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Recensioni
Pubblicato il 30/12/2014 alle 10:24:30
Terminatryx Shadow (Autoproduzione) – rumori dall’altro capo del mondo
di Emanuele Gentile
Un’ombra di inquietante industrial metal si aggira nel Sudafrica…

Un’ombra di inquietante industrial metal si aggira nel Sudafrica… Finalmente ho l’occasione di ascoltare il nuovo album dei Terminatryx una band di industrial metal proveniente dal Sudafrica. Avete letto bene…Sudafrica! Ennesima riconferma che il verbo dell’heavy metal oramai colpisce un po’ ovunque. Ritornando ai Terminatryx bisogna subito dire che il gruppo assume una valenza particolare. Non si tratta del solito gruppo musicale. Dietro al monicker Terminatryx c’è ben altro. C’è un background composto da colonne per film e video. Una concezione globalizzante e univoca dell’arte in tutte le sue variegate forme espressive. Ciò permette al gruppo di creare una musica altamente inquietante e immaginifica.

Il gruppo nasce nel 2002 dall’incontro fra il chitarrista Paul Blom e la cantante Sonja. L’anno dopo effettuano alcun concerti nel loro paese. Nel 2004 iniziano a scrivere musica per cortometraggi. Da quel momento in poi i Terminatryx svolgono la loro attivtà sotto differenti vesti. Come band esordiscono nel 2008 con l’album “Terminatryx/Nosferatu”. Proseguono il lavoro di compositori di colonne sonore nel campo della produzione cinematografica indipendente sudafricana e in collegamento con i giochi su playstation. Addentrano il loro interesse, inoltre, nel campo dei video dove riescono a collegare benissimo il connubio musica per band e musica per film. Nel frattempo diventano sempre più noti ed oggi sono uno dei gruppi di punta dell’heavy metal sudafricano. Un heavy metal che ancora deve scontare le distanze geografiche dai posti che contano nel musical business mondiale.

Il 2014 vede la realizzazione del secondo album “Shadow”. Non immaginatevi l’apocalisse sonora che riescono a produrre questi Terminatryx. E’ davvero la colonna sonora per un genere horror. Ogni dettaglio è amplificato e reso estremo per farci prendere di paura. La voce di Sonja è spettrale e dissonante. Come una lama di spada che penetra le tue carni e le disseziona. Ci si sente raggelare. Non di meno gli altri membri. Qui si da il via a un sabba dove elementi indus, doom, techno, thrash, death e black vengono fusi in un blend da infarto. Ogni brano dei Terminatryx è una corsa verso l’apocalisse. Non si lascia nulla di intentato per atterrire ulteriormente l’ascoltatore. Chitarre miasmatiche. Basi ritmiche esagerate. Loop spettrali di tastiere e sequencer. Insomma, i Terminatryx sottopongono le nostre arterie a un bel massacro…

Alla fine ci si sente traumatizzati. E’ come se fossimo entrati in un tritacarne impazzito e ne uscissimo come carne macinata. Ascoltare i Terminatryx è come entrare nel mondo degli incubi che sconvolgono la nostra vita. Non se ne esce vivi. Bensì allo stato vegetativo… Ascoltare i Terminatryx ti fa pensare alla vita e di quanto sia facile che essa si trasformi ratto in angoscia, terrore, incubo e morte. Certo non è musicaper “buonisti”. Ma la musica mica può essere una declinazione del bello e del buono. Ci vuole ogni tanto il male. Voi che ne dite?

TRACKS-LIST:

Metropolis 02:37
Holy 04:10
Scars 04:36
Masjien 03:02
Shadow 03:50
Gone 04:15
Purifire 02:32
Nothing 03:40
Outcast 04:59
Medusa 05:18
Shadow (Industriezone Remix) 03:46

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