri di Enuff Znuff, Badfinger, D’Molls, David Lee Roth Group e The James Young Group (band solista di James Young degli Styx). Ecco perché fu definito da FMQB Magazine un super gruppo. “junebug, Ticket to Hell” fu pubblicato in tutto il mondo e ricevette un’accoglienza niente male. Allora decisi che potevo andare da solo, scrivere la mia musica e farla suonare da persone differenti. Io compongo brani Blues BASED Traditional, Rock & Roll, Blues, Hard Rock, Old School Punk, Glam, Country Blues e materiale più radio-friendly. Peter Blast è un musicista fatto di molte sfaccettature e la mia strada non è ancora finite. Ho realizzato fino ad oggi otto album. Circa uno ogni due anni. Nel 2012 ho lanciato “Peter Blast, White Voodoo” e sto lavorando al nuovo album. Ho scritto la colonna sonora di alcuni film come "Henry, Portrait of a Serial Killer (Original VHS Format)" e in “Sugar Boxx". Mi sono esibito in molte trasmissioni sia televisive che radiofoniche in tutti questi anni. Ho lavorato con membri di Rod Stewart and Faces, The Rolling Stones Tour group, Ian 'Mac" McLagan, Rick Richards di Izzy Stradlin & The JuJu Hounds (G&R), The New Barbarians, Bob Lizik (Brian Wilson Group), Sami Yaffa degli Hanoi Rocks, N.Y. Dolls e Michael Monroe. Steve Conte che ha suonato con Willie Deville, the Dolls, mentre sta ora lavorando con Michael Monroe. Ho anche lavorato con Willy Shwarz collaborator di Tom Waits, Ricky Parent di Alice Cooper, L.A. Guns, Dan Curry di HiFi and the Roadburners, Earth Wind and Fire, the KoKo Taylor Band, e "Wicked" Wilson Pickett. Tanto per fare alcuni nomi… Lo so, ho dimenticato molte persone ma era per farti un’idea del mio bagaglio professionale. Davvero spiacente se ho dimenticato qualcuno. Sai sono i ngiro da un bel po’ di tempo. Sono amico di Johnny Thunders e Stiv Bator dei Dead Boys. Ho composto, registrato e eseguito moltissimi stilemi con altrettanto diversi musicisti. Non mi fermo! Rock Till You Drop! That is Peter Blast.

Sei in attività da moltissimo tempo… Il rock è un viaggio?

Mi piace andare i ntournée. Questi sono i miei viaggi. Non ho problemi di sorta a vivevere negli alberghi. Ovunque sei a casa! Mi porto sempre appresso cose per abbellire le mie stanze negli alberghi. Cose colorate, luci soffuso e candele. Ma è anche positivo stare in una casa vera e propria. Cucinare ogni tanto. Mi sono esibito in entrambe lecoste del mio paese. Come anche in alter nazioni. Ho un gruppo in New York che si chiama The Peter Blast Group e un gruppo in Buenos Aires denominato Peter Blast Power Company. Quest’ultimo gruppo mi ha accompagnato nella registrazione del mio album del 2012 assieme a musicisti che ho menzionato poc’anzi. Sono alla perenne ricerca di agenzie di booking che mi possano far suonare in nuovi posti. Vorrei suonare in Italia! Qualche volta mi sono esibito all’estero con gruppi che mi hanno chiamato a farne parte. E’ sempre interessante vedere e ascoltare come essi suonano la mia musica. E’ davvero grande!

Quali i fatti più importanti della tua carriera di musicista?

Alcuni li ho già menzionati in occasione della tua prima domanda. Devo dirti che suonare, registrare e fare concerti con molti grandi musicisti è come se i sogni diventassero realtà. Suonare con persone che tu ascoltavi da giovane ed ora averli come amici è come se fossi cresciuto con loro. E’ una sensazione fantastica. Anche far parte della produzione di film e essermi esibito per la prima volta al Las Vegas Strip è il massimo per me. Pensavo di fare un solo album, ma ne ho fatti ben otto e per giunta distribuiti a livello mondiale! Questo succederà anche con l’album numero nove che è previsto per il 2014. Vedrà la partecipazione di così tanti musicisti che… Sono venuti per registrare senza aver ascoltato prima i brani. Io devo lavorare molto per fare tutti gli arrangiamenti in modo che tutto possa andare per il verso giusto. Il nono album sarà più spostato sul rock tradizionale americano con innesti di Blues, Country, Rock’n’Roll e anche Pop. Sorprenderà parecchia gente e mi aprirà ancora più porte. Perché amo tutte le forme della musica contemporanea. Sto per suonare al Downtown Chicago con membri di Great Late Muddy Waters.

Perché hai deciso di consacrare tutta la tua vita al Rock?

Non sono sicuro se ho perseguito scientemente questo obiettivo. C’è un proverbio che dice "Are you pursuing it or is it pursuing you" ?... C’è una linea molto sottile nel mezzo. Quando ti svegli dopo aver dormito pacificamente devi lavorare i testi e la musica del sogno che hai fatto poc’anzi. Tu ti devi solo meravigliare? Che ti sta inseguendo? Farò sempre così come vengono le cose. Tutto quello che succeed sarà accolto a braccia aperte. Amo tutto questo con tutto il mio cuore e la mia anima. So it’s go, go, go!!!

Per te cosa significala parola ROCK?

Penso che sia il pensiero centrale della mia generazione e quello di altre generazioni. Ci sono così tante forme di Rock ai giorni nostri da confonderci. Agli inizi era un mix fra il Blues, il Country e il Western. Penso che il primo fra tutti sia stato Chuck Berry o la Chess Records. E’ una cosa che fa riferimento ai momenti belli, a quelli tristi, ai cuori infranti, alle donne, alla droga, agli alcolici etc. etc. Il Rock moderno ha ricevuto tutto in prestito dalle precedenti decadi. Il Rock moderno ha un modo particolare di suonare il basso, ma se vai più piano eccoti in America del Sud oppure riappare il Blues. Tu puoi ascoltare tutti i musicisti e le band che vuoi, ma poi ti accorgi che tutto proviene dal delta del Mississippi. Molti dei giovani musicisti pensano che la loro ispirazione sia autoctona ed originale. Quanto sbagliano! Se pensi ai grandissimi Clapton, Page e Beck ti domandi su chi li spinse ad essere musicisti. La risposta è molto semplice. Tu devi andare a Sud di nuovo per trovare le radici del Blues. Il livello più avanzato ha un nome: Rock!

Sembra che le tue radici affondino nel Blues e nel Rock anni settanta…

Hai ragione. Ho iniziato con il Blues di Chicago per poi evolvermi verso i Beatles (per le armonie) e i Rolling Stones (come si fa il Rock e miscelarlo con il Blues). C’è voluto del tempo per forgiare il mio Blues Based Rock. Devi saper suonare molti stili se tu vuoi raggiungere questo obiettivo. Anche band come i Sex Pistols suonano Rock, solo in modo più aggressivo e veloce. Ancora mi domando come il termine “rude boys” si sia trasformato in Punk. Gli Who affermavano spesso che il Rock era la musica di persone arrabbiate incazzate nere contro il governo. Cosa cambia? Nulla! Il Rock è uno stile di vita e il Blues non ha nulla a che vedere con la gioia. Gli anni settanta furono eccezionali perché la musica che noi conosciamo si è formata a cavallo della fine degli anni sessanta e i primi settanta. In quel periodo è stata creata la migliore musica che noi conosciamo. A me sembra che la musica che è venuta dopo sia solo scopiazzatura. Si sta facendo solo puro campionamento. Anche i gruppi appartenenti alla scena Rock di New York hanno contribuito a questo cambiamento. Gente come Johnny Thunders non vogliono essere definiti Punk. I suoi brani sono infatti più Rock & Roll che Punk. Alcuni gruppi come i Blondie fecero grandi cose dopo aver abbandonato il loro periodo Punk e li ascolti ancora alla radio. I primissimi anni settanta hanno definitio il mio mondo musicale. Ascoltavo delle radio in Fm pirati. Qui si poteva ascoltare musica che le radio c.d. “major” non avrebbero mai diffuso. Era una gran cosa. Oggi non ascolto molto la radio. Invece di ascoltare gruppi che rifanno gli originali preferisco ascoltare gli originali. Capito il concetto? Tu devi avere le tue radici. Se no rischi di non capire cosa succeed nel mondo della musica contemporanea. Gli anni ottanta e seguenti non mi dicono molto. Tuttavia non farti un’idea errata. La musica di eri e di oggi non è qualcosa che mi influenzi veramente. Tendo semplicemente di andare alla fonte delle mie radici musicali. Deve essere la cosa giusta visto le molte persone che continuano ad assistere ai miei concerti. Ciò che è sorpassato per alcuni è attuale per altri…

La chitarra domina tutti i tuoi brani, perché?

Sono un chitarrista e quindi… Ma non mi fermo qui… In tutti i miei brani aggiungo moltissimi strumenti: tastiere, Hammond B3, slide guitars, steel pedal, lap guitars, fisarmoniche, bassi, batteria, violino, percussione e tanti altri strumenti. Come sto facendo ora. Il più delle volte sono il compositore, il cantante, il chitarrista, il produttore e quando c’è bisogno suono persino il basso. Il sound che compongo lo devo sentire prima di tutto nella mia testa. Non sono contento finché il sound che ho nella mia testa è registrato ed esce dagli amplificatori posti dietro me. Non cerco il guitar playing solista a prescindere. Io cerco sempre quello che è il meglio per ogni brano. Alcuni brani ad esempio non hanno nessun solos. Ad esempio preferisco la melodia. Succede anche che chi mi collabora possa esprimere la propria vision musicale. Tutto deve avere un proprio posto nella tessitura di un brano.

Ho notato che non ti piace molto l’idea di essere un semplice solista. Preferisci piuttosto lavorare come un compositore…

Sono un artista solista con un vero e proprio gruppo alle mie spalle. Ricordati che sono un compositore. Sono molto orgoglioso delle mie composizione perché sono davvero felice per il semplice fatto che compongo brani di diverso stile musicale. Apprezo i brani che hanno una loro storia. Ciò mi permettere di essere sempre al centro della scena musicale contemporanea. La varietà è il mio forte: Rock & Roll, Hard Rock, Blues, Punk, Glam, Old Country and Western, Folk, Country Blues, Jazz, Pop e la lista continua all’infinito. Non penso che a molta gente piaccia solo farsi esplodere la testa tutti I santi giorni. Anche loro vogliono cambiare feeling musicale. Ad esempio non mangio solo la pizza, ma anche altre pietanze come le linguine al ragù…

Cosa ti attrae quando inizi a comporre un brano?

Tutto quello che succede attorno a me o nel mondo. Tu puoi scrivere una storia da un qualcosa che rassomiglia al niente. Oppure qualcuno ti disce qualcosa e da lì costruisci il brano. Può succedere che ti cambia persino il tuo mood… Si scrivono cose felici, altre volte meno. Dipende… Faccio sempre riferimento a Bob Dylan che ha sempre scritto a partire dall’esperienza, immaginazione e osservazione. Il tuo scrivere parla sempre di te. Questo io lo colleghi alle cose che stanno interono a te e il brano è fatto. Quando scrivo su qualcuno penso a me e viceversa. I film di qualche decennio fa sono una bella fonte di ispirazione solo per il titolo oppure un fatto narrato. Qualsiasi cosa diventa allora quello che volevi tu. Sono stato definito cosmico come anche un assassino per via di un brano. Sono stato chiamato in vari modi al dir il vero… Ho composto brani che invitano a riflettere, canzoni simpatiche ed altre molto molto meno gaie… Ma sono storie anche quest’ultime… Devi esserci, essere un testimone oppure non c’è nulla da scrivere. Voglio andare dappertutto per vedere tutto. Un testimone, un messaggero.

Quale ruolo giocano I sentimenti?

Difficile da dirsi… Vorrei dirti molti in ogni brano che lavoro. I pro e contro di ogni giorno sono la chiave di lettura. Ma se scrivi sui sentimenti di qualcuno potresti urtare la sua sensibilità. Tu puoi essere felice o infelice per gli altri e allora ecco la trama di un altro brano. Il fatto è che i sentimenti sono molto importanti. Sono semplicemente multiformi. In molti casi un brano Pop è ottimista, mentre lo è di meno un brano Blues. La musica i nsé crea sentimenti e tu li devi prendere così come vengono. The good, the bad, and the ugly!

Il Rock libererà il mondo?

Sarebbe una gran bella cosa. Credo che Dio sorriderebbe a questa idea. Noi stiamo cercando di liberare ed aiutare il maggior numero di persone che possiamo. Purtroppo il numero di persone da aiutare in tutto il mondo è molto elevato e aumenta sempre di più. Facciamo il nostro meglio. L’industria musicale e gli artisti non se ne stanno in disparte e guardano dall’alto verso il basso. Noi vorremmo veramente liberare tutto il mondo. Gli eventi Rock e i benefit aiutano chi è meno fortunato rispetto a noi. Per questo prego ogni notte prima di andare a letto...

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