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Recensioni
Pubblicato il 11/04/2016 alle 09:55:16
Peter Blast Painting Without Canvas (Bing Bang) – acoustic electricity
di Emanuele Gentile
Prosegue il viaggio nei meandri infiniti della musica Americana da parte del talentuoso compositore e chitarrista Peter Blast.

Prosegue il viaggio nei meandri infiniti della musica Americana da parte del talentuoso compositore e chitarrista Peter Blast.

Peter Blast non è un nome nuovo per i nostri lettori. E’ già stato ospitato ben due volte da Musicalnews.com. Prima, per via della recensione del suo penultimo album “White Voodoo” risalente al 2012. In seguito, ci ha rilasciato una lunga intervista dove non ha parlato solo di sé, ma della musica Rock in generale. Oggi è nuovamente ospite in quanto ha appena pubblicato il suo nuovo album intitolato “Painting Without Canvas”. Un album da incorniciare.

Il compositore e chitarrista americano fa parte di quella genia di musicisti americani che sanno raccontare le emozioni ed i sentimenti meglio di tanti nomi ben più noti e famosi. Questo perché si è più a contatto con la gente e la piccola storia di ognuno di noi. E’ come se Peter Blast si collocasse agli incroci delle strade o sulla mitica Route 66 e avesse quella capacità di catturare gli umori e le ansie della gente. Fedele compagna di questo viaggio è senza dubbio la chitarra. Uno strumento maneggevole che permette meglio di altri strumenti di trasformare in musica le succitate emozioni e sentimenti. La musica che, di conseguenza, si crea è una musica dell’anima e, pertanto, dannatamente efficace e sensibile.

In “Painting Without Canvas” Peter Blast è meno elettrico rispetto a “White Voodoo” per abbracciare un suono maggiormente orientato sul Country e sull’acustico. Sembra di trovarci in qui paesini disposti sulla Route 66. Senti la polvere. L’erba grassa. I campi di frumento. Il Mississipi. Le distelleria di wiskey. In breve, hai una vision realistic e struggente dell’America di oggi. “Painting Without Canvas” è un album da sentire in silenzio. Seduto su una sedia a dondolo. Con la stanza appena appena illuminata. Il caminetto acceso. Ecco una dimensione veramente “a stelle e strisce”. La chitarra, poi, è deliziosa. Pur nella sua anima armonica e acustica ha un forte cuore elettrico pulsante. Da un valore aggiunto senza parole. Ah la chitarra…

Già la chitarra… In America si diceva “prendi una chitarra e comincia a viaggiare”… In fondo il Rock è questo. E’ da decenni che c’è lo insegnano Bob Dylan e Bruce Springsteen…

Tracks-list:

"Run Baby Run" (feat. Mark Andes, Dan Curry & Chris Kalmas);
"In the Name of Love" (feat. Heather Horton, Dan Curry, Tony Christiano, Pablo Castro & Fabian Bruno);
"I Don't Drink, I Don't Smoke, but I Lie" (feat. Dan Curry, Chris Kalmas & Pablo Castro);
"It's Better to Have Loved and Lost" (feat. Kenny Harck, Tony Christiano, Michael Barry, Donnie Vie, Keith Kenston, Alice Nuteson, Gino Martino & Chip Znuff);
"Old Cold Hill" (feat. Gino Martino, Chipp Znuff, Tony Christiano, Michael Barry & Heather Horton);
"I Am the One" (feat. Dan Curry & Bob Lizik);
"Paint It Black" (feat. Gino Martino, Jerry Loy & John Horvath);
"The Crossroads Hotel" (feat. Tony Christiano, Kenny Harck & Chip Znuff);
"Spanish Cowboy Boots" (feat. Tommy D'ziallo, Willy Schwarz, Rick Veras, Tony Christiano, Alice Nuteson, Kenny Harck, Johnny K, Billy McCarthy & Chip Znuff);
"Under a Venus Moon" (feat. Willy Schwarz, Gino Martino, Chip Znuff, Donnie Vie, Alice Nuteson & Andrea Miller).

Crediti fotografici: La copertina mi è stata inviata da Peter Blast.





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