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Recensioni
Pubblicato il 26/10/2015 alle 08:15:08
Mario Bonanno – La musica e' finita (Stampa Alternativa 2015), un libro che celebra la crisi irreversibile che vive la discografia
di Giancarlo Passarella
Non ci sono punti di domanda o di tipo esclamativo! Il titolo e' un laconico fermo immagine sugli aspetti dei comparenti dello showbiz italiano: discografici, cantanti ed autori. Tutti loro vivono questa crisi che inaridisce la cultura!

Non ci sono punti di domanda o di tipo esclamativo! Il titolo e' un laconico fermo immagine sugli aspetti dei comparenti dello showbiz italiano: discografici, cantanti ed autori. Tutti loro vivono questa crisi che inaridisce la cultura!

Bonanno è uno scrittore con una ventina di libri dedicati alla musica d'autore: il suo focus risiede proprio in quel magico connubio tra parole ed il snocciolarsi di suoni. Visto che il sottoscritto da ben 7 anni si rifiuta di recensire un file audio che vuol passare da disco completo, è ovvio che con l'analisi offerta in questo libro vi sia sintonia filosofica!

Ai tempi nostri i dischi completi si chiamavano long playing e l'aggettivo già ci faceva capire che bisogna avere tanto tempo per gustarlo sino in fondo, perché assumevano subito il ruolo di feticci e la nostra analisi partiva dalle copertine . Dice Bonanno in una sua recente intervista ..Ascoltare un long playing costituiva un tempo sospeso, interamente dedicato alle canzoni e agli stati d’animo che riuscivano ad evocare. Tra download più o meno autorizzati, i-pod, cellulari e quant’altro temo che anche in questo caso le cose siano drasticamente cambiate, e non certo in meglio ..

Questa sua conclusione è il trait d'union con cui ho vissuto (più che letto) il libro, nella prima parte costruito su alcuni incontri, presentati in modo uniforme e soprattutto in ordine alfabetico: Franco Battiato, Angelo Branduardi, Massimo Bubola, Mario Castelnuovo, Edoardo De Angelis, Mimmo Locasciulli, Claudio Lolli,Enrico Ruggeri e Roberto Vecchioni. Ognuno di loro racconta e si racconta, ma non si autocelebra.. grazie anche alle domande di Mario Bonanno, abile nel non cadere nella trappola dell'incontro fine a se stesso con questi importanti cantautori. Spesso non si tratta di un solo incontro recente, ma di più spezzoni di chiacchere fatte nei vari momenti in cui Bonanno ha svolto il suo lavoro di giornalista, incontrando questi artisti..

Basandosi proprio sul suo lavoro per testate importanti (Musica & Parole, Mescalina.it o libri scritti per Bastogi, Stampa Alternativa, Aerostella, Il Foglio, NoReply..), nella La musica è finita appaiono due altri sezioni, intitolate Storie e Temi, dove l'argomento della crisi discografica viene approfondito e financo analizzato, alla ricerca di soluzioni o di pensieri profondi: così compaiono Finardi, De Andrè, Bertoli, Rino Gaetano, Gaber, Fossati, Stefano Rosso, Lucio Dalla ..

Ho perciò chiesto a Bonanno di fare un primo bilancio di questa sua opera e mi ha risposto celermente in questo modo ..Un libro è un messaggio dentro la bottiglia. C’è chi lo intercetta accidentalmente e lo ignora, c’è chi ne è attratto e lo interpella quando può. Chi, ancora, lo disprezza perché non ne condivide un rigo e chi invece lo apprezza pur non condividendone un rigo. Queste cose chi scrive le conosce bene e fanno parte delle regole del gioco. Anche per questi motivi non sto dietro alle recensioni dei miei libri. Nel senso che posso dire di non seguirle ossessivamente o di farne una questione di vita o di morte. Su La musica è finita ho avuto modo di discutere in lunghe interviste radiofoniche e questo è l’aspetto che più mi ha fatto piacere, in quanto mi auguro che le mie parole possano essere arrivate meglio ai giovani ascoltatori, gli stessi che mi piacerebbe riabituare alla musica di contenuto e per i quali, se non altro idealmente, scrivo ..

Riflettendo sullo spirito iniziale con cui è stato concepito e sul risultato finale, direi che la personalità di Mario Bonanno risulta rafforzata proprio negli aspetti meramente di pura ricerca e di fotografia storica, evita abilmente l'etichetta di passatista e questo libro non è certamente pretenzioso, perché non offre soluzioni, ma solo considerazioni.

Del resto viene pubblicato per la grntosa collana Banda aperta e da decenni (precisamente dal 1970) Marcello Baraghini con la casa editrice Stampa Alternativa ha voluto .. voce a quel movimento di controcultura italiano che per tutti gli anni Sessanta aveva espresso nuove e originali forme di vita, arte e comunicazione oltre che alla componente libertaria, rimasta orfana del movimento sessantottino .. Ed i cantautori ne sono stati la voce, qualche volta anche contestata pubblicamente.


Ringrazio Lucilla Corioni per la collaborazione.

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