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Recensioni
Pubblicato il 23/11/2015 alle 16:54:08
Axemaster Overture to Madness (Pure Steel Records) – lunga militanza Metal
di Emanuele Gentile
L’Heavy Metal è una forma di musica che va oltre al mero fatto commerciale. E’ un qualcosa che ti prende in maniera così forte da non abbandonarlo più. Gli Axemaster ne sanno molto al riguardo.

L’Heavy Metal è una forma di musica che va oltre al mero fatto commerciale. E’ un qualcosa che ti prende in maniera così forte da non abbandonarlo più. Gli Axemaster ne sanno molto al riguardo.

Quest’anno gli americani Axemaster festeggiano i trent’anni di attività. Non è un evento raro nel campo dell’Heavy Metal. Basti pensare agli Scorpions il cui primo nucleo risale al 1965! E’ un fatto naturale che un gruppo Heavy Metal duri così a lungo. A comprova – se ce ne fosse bisogno – che il genere non è un normale genere musicale, ma si va oltre. Molti la chiamano fede. Una fede che necessita di adesione ai suoi valori e di una lunga militanza. Gli Axemaster sono un “sensitive case” al riguardo.

Il gruppo, infatti, nasce nel 1985 ad opera del chitarrista Joe Sims e del batterista Brian Henderson. Subito gli Axemaster diventano un gruppo di riferimento. Anche per via di un contratto che li lega alla Azra International. Leggendaria label genitrice di autentiche perle di Heavy Metal a stelle e strisce. Gli album editi per conto di questa etichetta sono diventati con il tempo preziosi cimeli su come si è evoluto il metallo pesante oltre oceano. Per non parlare degli album e ristampe pubblicate da Unisound Records e Burning Star Records. Entrambe etichette erano operative in Grecia. Parimenti alla Azra International hanno realizzato album considerati “item cult” dai cultori del genere. La storia degli Axemaster è andata avanti fra riunioni e scioglimenti. Tuttavia, sono ancora fra noi.

Grazie anche all’etichetta tedesca Pure Steel Records che ci permette di poter assaporare il loro nuovo album “Overture to Madness”. E’ un album importante perché traccia un bilancio di questi trent’anni di storia e carriera. Gli Axemaster in “Overture to Madness” dimostrano di essere bravi mestieranti dell’Heavy Metal. Non inventano nulla di nuovo. Tuittavia, sanno suonare e riescono ad essere molto interessanti. Si sente la trentennale esperienza. Eccome! Ciò che rende interessante il gruppo americano è la loro capacità di fornire una sintesi avvincente e indovinata fra il classico Heavy Metal albionico e i suoni che andavano per la maggiore negli States nella prima parte degli anni ottanta. Mi riferisco al Power/Speed e al Thrasah. Gli Axemaster si dimostrano gruppo imbattibile capace di produrre brani pesanti sì, ma con un senso di struttura piuttosto evidente. Inoltre, hanno il dono di non rendere noioso il loro suono.

“Overture to Madness” è un album da consigliare proprio perché traccia un bilancio dei primi trent’anni di attività degli Axemaster e fornisce – in maniera indiretta – un reportage sulla storia dell’Heavy Metal statunitense dagli anni ottanta in poi. Ascoltando “Overture to Madness” sarete in grado di capire cosa si muovesse nel corso di quella magica decade fra New York e San Francisco. Un album di vero Heavy Metal. Punto e a capo!

Tracks-list:

“Entering Madness”;
“Sanity's Requiem”;
“Forsaken”;
“Dream or Nightmare”;
“Thirty Pieces of Silver”;
“Crimson Haze”;
“Peeling Skin”,
“Sinister”;
“Statute of Liberty”;
“Ashes”;
“Chylde”;
“Dark Souls”;
“Epic”.





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