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Recensioni
Pubblicato il 18/03/2016 alle 01:19:02
Franco Battiato e Alice – Roma (Auditorium Conciliazione) 17/03/2016
di Antonio Ranalli
Due ore di musica, dividendosi il palco e scherzando con il pubblico. Un successo il secondo concerto a Roma del “Battiato e Alice Tour” all’Auditorium della Conciliazione. In scaletta tutti i successi di Franco Battiato e Alice.

Due ore di musica, dividendosi il palco e scherzando con il pubblico. Un successo il secondo concerto a Roma del “Battiato e Alice Tour” all’Auditorium della Conciliazione. In scaletta tutti i successi di Franco Battiato e Alice (nella foto di Eugenio Vicedomini), che hanno regalato al pubblico duetti indimenticabili.

Dal punto di vista artistico e stilistico il tour che vede di nuovo insieme Franco Battiato e Alice è senza dubbio uno dei progetti culturali e musicali più importanti di questo 2016, visto che ripercorre, intrecciandole, le lunghe carriere dei due artisti. Il pubblico ha risposto alla grande, riempiendo tutti i teatri in cui i due artisti sono stati fino a oggi ospiti, e a Roma si sono rese necessarie ben quattro date (la prima il 16 marzo, quindi il 17 marzo e poi anche sabato 19 e domenica 20 marzo) per contenere le richieste del pubblico, che ha riempito l’Auditorium della Conciliazione in ogni ordine di posto. I due artisti sono entrati e usciti dalla scena in un rimando continuo ai loro percorsi musicali.

Sul palco l’Ensemble Symphony Orchestra diretta da Carlo Guaitoli (direzione d’orchestra e pianoforte), Angelo Privitera (tastiere e programmazione), Osvaldo Di Dio e Antonello D’Urso (chitarre), Andrea Torresani (basso) e Giordano Colombo (batteria).

Franco Battiato è entrato in scena alle 21.10 in punto sulle note de “L'era del cinghiale bianco”, subito seguita da “Lo spirito degli abissi”. Battiato ha eseguito i brani seduto. A prima vista poteva dare l’impressione di mostrare qualche segno di affaticamento (l’incidente avvenuto qualche tempo fa a un concerto deve avergli suggerito di prendere qualche precauzione), anche se è bastato ascoltare la sua voce per restare colpiti e “abbattiati” dal suo inconfondibile stile, da quella grazia innaturale che il musicista siciliano non ha mai nascosto.

Franco Battiato, nella prima parte dello show, ha ripescato brani come “No Time, No Space” e “Shock in My Town” e la recente “Le nostre anime”. Un applauso spontaneo si è levato sulle note di “Povera patria”, quando l’artista ha intonato la frase “Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni…”. Alla sua maniera Battiato ha poi ammaliato il pubblico con “La canzone dei vecchi amanti (La chanson des vieux amants)” di Jacques Brel, per poi concludere il suo set con “La stagione dell'amore” e “La cura”.

La seconda parte del concerto è stata invece tutta per Alice, che ha aperto eseguendo magistralmente brani della sua recente produzione come “Dammi la mano amore” e “Tante belle cose”. Un collaborazione, quella con Battiato, che inizia da lontano, con l'album di Alice “Capo Nord” e il singolo “Il vento caldo dell'estate”, tra i più apprezzati nel concerto assieme a “Per Elisa”, interpretata dalla cantante con immutata grinta. Alice ha poi proposto “Veleni” e “Il sole nella pioggia”.

Il primo duetto tra i due artisti è arrivato con “Nomadi” di Juri Camisasca, cui hanno fatto seguito “La realtà non esiste”, brano di Claudio Rocchi ricordato dai due artisti sul palco, e l’immancabile “Prospettiva Nevskij”. Quindi di nuovo Franco Battiato per il gran finale, in cui ha proposto una sorta di bignami del suo album di maggior successo ovvero “La voce del padrone”, cantando nell’ordine “Summer On A Solitary Beach”, “Gli uccelli”, “Segnali di vita”, “Cuccurucucù”, “Centro di gravità permanente”, “Bandiera bianca” e “Sentimiento nuevo” dove è stato di nuovo raggiunto da Alice.

Quindi spazio ad alcuni bis, con il pubblico che, nonostante le resistenze di Battiato, si è alzato in piedi, tanto che qualche fortunato spettatore è riuscito anche a mettersi sotto palco. Il cantautore ha eseguito “Io chi sono”, “L'animale” e “Stranizza d'amuri”. Poi, con Alice di nuovo sul palco, l’immancabile “I treni di Tozeur” ed “E ti vengo a cercare”, a testimoniare un sodalizio che ha attraversato i decenni e che unisce ancora queste singolari e raffinate personalità artistiche.

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