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Recensioni
Pubblicato il 27/10/2015 alle 18:28:41
Adriano Tarullo - Anch’io voglio la mia auto blues
di Silvio Mancinelli
Nella ispirazione dei monti e dei laghi abruzzesi nasce il blues di Adriano Tarullo intitolato Anch’io voglio la mia auto blues, conferma dopo il precedente Spartenze. Chitarra acustica e dialetto del suo Abruzzo: un connubio blues!

Nella ispirazione dei monti e dei laghi abruzzesi nasce il blues di Adriano Tarullo intitolato Anch’io voglio la mia auto blues, conferma dopo il precedente Spartenze. Chitarra acustica e dialetto del suo Abruzzo: un connubio blues!

Tredici canzoni piene di collaborazioni e idee che hanno radici proprio in quel genere americano al quale Tarullo aggiunge il suo contributo. D’altronde per chi è abruzzese, regione piena di contraddizioni geografiche e non solo, il blues può essere il genere che più direttamente lo rappresenta. Adriano poi in maniera più ancorata al territorio canta anche in dialetto (con le traduzioni nel book), lingua che poi, musicalmente, non ha nulla da invidiare al napoletano dialetto al quale spesso accostano l’abruzzese. Con la sua voce calda e molto rocker e soprattutto la chitarra acustica (l’elettricità si ritrova in poche canzoni) Adriano parla di tante cose, dal sabato sera (“ con la camicia che si attilla/e la panza che m’oscilla”) a situazioni particolari fatto di sogni e dure realtà ( “Come volevi tu”). È stato veramente una sorpresa questo disco: anche se in molti casi ci si rifà ad un blues tradizionalissimo (“Cimirose”) è suonato e registrato bene. Come da tradizione blues, mi aspetto Tarullo con la sua band a suonare e a cantarne quattro a tutti quanti. Tra l’altro il disco è pienissimo di collaborazioni. Bravo Adriano.

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