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Recensioni
Pubblicato il 10/05/2016 alle 09:18:26
Leon – Gli eroi muoiono (MeatBeat Records, 2016)
di Gianni Della Cioppa
Stanchi dei cantautori che sparano a salve? Nostalgia dei cantanti che fanno nomi e cognomi senza paura? Avete trovato il personaggio che vi serve: Leon.

In un’Italia che va al rallentatore non è strano sentirsi dire che con i suoi trentasei anni Simone Perron, è un’artista giovane.
In realtà Simone, lunga gavetta e tanta passione, vive - come quasi tutti - da precario sia come musicista che come insegnante, e questo è il suo secondo album, dopo gli ottimi responsi di critica dell’esordio “Come se fosse Dio” , del 2013, dove affrontava temi scottanti come pedofilia, anoressia ed alcolismo.

In questo secondo capitolo, sotto la guida del produttore Raffaele D’Anello, l’artista valdostano offre un girovagare tra stili: l’elettronica di “Gli eroi muoiono”, con echi di Radiohead, il pop adulto di “Chiamami”, il cantautorato rock di “Generazione Choosy” (“La mia generazione ha un gran difetto sai, non ha sparato mai”), singolo accompagnato da un bel videoclip, un brano manifesto della confusione e precarietà dei giovani di questo terzo millennio, ricattati, sotto assedio, a cui però manca sempre il guizzo di coraggio per tentare la ribellione. “Sepolto qui” sposta l’asse verso il personale, storia di un amore morto, raccontata con toni tristi, ma decisi.

Ben suonato, con testi che vanno ascoltati, nonostante qualche eccessiva incursione nel francese (Charles Baudelaire omaggiato con due poesie “Le Voyage” e “Litanie”, che ispirano altrettanti testi), “Gli eroi muoiono”, è un’analisi lucida dell’oggi, malinconia (“Le favole nere”), e forse pessimista perché, come ha dichiarato il protagonista:

“Il titolo del disco deriva dalla consapevolezza che gli eroi non esistono, perché ognuno persegue i propri interessi. Anche i “sedicenti eroi” lottano per un proprio ideale e quindi sono egoisti come tutti. Questo mondo ha invece bisogno di uomini, che sbagliano e si sporcano, senza pretendere di essere i paladini della giustizia o del bene universale”.,

Simone Perron, è una voce attendibile dei nostri tempi, vicino alla sensibilità di artisti come Daniele Silvestri e Niccolò Fabi. Musica vera insomma.

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