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Pubblicato il 15/07/2014 alle 12:59:43
Kraftwerk – Roma – Auditorium Parco della Musica- 14/07/2014
di Antonio Ranalli
Sold out per l'unica data italiana dei Kraftwerk all'Auditorium Parco della Musica. La formazione tedesca ha portato a Roma “Kraftwerk 3D”, show a metà strada tra concerto, rave e performance art.

Sold out per l'unica data italiana dei Kraftwerk all'Auditorium Parco della Musica (nella foto di Alessandro Sgritta). La formazione tedesca ha portato a Roma “Kraftwerk 3D”, show a metà strada tra concerto, rave e performance art.

Dopo cinque anni di assenza sono tornati in Italia, in esclusiva per la rassegna “Luglio suona bene”, i tedeschi pionieri della musica elettronica. La band di Ralf Hütter ha proposto uno spettacolo senza dubbio suggestivo. Il pubblico, munito di occhialetti 3D, è stato accompagnato in un vero e proprio viaggio sulle note e i suoni dei grandi successi del gruppo (da “Autobahn” a “Trans-Europe Express” e “Computer Love”), con proiezione di immagini in 3D. Ultimo episodio di una cinquantennale carriera all'avanguardia nell'audiovisivo, lo show “Kraftwerk 3D” ha girato il mondo fra teatri, festival e perfino musei, con una serie retrospettiva al MOMA di New York nel 2012.

I Kraftwerk vissero il loro momento di celebrità in Italia a metà degli anni ’70 con gli album “Radio-Activity” e “Trans-Europe Express”, che riproponevano in chiave più accessibile le esperienze fatte dal gruppo negli anni precedenti, legate alla musica di Karlheinz Stockhausen e dei Tangerine Dream. Con il passare del tempo brani del gruppo come “The Model” e “The Robot” vennero molto ascoltati anche nelle discoteche, tanto da far parlare della nascita di un nuovo genere, la “Metallik Disco”.

A Roma i Kraftwerk si sono presentati sul palco alle 21:15 con costumi simili a quelli visti nel film “Tron Legacy”. Della formazione originale è rimasto solo Ralf Hütter, unico cantante della formazione e vero direttore d’orchestra di un concerto per tastiere e sintetizzatori. Con lui anche Henning Schmitz (percussioni elettroniche e sintetizzatore), Fritz Hilpert (percussioni elettroniche) e Falk Grieffenhagen (sintetizzatore e proiezioni video).

Sin dalle note di “The Robots” la formazione ha proposto un vero e proprio viaggio celato da una certa immaterialità. “Numbers”, “Computer World”, “It's More Fun to Compute”, “Computer Love”, "Pocket Calculator" (con il testo cantato in italiano)e “The Man-Machine” hanno affascinato il pubblico sia sotto l'aspetto strutturale e quindi visibile (le immagini scelte a supporto dei brani), sia per quanto riguarda le emozioni incontrollate che riescono a riprodurre nell’animo degli ascoltatori. Questa è la fase più delicata e difficile che i Kraftwerk affrontano con un’attenta introduzione videografica: possiamo infatti ritrovare questi approfondimenti nella filosofia greca e nella spiritualità religiosa dei diversi passaggi biblici in cui si parla di suono o canto.

Si arriva poi a definire l'importanza della musica dei Kraftwerk con “Spacelab”, “The Model”, “Neon Lights”, “Autobahn” (sempre molto apprezzata dai fans italiani), “Geiger Counter” e “Radioactivity”, brani che assumono una forma non solo estetica ma di grande complessità culturale, magnifica e completa: l'importanza della musica come livello d'indagine della psiche.

La passione di Ralf Hütter per la bicicletta porta diretti verso l’opera “Tour de France”, partendo dal brano del 1983 per approdare alle “tappe 1, 2 e 3” dell’opera completa del 2003 (realizzata in occasione del centenario del “Tour de France”). Dalla meccanica della bicicletta alle caratteristiche della corsa a tappe, la voce di Hütter accompagna le immagini che documentano momenti epici della gara ciclistica e campioni di ieri come Fausto Coppi.

La musica dei Kraftwerk segue fenomeni culturali tipici della contemporaneità. Il gran finale è stata una cavalcata elettronica e sintetica sulle note di “Trans-Europe Express”, “Abzug”, “Metal on Metal”, “Electric Café”, “Boing Boom Tschak”, “Techno Pop” e “Musique Non Stop” con cui i Kraftwerk si congedano dal pubblico e Hütter che ringrazia tutti con un caloroso “Auf Wiedersehen”. Il pubblico, completamente in piedi, ha reclamato a gran voce il gruppo, che è tornato sul palco per regalare altri due brani, “Aéro Dynamik” e “Planet of Visions”.

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