Brian Eno, David Byrne, Lou Reed, Caetano Veloso, Sheryl Crow ed i R.E.M. tra i firmatari. E intanto George Michael prega le nuove pop star di astenersi dall'incidere un disco di beneficenza contro un eventuale conflitto bellico.
La musica si ricompatta contro i Masters of War di George W. Bush: "La guerra in Iraq è sbagliata. Non permettete a Bush, a Cheney e a Rumsfeld di affossare le voci della ragione", hanno scritto a caratteri cubitali sul New York Times i nomi più famosi del rock e del folk internazionale.
Hanno partecipato all’appello, comprando un’intera pagina sul più influente quotidiano d’America, Brian Eno, David Byrne, Rem, Lou Reed, Caetano Veloso e Sheryl Crow.
"Disarmate l’Iraq, ma con le ispezioni", hanno scritto gli aderenti a "Musicisti uniti per vincere senza la guerra", un gruppo legato agli organizzatori della marcia virtuale per la pace, e di cui fanno parte anche Ryuichi Sakamoto, Lucinda Williams, Massive Attack, Natalie Imbruglia e Sonic Youth.
Gli artisti hanno sottolineato che gli ispettori dell’Onu "hanno distrutto più armi irachene di tutte le bombe sganciate durante la guerra del Golfo del 1991" e si sono rifatti alla minacciosa profezia dell’ex generale Wesley Clark, che guidò la Nato in Kosovo: "Se andremo in Iraq senza l’Onu e con un piccolo numero di alleati, saremo colpevoli di alimentare il reclutamento di al Qaida".
Nel frattempo George Michael ha lanciato un grido: no a un altro Band Aid!
La star britannica ha pregato le nuove pop star di astenersi dall’incidere un disco di beneficenza stile Band Aid contro la guerra in quanto ritiene che non ne sappiano abbastanza di politica e siano troppo superficiali perché la loro canzone venga presa seriamente.
Lee Ryan, componente della band Blue (quella che ha reinciso l'hit di Elton John "Sorry seems to be the hardest word" con la partecipazione dello stesso artista inglese), sta tentando infatti di convincere cantanti come Kylie Minogue, Justin Timberlake e Pink a registrare un singolo contro la guerra intitolato "Stand Up As People".
"Vi prego, spero che non ci sia mai un Band Aid 2 perché la verità è che pochissime persone dell’industria discografica di quelle che al giorno d’oggi si sentono alla radio fanno soldi col loro cuore e con la loro mente", ha dichiarato l’ex cantante degli Wham ai microfoni del programma di BBC News 24, Hardtalk. E il vecchio George (protagonista del primo Band Aid di "Do they know it's Christmas?") forse non ha tutti i torti. Ma gli daranno ascolto?