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Recensioni
Pubblicato il 03/05/2016 alle 13:27:52
Akroterion – Commander Of Wild Spirits (Andromeda Relix, 2016)
di Beatrice Bonato
Dark sound, black metal, spunti di progressivo, doom, sono tanti gli elementi che caratterizzano questo esordio, avvolto nel mistero. Un solo nome, una maschera inquietante, boschi e foreste ed una spada. Ma chi è Akroterion?

Dark sound, black metal, spunti di progressivo, doom, sono tanti gli elementi che caratterizzano questo esordio, avvolto nel mistero. Un solo nome, una maschera inquietante, boschi e foreste ed una spada. Ma chi è Akroterion?

Nell’epoca della comunicazione immediata, scoprire un progetto come Akroterion è consolatorio. Le informazioni sono poche, sappiamo che B.P. Gjallar suona e canta tutti gli strumenti e sappiamo che è lui che si nasconde dietro maschera e mantello nelle splendide foto del booklet. Oltre c’è solo il mistero e la musica.

Il risultato delle sette tracce, è una musica avvolgente, che riporta alle origini del black metal, con una produzione non potente, ma sincera. La batteria programmata non inficia il risultato finale, con le chitarre che creano muri di suono, con la voce di B.P. Gjallar che si destreggia tra cantato gutturale e parti più classiche, dimostrando ampiezza di tonalità.

A dare prestigio a “Silence”, “Samhain” e soprattutto ai nove minuti di “Strange Creatures In The Woods”, ci sono passaggi progressivi, con echi di folk e tracce imponenti di quel doom di scuola italiana che con primi Paul Chain e l’acclamato “Land of Mystery” dei Black Hole, ha scritto la storia del genere in tutto il mondo. Suggestive le evoluzioni di “Satan At The Gates Of The Earth”, un piccolo tratta di come fare black metal innovativo e trascinante.

Chiariamo non c’è nulla di satanico negli Akroterion , i testi hanno solo le scopo di porre qualche domanda e di alimentare mistero.

L’album si chiude con le risate isteriche della scena finale del film italo spagnolo “La notte dei diavoli” del 1972, diretto da Giorgio Ferroni. Come dire che tutto torna.

Dimenticavo: l’album è un cd digipack, disponibile in sole 300 copie. Esaurite queste Akroterion tornerà nell’oblio. O forse ci sorprenderà con qualche nuovo progetto? Forse il vento delle foreste ci porterà le risposte.

Akroterion: molto di più che una curiosità. Da ascoltare con la luce spenta.

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