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Recensioni
Pubblicato il 10/02/2015 alle 11:07:13
Alia - Asteroidi: musica d'autore elettronica
di Andrea Belmonte
L'interessante album di esordio di Alessandro Curcio: musica d'autore elettronica, in costante sospensione tra delicatezza e ritmo.

L'interessante album di esordio di Alessandro Curcio: musica d'autore elettronica, in costante sospensione tra delicatezza e ritmo.

Quando si ascoltano certi album di matrice elettronica il rischio più grosso è quello di incontrare, oltre che i consueti suoni sintetizzati e loop ritmici, voci iper-effettate che ne rendono quasi del tutto incomprensibili i testi e tradiscono pecche vocali notevoli; una sorta di tappeto sotto il quale nascondere scarsezza di musicalità e idee.

Non è il caso di Asteroidi, primo album full-lenght di Alia che già dall'apertura, nella minimale "Bouquet" - che riascolteremo come traccia di chiusura con un arrangiamento più condito -, supportato solo da un tappeto di synth, mette in prima linea, senza artifici, una voce morbida ma non flebile, che segue le note con consapevolezza e scansione delle parole chiara.

Dalla seconda canzone in poi arrivano anche beat, basso, chitarra, percussioni e tutto ciò che fa di Asteroidi un album completo e ben concepito, ma su tutti c'è sempre questo timbro delicato, che colorando il registro di petto con qualche falsetto qua e la, si concede alla migliore esposizione del testo, non perdendo mai l'attenzione al significato e al suono delle parole.

Del resto è giusto sia così, avendo il nostro scritto testi complessi, racconti che "reggono" anche senza il supporto musicale, considerazioni e riflessioni sul quotidiano circostante e racconti introspettivi.

Ad esempio:
"La fede è un galleggiante che si illumina, soccorre l'uomo in panne, la sua anima."
"C'è una cosa più forte di ogni uomo che non osiamo ammettere,
"la sicurezza degli oggetti che non vogliamo perdere"

passaggio di "La sicurezza degli oggetti", da la giusta misura di quel che intendo.

Definire Asteroidi un album di pop elettronico, quindi, sarebbe limitativo. Più corretto, a mio parere, definire quella di Alia "Musica d'autore elettronica".

Prendiamo "Goldie Hawn", traccia numero tre, impreziosita dalla chitarra di Cesare Malfatti: potrebbe essere uscita dalla produzione dell'ottimo Fabio Concato, con le sue percussioni, l'andamento bossa-nova e i melismi vocali.

Qui di elettronica c'è poco o nulla, ma il pezzo sta in piedi eccome; a dire il vero buona parte dei pezzi di questo disco funzionerebbe anche in chiave chitarra (o pianoforte) e voce, proprio perchè la mano che li ha concepiti è quella di un musicista piuttosto che di un mero assemblatore di suoni e loop.

Si potrebbe dire ancora molto su questo disco che ad ogni ascolto mostra una diversa faccia ed è per questo meritevole di attenzione e tempo.

Il consiglio è quello di ascoltarlo e scoprirle da sè.

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