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Pubblicato il 16/03/2014 alle 17:00:56
L’ostinata fedeltà dei Mexcal
di Antonio Ranalli
I Mexcal sono un rock-trio. La band ha un'intensa attività live e si è esibita in più occasioni anche all'estero. Numerosi i riconoscimenti ricevuti (Premio Lunezia, Star Voices, Premio Pigro, Arezzo Wave ed Arezzo Wave on the Rocks, Risuono).

I Mexcal sono un rock-trio. La band ha un'intensa attività live e si è esibita in più occasioni anche all'estero. Numerosi i riconoscimenti ricevuti (Premio Lunezia, Star Voices, Premio Pigro, Arezzo Wave ed Arezzo Wave on the Rocks, Risuono Festival).

Il loro primo album si intitola “L’ostinata fedeltà dei cani”. Ne abbiamo parlano con Nicola Mansueto (voce e chitarre), Stefano Romanini (basso e voce) e Daniele Righetti (batteria).

Dichiarate quasi con orgoglio di non essere mai stati una cover band. Questo fattore vi ha creato più problemi o vi ha favoriti?

Riteniamo che abbia favorito senz'altro lo sviluppo della vena compositiva. Come chiunque, anche noi abbiamo dei riferimenti tra gli artisti del panorama musicale, ma il fatto di non ridurre la nostra voglia di suonare all' esecuzione di cose scritte da altri ci ha sempre piacevolmente spinti a trovare un nostro modo di fare musica, un nostro personale modo di esprimerci e di raccontare.

Come nasce “L’ostinata fedeltà dei cani”? E’ vero che vi siete ispirati al romanzo “Limbo” di Melania G. Mazzucco?

Dopo aver registrato alcuni Ep sentivamo la necessità e la voglia di cimentarci in un lavoro di più ampio respiro. Abbiamo cercato di comporre i brani dell'album tenendo presente un filo conduttore che li legasse, sia per quanto riguarda le tematiche sia per quanto riguarda le sonorità. "Limbo" racconta la voglia di risalire dopo una terribile caduta, la voglia di ritrovarsi, nonostante tutte le voci intorno urlino che è il momento di arrendersi. La frase "l'ostinata fedeltà dei cani" arriva proprio da "Limbo": leggerla nero su bianco e capire che con la sua forza esprimeva il senso di quello che stavamo cercando di raccontare con i brani del nostro album è stata questione di un attimo. Non poteva esserci titolo migliore.

In generale, com'è la situazione live in Italia per le band emergenti?

Gli spazi non sono tanti, soprattutto non sono tanti gli spazi per chi propone musica inedita. Esistono però alcune "roccaforti", siano esse festival, rassegne o locali in cui è possibile ascoltare una proposta diversa dalle cover/tribute band. Ci vuole comunque molto lavoro e molta pazienza per poter far sentire ciò in cui si crede. Non è mai facile e soprattutto riteniamo che sia un peccato, un'occasione persa: sarebbe bello e importante sostenere ed incentivare la creatività e la sua diffusione.

I concorsi per band emergenti, più o meno famosi - e/o sponsorizzati - , contano davvero per ottenere visibilità o sono meglio altri mezzi?

Ogni occasione di visibilità è importante. Ma è anche importante valutare bene se lo spazio che viene offerto è davvero finalizzato a sostenere la diffusione di un certo tipo di musica o piuttosto mira a far ottenere all'organizzazione dell'evento guadagni facili ingaggiando band a costo zero. Esistono delle realtà in cui all'evento, alla manifestazione segue anche un percorso che offre concreti vantaggi e stimoli. Ma nella maggior parte dei casi difficilmente è così.

Il vostro disco è prodotto in collaborazione dalla Luca Communication, come mai questa scelta?

La discografia non sembra più svolgere il suo ruolo di ricerca, supporto, promozione di quelli che si potrebbero considerare talenti emergenti. La nostra scelta è partita da questa considerazione. Sara Acerbi e la sua Luna Communication ci hanno sempre sostenuti ed incoraggiati e le fasi di pre-produzione de "L'Ostinata Fedeltà dei Cani" sono state l'occasione per consolidare un rapporto che ci ha consentito di gestire in piena autonomia ogni fase della realizzazione dell'album, ma allo stesso tempo di essere supportati da una struttura che crede in un progetto che è diventato comune e che con entusiasmo (e ostinazione) segue tutto ciò che dovrebbe seguire la discografia tradizionale per poter dare il massimo supporto ad un prodotto nuovo, dal booking al management, dalla comunicazione alla promozione.

Sperate in futuro in un contratto più "sostanzioso" o vi va bene anche così?

Per il momento abbiamo deciso di fare il nostro percorso, cercando di non lasciare nulla al caso, ma di farlo in autonomia e tentando di ottenere il massimo di quello che può ottenere una band con le proprie forze. A volte facciamo delle scelte che si possono considerare poco ortodosse o poco "furbe" rispetto alle non scritte (ma tanto decantate da certi esperti) regole della discografia. Un esempio? Nel nostro disco non ci sono le chitarre stile "vorrei ma non posso" tipiche di certe registrazioni italiane che devono strizzare l'occhio all' air-play radiofonico. Le nostre chitarre suonano più in stile "voglio, mi piace e lo faccio". Dopodiché confidiamo nelle scelte dei programmatori e dei direttori artistici e di palinsesto. Ma soprattutto Mexcal e Luna Communication sono una squadra che ci sta dando soddisfazioni e che ci fa divertire. Divertirsi e poter fare con piacere quello che ti piace è importantissimo. Alla luce di questo diciamo che, se qualcuno volesse proporci qualcosa di più 'sostanzioso', allora si potrà aggiudicare il pacchetto completo. Altrimenti non solo ci va bene così: va benissimo.

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